Cambiamento climatico, transizione energetica e circolarità sono le sfide  che attendono le città del futuro, dalle grandi metropoli ai centri più piccoli. “Le città sono il luogo della complessità ma anche delle soluzioni”, spiega Cécile Maisonneuve, senior fellow “Città, territori e sviluppo sostenibile” dell’Institut Montaigne, durante l’intervento all’evento online “Le città circolari, una risposta per proteggere il nostro pianeta” promosso ieri da Luiss e Sciences Po, in collaborazione conThe European House – Ambrosetti. “In genere, ci si concentra sui centri delle città, ma risolvere i problemi dell’urbanesimo significa guardare alle periferie, dove vive la maggior parte dei cittadini con grossi problemi di mobilità”, aggiunge.

Le partnership come soluzione e la governance come ostacolo

Un altro aspetto da tenere ben presente è che si deve guardare al di là delle nostre frontiere: “Se si vuole essere sostenibili e ad esempio elettrificare, non si può non tener conto del fatto che le batterie giunte a fine vita arrivano magari in Africa”, continua Maisonneuve. “Le città devono adottare soluzioni che vadano al di là delle nostre frontiere, quindi la soluzione è la partnership. Bisogna costruire alleanze e buone partnership tra le città e tra gli imprenditori e le città”, conclude.

Michele Crisostomo, presidente di Enel
Michele Crisostomo, presidente di Enel

Oltre all’aspetto della partnership, un altro aspetto problematico è quello della governance. Così Michele Crisostomo, presidente di Enel: “Il problema è sbloccare i meccanismi di governance e gli impacci burocratici per dare avvio alla transizione. Enel sa guardare alle unità capillari del territorio e intervenire, cambiando la gestione, per riuscire a combattere il cambiamento climatico ma abbiamo un problema di sovrapposizione di competenze”.

Le agenzie di progetto sui territori

Infatti, il problema non è trovare delle soluzioni ma portare a termine i progetti. Il professor di Sciences Po, Marco Cremaschi, sostiene che la vera difficoltà sia quella di evitare la trappola dell’implementazione dei progetti: “La mia paura è la vischiosità del progetto, soprattutto se si accelerano i tempi e se non abbiamo sul territorio delle agenzie di progetto capaci di collaborare con le aziende e di accompagnare i progetti nella loro realizzazione. Bisogna quindi assolutamente creare delle agenzie di progetto sui territori e immergersi anche nel disegno di una governance politica per realizzare la transizione”.

Cagliari, Lecce e Parigi: città differenti con gli stessi problemi

I sindaci di Cagliari, Paolo Truzzu, e di Lecce, Carlo Maria Salvemini, e il vice sindaco di Parigi, Florentin Letissier, hanno esposto le difficoltà che incontrano quotidianamente sui fronti mobilità, rifiuti, logistica e verde urbano.

Cagliari

“I Comuni”, afferma il sindaco di Cagliari riprendendo il tema della governance e della burocrazia, “sono quelli che spendono in modo più efficiente, perciò le risorse devono arrivare qui e direttamente alle città metropolitane, solo così la grande quantità di risorse che arriverà potrà avere un risultato concreto.

Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari
Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari

Inoltre, aggiunge il sindaco anche vicepresidente di Anci con delega alla mobilità, “ci stiamo muovendo sulla mobilità elettrica e, nel 2030, Cagliari avrà 230 autobus completamente elettrici oppure a idrogeno, chissà”. Infine, conclude, il tema delle infrastrutture è anche culturale: dobbiamo accompagnare i cittadini che non rinunceranno facilmente all’auto privata, spiegando loro che i bus non sono pericolosi e sono una soluzione contro l’inquinamento”.

Positivi i risultati in tema di raccolta differenziata, Cagliari ha il 74% e si sta lavorando per chiudere il cerchio, sono stati stanziati fondi per la riforestazione urbana e investiti 15 milioni di euro per ampliare aree verdi e viali alberati all’interno della città. Infine, 116 edifici scolastici potranno produrre in autonomia e cedere a sua volta energia, riducendo costi e inquinamento.

Lecce

Il sindaco di Lecce, con delega ai rifiuti per Anci, ribadisce l’importanza accompagnare ed educare, in modo quasi pedagogico, il cittadino al cambiamento, spiegandogli che ”le scelte che compiono ogni giorno a Lecce, hanno ricadute positive su scala globale. Ad esempio, siamo vicini al 60% di raccolta differenziata, secondo Ispra, ma solo il 21% viene conferito in discarica. Bisogna quindi puntare su questo, anche se l’Italia è un paradigma nel riciclo di carta, cartone e vetro, avendo già raggiunto l’87% ad oggi, invece dell’85% richiesto al 2030”. 

“Noi dobbiamo”, continua Salvemini, “raccogliere la frazione organica e realizzare nuovi impianti da localizzare nel nostro territorio. Lecce ad esempio, si è candidata a farlo per i comuni del nord Salento, la sindrome Nimby deve diventare sindrome Pimby, ovvero Please in my backyard!. Ma per poterlo fare, dobbiamo accompagnare le comunità ad essere disponibili ad ospitare impianti che producono benefici ambientali ed economici”.

Parigi

Florentin Latissier, vice sindaco di Parigi
Florentin Latissier, vice sindaco di Parigi

Il vicesindaco della capitale di Francia ricorda che Parigi è la città più densamente popolata di tutta Europa e questo crea dei problemi a livello di logistica, circolazione e traffico con ingorghi difficili da gestire.

Per quanto riguarda i rifiuti, rimane il problema della filiera dell’organico, che è tutta da fare e rappresenta “una sfida logistica incredibile, perché diversi camion dovrebbero passare per la città. Inoltre, servono nuove tecniche per il compostaggio, che non si può certamente fare nel centro storico di Parigi. Infine, servono attori in grado di accogliere queste sfide”. 

Letissier, come Truzzu, sostiene che bisogna aumentare il gettito fiscale a beneficio dei Comuni, così che possa essere gestito direttamente. A Parigi, si è scelto di lavorare su filiere strategiche, come l’edilizia e creare posti di lavoro nella città e fortemente associati al territorio francese e ad altri Paesi europei, perché è preferibile comprare europeo che globale.

Tutti concordi sul fatto che ogni città è unica, per cui la pianificazione e la circolarità vanno declinate sulle caratteristiche della singola città e sulle distinte complessità incontrate. Un altro modo per implementare la circolarità è quello di non avere un atteggiamento conservativo davanti alla scelta di nuovi metodi o materiali o infrastrutture, finalizzate in fondo a migliorare la vita dei cittadini. Oltre  che di non attuare politiche a macchia di leopardo, pensando di lasciare indietro le periferie e l’area metropolitana della città, fil rouge tra Francia e Italia.

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Carla Pillitu
Professionista delle Relazioni Esterne, Comunicazione e Ufficio Stampa, si occupa di energia e sostenibilità con un occhio di riguardo alla moda sostenibile e ai progetti energetici di cooperazione allo sviluppo. Possiede una solida conoscenza del mondo consumerista a tutto tondo, del quale si è occupata negli ultimi anni.