
A salire sul banco degli imputati è la dieta occidentale che si caratterizza per elevati consumi di acqua legati alla filiera della carne. Ad esempio grandi quantità di acqua sono necessarie per coltivare le razioni di mais e soia, un ciclo produttivo che a lungo termine porterà degli effetti disastrosi secondo l’azienda. A tale proposito nel rapporto viene menzionata una combinazione di quattro strategie per evitare una crisi: la creazione di un mercato di acqua virtuale, la rimozione dei sussidi per i biocarburanti, l’adozione di OGM per la coltivazione di piante resistenti alla carenza di acqua e la liberalizzazione del commercio agricolo mondiale.
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