
Nel corso del convegno, che ha declinato a 360 gradi le sfide del comparto elettrico alla luce degli obiettivi posti in ambito europeo e degli input innovativi che si stanno facendo strada nel settore, è stato presentato il nuovo presidente dell’associazione, Magnus Hall, già presidente e amministratore delegato della società elettrica svedese Vattenfall. Il manager è subentrato a Francesco Starace, a.d. e direttore generale di Enel, che è stato alla guida di Eurelectric in questi ultimi due anni.
Le priorità del nuovo presidente all’Eurelectric power summit 2019
Tra gli obiettivi che Eurelectric porterà avanti in maniera prioritaria nei prossimi due anni, ha spiegato il neo presidente Hall, c’è la volontà di rendere il comparto elettrico carbon neutral entro il 2045, favorendo una transizione “equa e inclusiva” questo quanto emerso Power summit. Il tutto in un clima di dialogo proficuo tra i responsabili politici e il mondo industriale, che sappia interpretare in modo efficace le trasformazioni in corso nel settore energetico.
Il consumatore al centro
Tornando ai temi emersi dalla mattinata, un trend che sta mutando in modo rilevante l’assetto del comparto energetico è l’ascesa della figura del consumatore, vero e proprio protagonista della rivoluzione legata alle rinnovabili e alla generazione distribuita. La questione è stata uno dei fil rouge della prima giornata di Eurelectric, menzionata sia negli interventi di carattere più istituzionale sia nelle sessioni tematiche di approfondimento. A citarla è stata nel suo intervento anche il segretario generale di Eurelectric Kristian Ruby, che ha parlato dell’importanza di favorire una transizione energetica in grado di coinvolgere la società e di valorizzare al massimo il ruolo trainante dell’elettrico.

Occupazione e connubio ricerca-impresa

Coinvolgere la società
Sulla questione del coinvolgimento della società nel processo di decarbonizzazione si è soffermato anche l’amministratore delegato di Enel Francesco Starace. “Il nuovo corso dell’Ue – ha detto il presidente uscente di Eurelectric a margine del Power Summit 2019– è decarbonizzare, arrivarci entro il 2050, digitalizzare le reti, fare presto perché c’è un’emergenza, e soprattutto farlo coinvolgendo tutta la società. E’ giusto che tutti capiscano e abbiano una chiarezza su quale sia l’orizzonte di questo cambiamento. E’ un orizzonte molto bello, molto ampio, che ci fa vedere un’Europa non solo più pulita ma molto più competitiva e molto più padrona del suo destino economico”.
Sempre in ottica consumatore Starace ha inoltre menzionato il tema delle bollette, sottolineando come sia fondamentale garantire trasparenza ed eliminare tutte quelle voci non prettamente legate ai consumi energetici. “C’è da fare una grande opera di pulizia nelle bollette europee, non solo quella italiana, che tra l’altro non è neanche la più complicata”, ha detto l’ad di Enel. (Guarda il video)
Flessibilità e modelli consumer-oriented
In generale dalla giornata è emersa con forza la necessità di affrontare in modo mirato le sfide poste da un mutato scenario, che vede il consumatore come “cuore del sistema energetico”. Nella sessione “Sharing Visions for a customer led society”, ad esempio, Vera Pinto Pereira, executive board member di Edp e Chris Peeters, ceo di Elia Group, hanno sottolineato come, in un mercato decentralizzato, l’ago della bilancia si sposti sulle “richieste del consumatore”. In questo senso, ha spiegato Pinto Pereira, è opportuno “filtrare la transizione puntando su smart client solution che permettano agli utenti di essere parte attiva del processo di decarbonizzazione del comparto energetico”. Di questa visione attiva dell’utente hanno preso atto tutti gli attori della filiera energetica: dal distributore al tso. In questo senso ha spiegato Peeters, un elemento chiave è la capacità di cogliere le opportunità delle soluzioni digital, di una “maggiore flessibilità del sistema” e di una produzione modulata sulle necessità degli utenti.
Le potenzialità delle comunità energetiche
Un altro modello operativo che si sta facendo strada nel comparto energetico, testimoniando questo trend che vede il passaggio a forme di consumo attivo, è quello delle comunità energetiche. Al tema è stato dedicato un panel nel corso della giornata a cui hanno partecipato la cofondatrice e ceo di Electron Jo, Jo Hubbard e Christian Feisst, ceo di Greencom Networks. Dal dibattito sono emerse le potenzialità di questo tipo di soluzioni, che potranno offrire non pochi vantaggi in un contesto energetico distribuito, dove ci sarà una sempre maggiore diffusione di asset energetici small scale. Va naturalmente sottolineato che attualmente il sistema energetico è ancora estremamente centralizzato, tuttavia queste soluzioni potranno risultare centrali in un contesto in cui la flessibilità della rete diventerà un elemento chiave. Attualmente la tecnologia c’è, tuttavia da sola non basta. E’ necessario, infatti, che dietro a queste comunità energetiche si crei un contesto regolatorio e industriale solido e vengano individuati in maniera più netta dei modelli di business efficaci.
Nuovi modelli di business
Sulla necessità di adottare modelli di business mirati si è soffermato anche l’ad di Enel X Francesco Venturini, che ha contestualizzato il tema nell’ambito delle sfide digitali del settore energetico. In particolare, Venturini ha spiegato come ci sia “un po’ di confusione” sul modo di intendere le tematiche digital e come, ad esempio, sia necessario distinguere la questione della gestione dei dati da quella dell’interazione con il consumatore.
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.













