ELEONORA EVI VERDI
Eleonora Evi, europarlamentare nel gruppo Europa Verde e onorevole della commissione Ambiente

Il parco elettrico è cresciuto, passando al 12% di penetrazione del mercato sia elettrico che plugin, esclusi i 30mila veicoli prenotati, di cui il 45% sono completamente elettrici. Tutti i Paesi UE hanno inserito nel proprio Pnrr un sostegno alla domanda di veicoli elettrici, quindi la strada può dirsi tracciata. In Italia c’è ancora da fare, soprattutto in termini di inquinamento e qualità dell’aria: “In questo siamo ancora in alto mare e non siamo gli unici, si sta infatti pensando se uniformare le raccomandazioni dell’Oms”, ha dichiarato l’onorevole Eleonora Evi, commissione Ambiente ed europarlamentare nel gruppo Europa Verde, intervenuta ieri al festival della mobilità elettrica e_mob. “La zona della Pianura Padana è costantemente in infrazione su PM10 e ossidi di azoto, infrazioni che stanno per diventare multe se non ci si mette in regola”.

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In Francia il Consiglio di Stato è arrivato a sanzionare lo Stato per inazione climatica, ha precisato la Evi, e sono i tribunali a chiamare all’azione gli Stati, data l’urgenza della situazione.

“Certo – ha proseguito – noi verdi vorremmo che già dal 2030 non si vendessero più auto con motori a combustione, dato il problema delle emissioni. Inoltre, accogliamo con favore la revisione della direttiva Dafi, che chiede finalmente obiettivi vincolanti anche a livello nazionale, e non più solo a livello europeo, altrimenti diventa difficile raggiungerli”. 

DAVIDE CRIPPA M5S
Davide Crippa, deputato M5S

Un altro elemento importante, sottolineato da Davide Crippa, capogruppo alla Camera dei deputati M5S, è che bisogna cambiare la narrazione sulla mobilità elettrica e gettare le basi per una trasformazione culturale.

Secondo Crippa, due elementi su cui bisogna continuare a lavorare rimangono la parte autorizzativa, che necessita di miglioramenti, e la stabilizzazione degli incentivi, su cui si deve andare avanti. Gli incentivi, ha detto Crippa, “hanno stimolato i costruttori, anche se a rilento. Ad esempio, la Fiat 500 elettrica ha buoni numeri, ma per far sì che cresca in maniera massiva dobbiamo lavorarci e il risveglio della politica è stato lento perché gli incentivi incidono in maniera minimale in termini di prezzo”.

Un aspetto che può impattare nell’immediato è il ruolo del trasporto pubblico locale, da sostenere attraverso l’assegnazione di target di acquisto di autoveicoli e mezzi a zero emissioni, così come quello della pubblica amministrazione se facesse un passo avanti verso l’elettrificazione della mobilità.

“Quest’ultima poi, continua Crippa, deve diventare sempre più a disposizione di tutti, bisogna concentrarsi su target minori e più diffusi per rendere accessibili i mezzi elettrici. Dobbiamo partire in modo spedito e invece dal punto di vista industriale siamo arretrati. Sull’avio stiamo iniziando a ragionare, ma sul marino ancora siamo indietro, certamente è un percorso che deve essere accompagnato. Ad esempio, la Sardegna ha un gap che costituisce un’opportunità: non avendo il gas (da 40 anni parliamo della dorsale gas della Sardegna), per me oggi andrebbe completamente elettrificata. Certo bisogna arrivare pronti, ma comunque è una prospettiva che ci permetterebbe di testare un modello”, ha concluso.

EUGENIO COMINCINI PD
Eugenio Comincini PD

Il capogruppo al Senato PD Eugenio Comincini, autore dell’emendamento che ha contribuito a parificare il monopattino alla bicicletta, non è tanto preoccupato della capacità delle amministrazioni locali di spendere le risorse del Pnrr, quanto della loro capacità di comprendere le norme e come funzionano i bandi. Il capogruppo ha evidenziato l’esistenza di buone pratiche, come la città di Milano, e il bisogno di trasmettere esempi positivi, anche con il contributo dell’Anci.

“Sulla micro mobilità elettrica, ha commentato Comincini, ritengo sia giusto prendere provvedimenti in termini di sicurezza, ma non bisogna farsi prendere dal panico per via delle morti e conseguentemente porre in essere vincoli pesanti sull’onda dell’emotività, che rischiano di frenare lo sviluppo del mezzo. Oggi le norme ci sono, ma vano fatte applicare dai sindaci. Il cittadino insomma va educato”.

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Carla Pillitu
Professionista delle Relazioni Esterne, Comunicazione e Ufficio Stampa, si occupa di energia e sostenibilità con un occhio di riguardo alla moda sostenibile e ai progetti energetici di cooperazione allo sviluppo. Possiede una solida conoscenza del mondo consumerista a tutto tondo, del quale si è occupata negli ultimi anni.