Real Estate, tra sostenibilità ambientale e innovazione

La strategia green di Covivio

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“Una grandissima opportunità”. Così Alxei Dal Pastro, ceo per l’Italia di Covivio (la nuova società nata dalla fusione fra Beni Stabili e Foncière des Régions), ha definito le sinergie virtuose tra settore immobiliare e sostenibilità ambientale, in occasione di un incontro organizzato ieri a Milano dall’azienda per illustrare la propria strategia di sviluppo in Italia e in Europa. L’attenzione all’ambiente, declinata in tutte le sue accezioni, è infatti, secondo Dal Pastro, un elemento che riveste un “ruolo chiave” nel settore real estate ed è ormai diventato un “requisito essenziale” e imprescindibile per rendere un immobile più appetibile sul mercato. I nostri clienti sono aziende di dimensioni medio-grandi, anche internazionali. Per questo tipo di operatori la tematica della sostenibilità ambientale è molto importante. Avere un immobile con una certificazione green è diventato un must. Si tratta di un requisito fondamentale nel momento in cui un’azienda deve ad esempio spostare il proprio headquarter. Se questo elemento non è presente queste realtà non prendono l’edificio in locazione”.

Impatto sul valore degli asset

Quest’attenzione alla sostenibilità non rappresenta solo un elemento accessorio legato a questioni etiche, ma è per le imprese un elemento fondamentale che influisce sul valore economico degli edifici. Sicuramente c’è un importante impatto anche sul valore degli asset. Oltre agli aspetti legati alla ricaduta sociale positiva di queste scelte, il green fornisce infatti un vantaggio economico concreto – ha evidenziato il manager – un immobile green consuma meno e di conseguenza costa meno all’inquilino in termini di spese di gestione. Le performance degli immobili green certificati sono estremamente elevate per quanto riguarda voci come ad esempio il riscaldamento o il raffrescamento. C’è un ritorno immediato dal punto di vista dei risparmi, abbinato a un miglioramento della qualità della vita”.

Qualche numero

Uno degli strumenti di cui l’azienda si è avvalsa per garantire la sua adesione a paradigmi di sostenibilità ambientale è la certificazione ambientale. “Ci siamo dati l’obiettivo di  arrivare in Italia all’80% di immobili certificati entro il 2022. Siamo a circa al 60% oggi e venivamo dal 28% nel 2015. Per certificazione noi tipicamente facciamo riferimento allo standard leed e tutte le riqualificazioni in corso o che abbiamo appena chiuso riguardano il livello gold o platinum, ovvero i più alti livelli di certificazione. Questo è il nostro standard. A livello di gruppo nei nostri uffici a Parigi il target è addirittura del 100%”, ha affermato l’ad per l’Italia di Covivio nel corso del suo intervento.

Innovazione e smart building

Un altro ambito chiave per affrontare in modo efficace il mercato real estate è l’attenzione alle tematiche dell’innovazione tecnologica in ottica smart building. La dotazione tecnologica degli edifici è diventata “un elemento essenziale” – ha spiegato Dal Pastro – per rispondere in maniera adeguata alla domanda di uffici sempre più all’avanguardia sotto il profilo tecnologico”. Si tratta di un ambito che rappresenta uno dei “pilastri” della nostra strategia di sviluppo”.

Il dialogo con il mondo delle start up

Quest’attenzione al comparto dell’innovazione e allo smart building si è tradotta concretamente in un dialogo crescente con il mondo delle start up, veri e propri motori di sviluppo tecnologico. Su questi temi, ha spiegato l’AD di Covivio, “abbiamo un duplice approccio”. “Abbiamo creato un team innovation a livello di gruppo che effettua un monitoraggio di mercato sulle start up più interessanti in ambito immobiliare e partecipiamo sia in maniera diretta, con un investimento di capitale, sia indiretta collaborando con alcuni fondi di investimento che hanno una view più allargata sul mercato delle start up”.

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