Geotermia, investimenti record e nuove tecnologie per l’energia h24

Entro il 2050 potrebbe coprire il 15% dell'aumento della domanda elettrica mondiale

Per decenni la geotermia è stata considerata una fonte di energia pulita e costante ma limitata a rari hotspot geografici. Oggi, secondo gli ultimi dati dell’Iea e le proiezioni dell’Agenzia per il 2025, si delinea un cambio di paradigma radicale. Grazie a tecnologie di nuova generazione che permettono di scavare più in profondità e in contesti prima inaccessibili, il calore della Terra non è più un’esclusiva di pochi territori vulcanici, ma una risorsa potenzialmente universale capace di alimentare stabilmente la rete elettrica globale senza le fluttuazioni tipiche di solare ed eolico.

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Foto di Ahmed Zalabany su Unsplash.

L’abbattimento delle barriere geografiche

La geotermia convenzionale rappresenta attualmente solo l’1% della domanda elettrica globale, vincolata a serbatoi idrotermali poco profondi. Il salto di qualità è rappresentato dai sistemi geotermici potenziati (Egs) e dai circuiti a circuito chiuso. Queste innovazioni permettono di creare fratture artificiali nelle rocce calde o di far circolare fluidi in sistemi sigillati, estraendo calore virtualmente ovunque.

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Fonte: Iea.

Nonostante i costi di perforazione rappresentino ancora l’80% delle spese totali di un impianto, l’efficienza sta crescendo a ritmi vertiginosi. Nel sito sperimentale Forge nello Utah, le velocità di perforazione sono quasi raddoppiate, passando da 8 a 15 metri l’ora, con picchi di 26 metri. Aziende come la statunitense Fervo hanno già toccato i 30 metri l’ora, dimostrando che l’industrializzazione del processo è realtà.

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Un’esplosione di capitali tra finanza privata e accordi sul debito

I numeri della finanza confermano l’entusiasmo dei mercati. Il finanziamento per la geotermia di nuova generazione ha raggiunto quasi 1,86 miliardi di euro nel 2025, segnando un incremento dell’80% rispetto all’anno precedente e un abisso rispetto ai soli 18,6 milioni del 2018. Anche il settore maturo gode di ottima salute: i progetti elettrici convenzionali hanno attratto oltre 4 miliardi di euro nel 2025, mentre il riscaldamento geotermico, fondamentale per i distretti urbani, ha superato gli 9,7 miliardi di euro.

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Fonte: Iea.

Un segnale cruciale di maturità è il cambiamento della struttura del capitale: la quota di finanziamento tramite equity (capitale proprio) è scesa dal 70% del periodo 2018-2020 a poco più della metà nel triennio 2023-2025. Questo significa che le aziende sono ora in grado di accedere al debito bancario, grazie a rischi ridotti e contratti di fornitura a lungo termine.

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Il ruolo dei Big Tech e l’alleanza con i data center

A trainare questa accelerazione è la domanda esponenziale di energia da parte dei data center, destinata a crescere del 300% entro il 2030. Colossi come Google e Meta non cercano solo energia verde, ma energia baseload, ossia disponibile 24 ore su 24. Per garantirsela, sono disposti a pagare un premio significativo: se fino al 2023 i prezzi garantiti erano simili a quelli di eolico e solare (fino a 50 euro per megawattora), i nuovi contratti per progetti geotermici avanzati hanno toccato i 110 euro per megawattora. Google ha siglato accordi per il progetto Corsac di Fervo da 115 MW, mentre Meta si è assicurata 150 MW da Sage Geosystems a partire dal 2027.

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Geotermia e litio un binomio strategico per la transizione

L’attrattività del settore è ulteriormente rafforzata dalla possibilità di estrarre litio dalle salamoie geotermiche. Questo processo di estrazione diretta è più sostenibile rispetto alle miniere tradizionali, consumando meno acqua e suolo. Secondo l’Iea, i progetti in fase di sviluppo negli Stati Uniti e nell’Unione Europea potrebbero fornire 47 kilotonne di litio all’anno entro il 2035, coprendo il 5% della domanda globale. Un esempio emblematico è il progetto Lionheart di Vulcan Energy in Germania, che ha già stretto accordi di vendita non solo per il calore e l’elettricità, ma anche per il litio con partner del calibro di Stellantis, Renault e LG Corp.

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Superare la “valle della morte tecnologica” il supporto pubblico necessario

Nonostante i progressi, la geotermia deve ancora attraversare la cosiddetta “valle della morte tecnologica”: progetti troppo grandi per il solo venture capital e ancora troppo rischiosi per i grandi operatori energetici tradizionali. Il supporto pubblico resta vitale. Sebbene la quota di sovvenzioni statali sia scesa al 9% dei finanziamenti totali, il ruolo dei governi nell’agevolare i permessi e nel fornire assicurazioni contro il rischio di perforazione è determinante. L’Unione Europea sta preparando un Piano d’azione per la geotermia, seguendo l’esempio di paesi come la Germania e gli Stati Uniti, per garantire che questa risorsa possa finalmente uscire dalla nicchia e diventare un pilastro della sicurezza energetica globale.

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