idrogeno

L’attuale emergenza climatica globale spinge sempre più la ricerca a studiare alternative più pulite e sostenibili come l’idrogeno, ormai sempre più individuato come il carburante del futuro. L’industria lo ha promosso come combustibile affidabile di nuova generazione per alimentare le automobili, riscaldare le case e generare elettricità. Alcuni sviluppi chiave nel settore arrivano dall’Asia. Paesi come il Giappone e la Corea del Sud iniziano a muovere i primi passi nell’esplorazione del potenziale a idrogeno. Proponendosi come attori importanti nella visione dell’economia del futuro.

Monitoraggio delle stazioni di rifornimento H2 per aumentare la sicurezza ed evitare incidenti

La spinta della Corea del Sud per raggiungere la neutralità dal carbonio entro il 2050 ha portato a un aumento sensibile del numero di veicoli elettrici, ibridi plug-in e a celle a combustibile in circolazione. Nel 2020, sarebbero stati immatricolati circa 840.000 veicoli a energia pulita. Oltre all’installazione di 20.000 stazioni di ricarica per veicoli in strutture pubbliche ed edifici privati. Nel marzo scorso il ministero dell’Ambiente ha firmato un accordo di cooperazione per promuovere la conversione di ben 2.000 stazioni in luoghi a duplice scopo per il rifornimento sia di Gpl che di H2.

Numerosi sudcoreani considerano le stazioni di ricarica dell’idrogeno un possibile pericolo per la sicurezza. Così, il ministero del Commercio, dell’industria e dell’energia ha annunciato il debutto di un sistema di monitoraggio della sicurezza per le stazioni di ricarica del carburante a idrogeno. La tecnologia è stata realizzata come parte di un’iniziativa iniziata nel 2020. La finalità è il collegamento di tutte le stazioni di ricarica di H2. L’organizzazione statale per la sicurezza del gas le gestirà. Per il monitoraggio in tempo reale, il sistema di gestione è collegato a sensori e sofisticate apparecchiature.

Quando viene rilevata un’anomalia, gli avvisi vengono inviati alla torre di controllo e il sistema è in grado di eseguire ispezioni e diagnostica in tempo reale su tutte le stazioni monitorate.

Un nuovo catalizzatore genera idrogeno sostenibile dall’ammoniaca: la ricerca giapponese

Bruciare il gas idrogeno in presenza di ossigeno genera enormi quantità di energia ma nessun elemento climalterante. A differenza dei combustibili fossili. Sfortunatamente, la maggior parte del combustibile a idrogeno prodotto oggi proviene da gas naturale o combustibili fossili, il cosiddetto idrogeno grigio. Una risposta sostenibile arriva dall’ammoniaca che può essere facilmente liquefatta, immagazzinata, trasportata e convertita in idrogeno quando necessario. In un recente studio pubblicato su Acs Catalysis, un team di ricercatori giapponesi del Tokyo Institute of technology ha descritto una soluzione che potrebbe avere un determinante impatto sui mercati dell’idrogeno.

L’ammoniaca è una risorsa di per sé priva di carbonio che può scindersi in azoto e idrogeno con l’aiuto di catalizzatori metallici come il nichel (Ni). Tuttavia, queste reazioni richiedono temperature molto elevate. I ricercatori del Tokyo Institute of technology hanno sviluppato un catalizzatore al nichel supportato da calcio immide (CaNH) altamente efficiente. Questo catalizzatore riesce a decomporre l’ammoniaca a temperature inferiori di 100° C, rispetto a quelle richieste dai dispositivi convenzionali. Un’innovazione promettente che può condurre alla produzione sostenibile di idrogeno.

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