La transizione verso le tecnologie rinnovabili deve essere giusta ed equa e deve procedere di pari passo con la garanzia di alti standard di sicurezza energetica. I combustibili fossili probabilmente continueranno a far parte del mix energetico negli anni a venire, in particolare nei settori in cui le alternative sono ancora limitate. Tuttavia, l’importanza di una gestione responsabile delle risorse è particolarmente rilevante, inclusi gli investimenti nella riduzione delle emissioni lungo le catene di approvvigionamento di petrolio e gas. Sono queste alcune tra le maggiori evidenze emerse a conclusione del Summit on the Future of Energy Security, l’incontro ad alto livello tra governi e industria, convocato a Londra dall’Iea e dal Regno Unito. Il vertice ha riunito, da tutto il mondo, 120 personalità tra cui ministri, amministratori delegati, leader di istituzioni internazionali e organizzazioni della società civile per dare forma a un futuro energetico più resiliente.

Il Summit di due giorni, a cui ha preso parte anche la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, si è svolto in un momento cruciale. Gli ultimi anni hanno portato con sé numerosi shock legati all’energia: dalla pandemia globale alla crisi geopolitica tra Russia e Ucraina, fino agli eventi meteorologici estremi e agli attacchi informatici. Allo stesso tempo, il panorama energetico globale sta attraversando una rapida trasformazione, guidata principalmente dall’espansione delle tecnologie rinnovabili.
Sicurezza energetica: la necessità di un approccio olistico
Il Summit ha affrontato i temi all’ordine del giorno per una sfida globale di grande portata: la sicurezza dei sistemi energetici. Nel documento di sintesi viene sottolineata la necessità di un “approccio olistico alla sicurezza energetica”, evidenziando le pressioni sovrapposte che stanno rimodellando il sistema energetico globale. Le tecnologie pulite come l’eolico, il solare e l’accumulo di energia tramite batterie “vengono implementate a una velocità senza precedenti, contribuendo a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e a proteggere i consumatori dalla volatilità dei prezzi”, si legge nel documento.
Elementi fondamentali per la sicurezza nazionale e internazionale sono l’accesso e la convenienza dell’energia. Con circa 700 milioni di persone in tutto il mondo ancora prive di elettricità e oltre 2 miliardi senza accesso a una cucina pulita, affrontare la povertà energetica è una tra le maggiori sfidi da vincere. I delegati hanno riconosciuto che le preoccupazioni relative all’accessibilità economica stanno crescendo anche nelle economie avanzate, dove le famiglie a basso reddito sono colpite in modo sproporzionato dai costi energetici.
Digitalizzazione, AI, infrastrutture critiche e minacce informatiche
Tecnologia e innovazione hanno avuto un ruolo di primo piano nei vari dibattiti. Con la crescente digitalizzazione e interconnessione dei sistemi energetici, è stato ampiamente riconosciuto il potenziale dell’intelligenza artificiale e dell’analisi avanzata per migliorare le previsioni, l’efficienza e la resilienza. Allo stesso tempo, è stata segnalata la crescente esposizione delle infrastrutture critiche alle minacce informatiche. Le proposte intendono rispondere alla necessità di integrare la resilienza attraverso la regolamentazione, gli investimenti e il coordinamento internazionale. In tale ambito, l’Iea è stata incoraggiata a guidare ulteriori sforzi per migliorare la condivisione delle conoscenze e il benchmarking per le tecnologie emergenti.
Un altro tema affrontato è stato il crescente ruolo dell’elettricità, in particolare nei trasporti, nel riscaldamento e nell’industria. Con l’accelerazione dell’elettrificazione di una parte sempre maggiore dell’economia, garantire la sicurezza delle reti elettriche diventa sempre più fondamentale. I delegati hanno chiesto quadri politici a lungo termine che anticipino le future esigenze del sistema, tra cui la generazione flessibile, l’accumulo, la risposta alla domanda e l’interconnessione regionale. Diversi interventi hanno evidenziato che, senza un’espansione e una modernizzazione strategiche della rete, gli sforzi per aumentare l’energia pulita potrebbero essere compromessi da colli di bottiglia fisici e operativi.
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