Soltanto il 5% della popolazione mondiale respira aria pulita. Il restante 95% per cento ha invece  a disposizione aria che contiene al suo interno una concentrazione di particelle inquinanti al di sopra dei limiti stabiliti dalle linee guida condivise a livello globale. E’ quanto emerge dallo studio  State of Global Air 2018” realizzato dall’Health Effects Institute (HEI).

Inquinamento, più colpiti i Paesi poveri

Il report sottolinea, inoltre, come i Paesi in cui gli effetti dell’inquinamento dell’aria sono più rilevanti, siano quelli economicamente più poveri. Una situazione che sta portando a un divario crescente tra le economie più ricche e i Paesi in via di Sviluppo.

Le zone più inquinate

In particolare tra le zone più inquinate ci sono il Nord Africa, l’Africa occidentale e il Medio Oriente. Paesi dove le emissioni inquinanti sono dovute principalmente a polveri minerali soffiate dal vento e combustibili solidi bruciati nelle abitazioni.

I Paesi più virtuosi

Tra i Paesi più virtuosi in termini di qualità dell’aria troviamo, invece,  Australia, Nuova Zelanda, Canada, Finlandia, Islanda e Svezia. In queste nazioni la quantità di inquinanti sono in linea con i parametri richiesti dagli standard internazionali.

L’impatto sulla salute

Dal report emerge inoltre la stretta correlazione tra qualità dell’aria e salute. Nel 2016, solo per citare qualche dato, si stima che 6,1 milioni di morti a livello mondiale possano essere legati all’inquinamento atmosferico. Tra le patologie più comuni infarti, cancro ai polmoni e malattie polmonari croniche.

Possibili soluzioni

Tra gli ambiti in cui intervenire in maniera prioritaria per contrastare l’inquinamento atmosferico,  il report cita il settore del trasporto urbano e il riscaldamento domestico. Un’attenzione particolare va inoltre riservata alla questione degli incendi boschivi. 

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