
“Sono molto orgoglioso. Quando guardiamo al settore energetico – in Europa, Stati Uniti e Cina – lo sviluppo economico era basato su una enorme quantità di carbone. Ma, lo possiamo ben vedere, per la prima volta una nazione [sta costruendo] la sua crescita sfruttando le rinnovabili”, ha infatti sottolineato Fatih Birol. La grande spinta, secondo il Direttore, è arrivata dal Governo: per estendere l’accesso all’energia alla popolazione, l’Africa ha sfruttato il calo dei prezzi delle tecnologie rinnovabili (il costo dei pannelli solari dal 2009 al 2014 è diminuito del 75% e il costo della produzione energetica da fotovoltaico continua a calare). Entro il 2040 l’Africa dovrebbe produrre il 40% di energia da fonti alternative.
Al momento i bassi prezzi del petrolio stanno toccando le esportazioni in Libia, Algeria, Nigeria e Angola, mentre in alcune città dell’Africa orientale – come Mozambico e Tanzania – crescono il consumo e l’esportazione di gas naturale.
Osservando cosa accade nel resto del mondo, i consumi si stanno appiattendo in Cina, mentre l’India sta diventando il “motore della domanda energetica mondiale” e, secondo Birol, aumenteranno le richieste di carbone e petrolio oltre che di fonti alternative (l’impegno del Paese è di ottenere il 40% di energia pulita entro il 2030).
Con lo sguardo puntato al futuro, lo IEA prospetta un disaccoppiamento tra la crescita della domanda energetica e la crescita economica nelle maggiori città: “Nelle economie sviluppate – Europa, Stati uNiti e Giappone – la domanda energetica sta diminuendo a dispetto della crescita [economica]”, ha sottolineato Bisol. Inoltre, il consumo di energia crescerà più del 70% entro il 2040, sebbene 550 mln di persone non ne avranno accesso, e le rinnovabili supereranno il carbone nei primi anni del 2030. “Le rinnovabili non sono più una fonte di nicchia. Le rinnovabili sono diventate un combustibile mainstream a partire da ora”.
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