Il car sharing conviene, ma solo se condiviso

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Il car sharing non sostituisce l’auto di famiglia, ma conviene sempre meno dei mezzi pubblici almeno questo secondo la ricerca condotta da Unione Nazionale Consumatori. Lo studio ha valutato il costo medio di gestione di un auto a 3.101,00 euro l’anno (considerata di usura, manutenzione, riparazione, pedaggi autostradali,  rc auto, revisione e anche multe!), mentre il car sharing, con sosta, ipotizzato su una città di Milano è stato valutato 4.690,00 euro.

I parametri  cambiano se equiparando il car sharing ai mezzi pubblici e soprattutto alla condizione di auto “in sharing” quindi “non sempre tua”.

Cosa vuol dire? Se pensiamo di utilizzare la stessa auto per un giorno intero abbiamo una tipologia di costi -sosta e consumo- elevati (di fatto paghiamo l’auto anche quando è ferma), se invece la impieghiamo nel senso tipico dello sharing, più assimilabile quindi al concetto di un mezzo pubblico “quando ho necessità la noleggio” -prenotando al momento con l’app un mezzo prossimo alla mia zona- e “una volta terminato il tragitto lascio l’autovettura libera di essere utile a un altro soggetto”, le cifre cambiano molto.

Numeri alla mano quindi lo sharing risulta più assimilabile ad un taxi privato, rispetto al quale è comunque mediamente più conveniente, (11,55 euro/38,50 euro rispetto i 34,30 euro /41,40 euro) che una prima macchina. Quindi considerando come l’attività in sharing sia proprio la condivisione di un bene quando necessario e non “il possesso”, ci sentiamo di dire che l’obiettivo, per i cittadini italiani, sia pienamente raggiunto.

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