Rifiuti elettronici, cresce la raccolta nel 2014

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La raccolta di piccoli elettrodomestici, cellulari e pc non funzionanti è cresciuta del 10% nei primi nove mesi del 2014 “e questo è indice di una crescente sensibilità da parte dei cittadini che non gettano nel sacco dell’indifferenziata il vecchio aspirapolvere o il frullatore non funzionante, ma si assicurano che segua un corretto percorso di recupero affidandolo all’ecocentro comunale oppure portandolo in negozio”, commenta Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight (Consorzio nazionale Raee).

Secondo i dati diffusi dal consorzio, dall’inizio dell’anno la raccolta complessiva dei rifiuti elettronici si è attestata intorno alle 150mila tonnellate (poco al di sopra di quanto gestito nello stesso periodo del 2013). Stabili i raggruppamenti R1 (frigoriferi e congelatori) ed R2 (forni, lavatrici e lavastoviglie), mentre è in calo il raggruppamento R3 con televisori e monitor, ma in quest’ultimo caso a influenzare è anche il completamento del passaggio al digitale e la riduzione degli applicativi.

Come descritto, invece, per quanto riguarda i Raee più piccoli (R4) “Ecolight ha registrato un incremento del 10% rispetto all’anno scorso, arrivando a gestire quasi a 11.500 tonnellate piccoli rifiuti elettronici”, continua il direttore generale del consorzio, che tra le attività complementari ha sviluppato dei cassonetti intelligenti dedicati ai piccoli Raee.

Nell’ambito del progetto europeo Identis WEEE, progetto inserito nel programma Life+, in collaborazione con il Gruppo Hera abbiamo studiato e dato vita ad una sperimentazione in Emilia Romagna che sta dando buoni frutti: in un anno sono state raccolte 24 tonnellate di piccoli Raee. Inoltre, da questo progetto è nata una seconda iniziativa dedicata ai punti vendita con la realizzazione di cassonetti smart pensati per la raccolta di piccoli elettrodomestici e lampadine a risparmio energetico. I 10 cassonetti che sono stati posizionati a metà luglio in due mesi e mezzo hanno permesso la raccolta di oltre 2.200 pezzi tra vecchi cellulari, ferri da stiro e stampanti che non funzionano più, oltre a un centinaio di lampadine”, conclude Dezio.

 

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