Jojob il car pooling per colleghi

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car pooling aziendale#COLLEGHIamoci è lo slogan social di JoJob, il servizio di car pooling aziendale lanciato da Bringme Srl, che riassume in pochi caratteri l’anima e la volontà del progetto. Come funziona il servizio lo chiediamo a Mariachiara Bosio, Relazioni esterne, Comunicazione e Marketing di JoJob.

Il servizio Jojob è attivo da un anno: è stato ufficializzato a Smau Milano nell’ottobre 2014. Il portale di car pooling vuole creare dei cluster di persone della stessa area territoriale che devono recarsi a lavoro. Oltre al sito c’è l’applicazione mobile: se il sito aiuta i colleghi a trovarsi tra loro, l’app (disponibile per Android e iOS) consente di certificare la CO2 risparmiata su ogni tratto.

Una volta terminato il viaggio e sincronizzati i propri smartphone, i passeggeri ricevono un voucher elettronico di riepilogo con i km percorsi, il numero di compagni di viaggio e l’anidride carbonica risparmiata.

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Se un’azienda non ha interesse ad iscriversi il dipendente può farlo al suo posto?

La registrazione è gratuita e il dipendente può fare da portavoce: è possibile iscriversi e invitare tramite e-mail i colleghi, caricare l’azienda, se questa non è nostra cliente, o associarsi ad essa, se è in lista. La mappa inizia a popolarsi e a prendere vita e, a questo punto, l’utente può contattare gli altri presenti sulla mappa. In un secondo momento può avanzare l’idea all’interno della propria azienda.

Fate ricorso alla gamification per incentivare l’uso di Jojob?

Il risparmio di CO2 comporta un duplice vantaggio: l’utente può accedere a sconti riservati in palestre, parchi divertimenti, agriturismi, etc.; e l’azienda può disporre dei dati aggregati presenti nell’area riservata del sito per l’ottenimento di certificazioni aziendali UNI EN ISO 14001 ed EMAS. C’è anche un discorso di risparmio economico: il servizio è meno costoso dell’impiego di navette aziendali ed utile, in caso di sciopero dei mezzi pubblici, a ridurre le assenze e a migliorare l’accessibilità della società. Se la sede è localizzata in aree difficilmente raggiungibili può configurarsi come l’unica alternativa al suo raggiungimento.

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Quante aziende fanno parte del circuito?

Ad oggi contiamo oltre 50 aziende clienti, tutte di grandi dimensioni: Heineken, Findomestic, Unicoop Firenze, Auchan, Coop Nord Ovest e i Comuni di Cesano Boscone, Castelvetro di Modena e Abbiategrasso. Sono iscritte anche 700 medie e piccole imprese caricate dai singoli utenti che non hanno l’esigenza di produrre dati relativi alla CO2, ma che godono dei benefici dati dalla condivisione del tragitto casa-lavoro.

Ci sono aree più coperte?

Siamo presenti su tutto il territorio nazionale: molto attivi in Lombardia, nel Centro Italia (Toscana, Emilia Romagna e Lazio) e arriviamo fino a Napoli. Possiamo definirci leader di mercato in Italia nell’ambito del car pooling aziendale.

Vengono adoperati anche veicoli elettrici per questi spostamenti?

I mezzi sono esclusivamente quelli dei privati: non si tratta di car sharing, dunque non immettiamo sul mercato nuovi autoveicoli in ottica di risparmio energetico e di emissioni inquinanti. Nel momento in cui il singolo utente si iscrive sulla piattaforma può indicare quale mezzo adopera per recarsi a lavoro. In questo modo si crea un profilo e gli altri utenti presenti sul sito possono visualizzare chi contattare in un determinato momento per condividere il viaggio.

Propositi per il futuro?

Puntiamo a consolidare la nostra leadership in Italia per poi espanderci all’estero: a breve lanceremo la notizia dell’internazionalizzazione. Fil rouge del nostro lavoro continuerà ad essere quello di creare cluster di persone che usufruiscono del servizio, in modo da riunire i dipendenti di molteplici aziende pubbliche e private.

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