L’inquinamento indoor interessa anche i principi

Il Principato di Monaco avvia una fase test di pulizia della qualità dell'aria con tecnologia italiana

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Il Principato di Monaco studia l’inquinamento atmosferico e lo fa con una tecnologia italiana.

L’iniziativa rientra nell’ambito dei progetti di innovazione e qualità della vita promossi dal Dipartimento di attrezzature, ambiente e pianificazione urbana del Principato.

Come funziona il test

L’area test prescelta è il piano meno 1 di un parcheggio di un supermercato.

I test è suddiviso in due fasi: la prima ha visto l’installazione dei dispositivi per la misurazione della qualità dell’aria; in prossimità dei quali verranno posti i pannelli adsorbenti di tecnologia italiana.

Gli impianti tecnologici sono stati posti sulla base di uno studio sul movimento dei motori quindi dei gas di scarico all’interno dell’area. Il primo riscontro avverrà dopo una settimana di uso così da misurare l’effettivo assorbimento dei pannelli e il valore della qualità dell’aria nella zona.

La tecnologia impiegata

I pannelli sono in grado di assorbire le molecole inquinanti attraverso dei processi chimici senza l’uso di energia elettrica. “Il risultato atteso è un’importante sottrazione degli inquinanti indoor, con conseguente miglioramento della qualità dell’aria respirata in uno degli ambienti in cui fisiologicamente si concentra la presenza di molecole altamente pericolose. Siamo onorati che il Principato di Monaco abbia deciso di testare il nostro materiale con l’obiettivo ultimo di intervenire sulla qualità dell’aria respirata da cittadini e turisti”. commenta Bruno Combi, Direttore Generale di Anemotech, la realtà italiana che ha brevettato il tessuto TheBreath® in grado di compiere l’azione.

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Redazione
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