Friend of the SeaAnche i pesci soffrono. Per verificare lo stato di benessere delle specie presenti negli allevamenti già certificati Friend of the Sea l’associazione fair fish International e Friend of the Sea uniscono le forze così da sostenere la diffusione di un’acquacoltura responsabile.

Il progetto

I dati raccolti dal team dedicato di ricercatori FishEthoBase, tramite osservazione diretta dei metodi e delle pratiche di allevamento impiegati, saranno tradotti in specifiche raccomandazioni per ogni azienda certificata in modo da accrescere la salubrità dell’ambiente acquatico. In particolare, saranno oggetto di monitoraggio: la qualità dell’acqua e dell’ambiente, lo stato comportamentlae e fisiologico, l’alimentazione e la formazione del personale. A gennaio 2018 partiranno i primi turni di visite sul campo negli allevamenti di Italia, Croazia, Spagna, Turchia, Grecia e Australia.

“Friend of the Sea vuole introdurre gradualmente i requisiti di benessere dei pesci nella sua certificazione”, ha sottolineato in nota stampa Paolo Bray, fondatore e direttore del programma di certificazione internazionale. Così da promuovere il benessere dei pesci che, per definizione della stessa FishEthoBase, è “garantito quando al pesce è consentito vivere al massimo del potenziale della specie a cui appartiene e sviluppare la propria individualità”.

Condivisione dei dati

Il progetto di durata biennale prevede una parte di condivisione dei risultati durante eventi pubblici, conferenze accademiche e di settore. Il lavoro ha ricevuto un grant dall’Open Philanthropy Project, realtà nata dalla partnership tra la fondazione Good Ventures e il fondo di beneficienza GiveWell per stimolare la diffusione di dati ed esperienze.

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