
La sua azienda ha messo in atto un progetto strutturato di efficienza energetica?
Lottomatica è stata tra le prime aziende italiane ad essere certificata BS EN 16001:2009 nel Giugno 2011 e, a fronte dell’evoluzione dello standard di riferimento nel 2012, ha aggiornato il proprio Sistema di Gestione Energetica alla certificazione ISO 50001:2011 con l’obiettivo di garantire saving sui consumi e sui costi dell’energia e di ridurre il peso delle emissioni di anidride carbonica (CO2). L’azienda ha autofinanziato le attività legate al proprio sistema di efficientamento.
Nello specifico, quali interventi sono stati eseguiti? E quale impatto economico hanno avuto sul bilancio queste attività?
Grazie alla razionalizzazione introdotta dal nostro SGE abbiamo individuato le linee d’azione per la riduzione dei consumi ed il miglioramento dell’efficienza, mettendo sotto analisi tutti i fattori energetici. In particolare abbiamo realizzato degli interventi mirati sul nostro Data Center individuati nelle seguenti attività:
- Riposizionamento Rack con migliore suddivisione dei corridoi caldi e freddi;
- Riposizionamento delle griglie di distribuzione dell’aria e chiusura delle aperture non necessarie;
- Riorganizzazione dei cablaggi nei rack;
- Installazione blanking panels;
- Innalzamento della temperatura di setpoint delle unità di condizionamento da 20°C a 24°C;
- Sostituzione dell’impianto di condizionamento ad espansione diretta di vecchia generazione con nuovo impianto idronico di ultima generazione con compressori a levitazione magnetica e freecooling.
Le attività sopra riportate ci hanno consentito di risparmiare circa il 25% rispetto ai consumi dell’anno precedente con un pay back di circa tre anni.
Ritiene che la sua azienda avrà modo di sviluppare nuove opportunità di investimento in termini di efficienza energetica?
In Lottomatica, la ricerca dell’efficienza energetica è considerata tra i valori primari delle proprie attività: il vertice della società assicura risorse strumentali ed economiche al fine di perseguire gli obiettivi di miglioramento continuo dell’efficienza energetica, di riduzione dei consumi e conseguentemente di emissione di gas.
Quindi non ha riscontrato difficoltà ad intervenire sui decisori aziendali?
Il vertice della società è molto sensibile alla gestione energetica e si riunisce annualmente, o all’occorrenza, con un Comitato Energia, dove sono discussi i risultati ottenuti nell’anno precedente e dove vengono individuati gli obiettivi per quello successivo. C’è sempre massima disponibilità di colloquio tra l’Energy Manager e il dirigente dell’azienda che autorizza le attività.
Il quadro normativo in tema di efficienza energetica è secondo lei chiaro e completo?
La normativa in materia di energia è piuttosto frammentaria e disorganica, in modo particolare per quel che riguarda le fonti rinnovabili. Spesso i motivi della mancata diffusione di una tecnologia per l’efficienza energetica sono legati a carenze o distorsioni prodotte dall’impianto normativo. Un primo ostacolo è legato ai ritardi o alla mancata emanazione dei decreti attuativi che rendono esecutivi gli indirizzi strategici del Paese e dell’Unione Europea. Un secondo impedimento è dterminato all’efficacia nell’indirizzamento degli incentivi rispetto alle reali esigenze delle tecnologie e delle filiere collegate a esse. L’ultimo ostacolo è invece provocato dalla difficoltà di accesso agli strumenti incentivanti e alla poca aderenza di alcuni di essi alle reali esigenze del mercato.
In questo lavoro quanto conta la formazione rispetto all’esperienza?
La formazione è importante soprattutto per la parte normativa, ma fondamentale per valutare al meglio interventi mirati all’efficienza energetica è l’esperienza nel settore tecnico.
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.















