Il nuovo think tank italiano Transizione ecologica e solidale dell’economia è davvero ambizioso. Vuole scrivere la ricetta dell’economia verde mettendo a sistema le iniziative promosse – e quelle in gestazione – su: consumo di suolo, rigenerazione urbana, riqualificazione infrastrutturale, edilizia efficiente, economia circolare, fiscalità verde e politica strategica integrata.

Per riuscire a riportare “la questione ecologica al centro dell’agenda politica” e garantire una “transizione veloce ed equa”, come spiegato dal direttore Michele Fina il 21 febbraio a Roma in occasione della presentazione, favorirà una vasta alleanza riunendo i rappresentanti della bioeconomia, del mondo del lavoro, associazioni ambientaliste e soggetti che a vario titolo si occupano di urbanistica, buone pratiche quotidiane e informazione. Si farà promotore di iniziative di ricerca e confronto e di tavoli di discussione e alimenterà il dialogo con le istituzioni. Prima tappa di questo percorso l’avvio di un ciclo di conferenze di presentazione del disegno di legge sul consumo di suolo e la rigenerazione urbana che partirà a Firenze e toccherà Milano, Torino, La Spezia, Parma, Roma, L’Aquila e Napoli.

La risposta della politica

La sinergia pubblico-privato è stata definita indispensabile dal presidente della Camera Roberto Fico, nell’intervento di apertura dei lavori, per riuscire ad “annullare l’invio dei rifiuti ai termovalorizzatori”, a “ripensare i trasporti”, ad avere “maggiore cura del territorio a cominciare dal rischio idrogeologico” e a stimolare un “cambiamento culturale” e stili di vita più attenti al territorio e all’ambiente.

A fargli eco il ministro dell’Ambiente Sergio Costa che ha illustrato alcune attività di cui il Dicastero si è fatto promotore: “l’inaugurazione a Roma al termine della Cop24 di Katowice del Centro per il clima e lo sviluppo sostenibile in Africa”, “l’accordo con Anac perché venga rispettata la percentuale prevista sugli acquisti verdi nella PA” e, ha annunciato, la “chiusura dell’accordo con Enel per l’installazione delle colonnine di ricarica elettriche nei parchi nazionali”.

Suggerimenti settoriali

Urbanistica

A elencare una serie di priorità d’azione in questa transizione ecologica e solidale i relatori presenti. La presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica Silvia Viviani ha evidenziato il bisogno di far crescere un’edilizia che non sia “prodromica all’ottenimento del permesso di costruire”, che contrasti il consumo di suolo con l’idea di uno sviluppo “urbanamente umanizzato”, partecipato e scandito dal “diritto di vivere in spazi risanati”.

Bioeconomia

Catia Bastioli presidente di Novamont ha offerto riflessioni importanti sulle opportunità per la “biodiversità delle imprese”. Che il concetto di “prosumer, implementato a livello energetico, permei le città” e sia il cardine delle “filiere integrate, che usano meno risorse e in modo diversificato i prodotti”. Che “quelle che chiamiamo bioraffinerie e infrastrutture sul territorio” diventino leve per “rigenerare i territori inquinati o con problemi di dissesto idrogeologico”. Che si riesca a riportare il carbonio organico nel suolo puntando sull’innovazione tecnologica e sulla pulizia degli “stream liquidi e solidi in modo da non produrre scarti per l’acqua e il suolo”.

Industria

“L’economia circolare, la decarbonizzazione e il recupero del suolo sono tre processi che possono rappresentare anche tre elementi di sviluppo sociale ed economico del Paese”, ha commentato la direttrice di Confindustria Marcella Panucci, rimarcando come “i target di riduzione delle emissioni sono sfidanti ma l’industria italiana ha fatto passi in avanti molto importanti”.

Rifiuti

Di contro il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile Edo Ronchi ha affermato che “il tasso del cambiamento non è sufficiente, in alcuni settori è molto lento” citando ad esempio “l’iter dell’end of waste partito quattro anni fa e non ancora in Gazzetta”. “La crisi ecologica ha già avuto delle retroazioni economiche”, ha proseguito, e rappresenta “un fattore di limitazione dello sviluppo economico su scala globale con ripercussioni sociali e sull’occupazione”.

A partecipare anche il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, lo storico Alberto Melloni, l’economistas Emanuele Felice, la presidente di WWF Donatella Bianchi, il presidente Tes Andrea Orlando.

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