L’attuale politica energetica degli Stati Uniti si fonda su una strategia tripartita volta a ristabilire l’affidabilità della rete e la convenienza dei prezzi: il nucleare emerge come la chiave di volta per un’elettricità sicura e a basse emissioni. L’obiettivo ambizioso è quello di quadruplicare la capacità dai circa 100 GW attuali a 400 GW entro il 2050, sostenuto da massicci investimenti nella catena di approvvigionamento dell’uranio. Parallelamente, il gas naturale e il petrolio giocano un ruolo fondamentale nel garantire l’autosufficienza immediata: la produzione di greggio ha raggiunto vette storiche di 13,6 milioni di barili al giorno nel 2025, mentre il gas naturale tocca i 109 miliardi di piedi cubi giornalieri.

Questa combinazione mira a ridurre la dipendenza dall’estero e a stabilizzare i costi per le famiglie, invertendo un trend che aveva visto i prezzi dell’elettricità crescere 13 volte più velocemente rispetto al passato.
Nucleare, gas e petrolio: pilastri della sovranità Usa
Secondo i dati del Dipartimento dell’Energia (Doe), senza un cambio di rotta nelle politiche energetiche, il rischio di blackout sarebbe potuto aumentare di 100 volte entro il 2030 a causa della dismissione programmata di oltre 100 GW di potenza affidabile a fronte di soli 22 GW di nuove aggiunte previste. Per scongiurare questa crisi, il governo ha attivato il programma Energy Dominance Financing (Edf), che sponsorizza progetti strategici.
Tra le azioni più significative figurano l’investimento di 2,30 miliardi di euro per rafforzare l’arricchimento domestico dell’uranio a basso arricchimento (Leu) e l’assegnazione di 682 milioni di euro per lo sviluppo di piccoli reattori modulari (Smr). Queste iniziative non solo mirano a soddisfare la crescente domanda elettrica, spinta anche dai data center per l’intelligenza artificiale, ma rappresentano asset duraturi per le prossime generazioni.
Record produttivi e prezzi alla pompa in calo
Gli Stati Uniti dichiarano di aver consolidato la propria posizione di leader mondiale nella produzione di petrolio. Il record di 13,6 milioni di barili giornalieri raggiunto nel 2025 ha avuto un impatto diretto e tangibile sul portafoglio dei cittadini: i prezzi della benzina sono scesi ai minimi degli ultimi quattro anni, con valori inferiori ai 2,5 euro a gallone (3,7 litri) in ben 43 stati.
Parallelamente all’incremento produttivo, il Doe ha avviato il ripristino della Riserva Strategica di Petrolio, precedentemente ridotta drasticamente. Attraverso nuovi contratti per la consegna di milioni di barili di greggio presso il sito di Bryan Mound, l’amministrazione punta a ricostruire la forza strategica della nazione, proteggendola da eventuali shock geopolitici futuri.
Stati Uniti: gas naturale e espansione globale del Gnl
Il gas naturale continua a essere un motore di risparmio per le famiglie americane, garantendo, secondo l’American Gas Association, benefici per circa 1.365 miliardi di euro negli ultimi 17 anni. L’attuale amministrazione degli Stati Uniti ha poi rimosso le barriere normative che frenavano le esportazioni di gas naturale liquefatto (Gnl), annullando le restrizioni sui nuovi terminali e promuovendo l’uso del Gnl anche come carburante marino. Grazie a questa deregolamentazione, le previsioni indicano che le esportazioni sono sulla rotta per raddoppiare entro la fine del decennio.
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