Il 99% di sicurezza della rete elettrica può sembrare un dato sufficiente, ma in realtà significa non avere elettricità per tre giorni all’anno. per questo abbiamo bisogno di reti resilienti e sicure al 99,999% come sottolinea ai microfoni di Canale Energia Adrian Grilli technology adviser del European Utilities Telecom Council (Eutc).
“Siamo arrivati a essere sempre più dipendenti dalla rete elettrica e non lo realizziamo. Ora che questa punta a essere sempre più sostenibile, abbiamo sempre più energia rinnovabile, diventando bidirezionale ma anche più complessa da gestire”.
La decarbonizzazione europea richiede un impegno su più fronti. Non è sufficiente produrre più energia pulita servono anche reti in grado di trasportare con sempre maggiore efficienza e capillarità queste energia. Su questo tema si concentra il report ‘Un punto di svolta per il sistema energetico europeo: perché la resilienza deve alimentare la prossima era dell’energia’ prodotto da Ericsson, Eutc e i partner del settore dei servizi pubblici e lanciato in occasione di Enlit Europe 2025 a Bilbao (18-20 novembre).
Partendo dai recenti disagi ed eventi di black out che hanno investito grandi porzioni di rete europea nell’ultimo anno il report mette a fuoco come le telecomunicazioni moderne, comunicazioni mission-critical possano sostenere un sistema più resiliente, per una rete efficiente e sicura.

Uno scenario che vede le telecomunicazioni “vitali per le operazioni nelle reti” grazie a queste infatti si possono monitorare e gestire come spiega Grilli.
I rischi per la rete
Gli attacchi informatici e fisici le condizioni meteorologiche estreme e i guasti del sistema sono i maggiori rischi in cui incorre la rete oggi. Altro tema sono le comunicazioni legacy frammentate tra generazione e la difficolta per trasmissione e distribuzione di soddisfare le esigenze operative di bassa latenza e alta disponibilità.
La resilienza del sistema
Diventa quindi necessario rafforzare la resilienza del sistema energetico grazie a comunicazioni mission-critical interoperabili e basate su standard, lezioni pratiche dalle implementazioni e la politica, sono necessarie azioni di utilità e tecnologia.
Modernizzare la rete significa portare un enorme impatto economico al sistema complessivo, garantendo opportunità e aspetti sociali rilevanti e benefici di crescita economia, competitività, risparmio CO2, sicurezza e protezione.
Dalle valutazioni del report emerge come curare la rete fornirà 1,5 trilioni di euro di benessere sociale e valore di crescita economica per l’Europa nel periodo 2024-2030.
Una sfida Europea
Dal paper emerge come l’Europa abbia le competenze, industriali capacità e quadri politici
per agire con decisione. Ma serve un coordinamento della leadership per tradurre questo potenziale in un impatto reale. I punti che evidenzia il report (disponibile in versione integrale qui) sono:
- Accelerare la modernizzazione della rete dando priorità alla digitalizzazione,
automazione e telecomunicazioni come infrastruttura fondamentale. - Stabilire l’accesso a sistemi armonizzati, garantendo una sicurezza e importanza critica alle comunicazioni che supportano operazioni di utilità e in infrastrutture strategiche.
- Definire un design comune di principi per la resilienza, sicurezza e interoperabilità
attraverso i sistemi nazionali e transfrontalieri. - Allineare regolamentazione, investimenti, e innovazione per sbloccare completamente
l’aspetto economico e ambientale del valore garantendo convenienza per i consumatori. - Promuovere la collaborazione tra servizi pubblici e tecnologia per guidare la scalabilità,
e soluzioni di rete pronte per il futuro.
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