Se portassimo nel sud Italia la competitività dei paesi europei sarebbe un successo per l’economia di tutto il sistema Paese. E non è neanche una impresa impossibile, basterebbe suonare le corde giuste della competitività, andando a valorizzare e organizzare le possibilità già insite del territorio. E’ quanto afferma Federbeton, federazione di settore delle associazioni della filiera del cemento, del calcestruzzo, dei materiali di base, dei manufatti, componenti e strutture per le costruzioni, delle applicazioni e delle tecnologie ad essa connesse, grazie a uno studio presentato al Saie, fiera dell’edilizia, in questa edizione proposta a Bari (24-26 ottobre).

A Canale Energia ne parliamo con Nicola Zampella, del centro studi dell’associazione, che ha messo in relazione due direttrici della regione: l’attività portuale e il turismo. 

Attività portuale e turismo: come possono aiutare il Pil

Si tratta di avviare importanti lavori di recupero del sistema portuale, importante via delle rotte commerciali soprattutto per la Cina che è interessata all’Adriatico come veloce attracco verso il centro Europa e un’ottimizzazione del sistema turistico. 

Nel 2018, si legge nell’indagine, i porti italiani hanno movimentato circa 490 milioni di tonnellate di merci. Di questi il 42% è stato generato dai porti meridionali. Un settore in cui si può crescere ancora migliorando altri snodi di interconnessione come Bari, valorizzando la concezione di “distripark” sulla falsariga dell’esempio olandese. Questo utilizzando gli enormi spazi del dismesso industriale retroportuale. Recuperando aree dismesse, favorendo l’implementazione di nuove tecnologie nei carburanti come lo stoccaggio di Gnl e delle ricariche di energia.

Rispetto al sistema turistico invece l’analisi di Federbeton valuta l’uso delle coste tipico delle isole Baleari. “Il risultato di queste comparazioni è abbastanza sorprendente“, spiega a Canale Energia Zampella, “se messe in atto, da sole potrebbe colmare metà del gap di reddito procapite e disoccupazione che c’è del sud rispetto la media italiana“.

La valutazione della associazione è un rapporto incrementale a caduta sul territorio di 1 a 3 in cinque anni solo ottimizzando risorse anche economiche già previste per il sud. “Il ripristino del fronte del porto di Bari rappresenta un inizio di questa nuova visione” che inoltre si può avvalere di un grande sostrato imprenditoriale. Difatti il sud Italia, come evidenzia Zampella, ha “un alto tasso di start up con crescita a due cifre” nonostante  “un bacino difficile che però ha contribuito a una selezione darwiniana di aziende che possono innovare e che possono crescere”. 

Sostenibilità e innovazione nella filiera del cemento

Rispetto a  sostenibilità e innovazione, la filiera del cemento può giocare un ruolo importante e anche centrale nella competitività del sistema Italia. “A sud c’è un ampia filiera di cemento e calcestruzzo dislocata su tutto il territorio. La produzione del cemento può favorire il risparmio di suolo e ridurre i rifiuti”.

Questo perché, se ben selezionato, il materiale delle demolizioni può essere reimpiegato per generare materia prima seconda di prima qualità. “Solo l’industria del cemento potrebbe far risparmiare quasi un milione di tonnellate di CO2”. Servono, spiega Zampella, “un po’ di cultura delle demolizione, attuando la decostruzione selettiva. Così il calcestruzzo potrebbe ri-assorbire circa un terzo dei rifiuti di demolizione” scarti che altrimenti pesano sulla filiera dello smaltimento più dei rifiuti solidi urbani.

I materiali oggi sono sempre più innovativi e già solo nel loro impiego possono svolgere un ruolo di supporto all’ambiente. Ci sono dei materiali in grado di assorbire lo smog o garantire il drenaggio del suolo. Un’innovazione e un’opportunità per il comparto edilizio italiano di cui si deve acquisire consapevolezza e per cui l’associazione si pone come centro di riferimento.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.