
Costruzione del dispositivo
Il dispositivo è stato realizzato dai ricercatori del Nrel ricorrendo ai materiali III-V, così chiamati per la loro posizione sulla tavola periodica, che si caratterizzano per una vasta gamma di proprietà di assorbimento della luce.“Ciascuna delle sei giunzioni della cellula (gli strati fotoattivi) è appositamente progettata per catturare la luce da una parte specifica dello spettro solare. Il dispositivo contiene circa 140 strati totali di vari materiali III-V per supportare le prestazioni di queste giunzioni, e tuttavia è tre volte più stretto di un capello umano”, spiega la nota.
Applicazioni
Le celle solari III-V sono spesso utilizzate per alimentare i satelliti, che premiano le prestazioni senza pari di III-V. Ciò è legato alla loro natura altamente efficiente e ai costi associati alla loro realizzazione. Per quanto riguarda, invece, l’utilizzo sulla Terra, le celle solari a sei giunzioni sono adatte per l’uso nel fotovoltaico a concentrazione.
Pannelli più efficienti grazie ai riflettori a specchio
Un altro esempio di come l’innovazione possa migliorare l’efficienza energetica dei pannelli fotovoltaici è la soluzione messa a punto da un gruppo di scienziati indiani del National Institute of technology, del Center for energy and environmental engineering e della Shoolini university. Si tratta in particolare di una nuova tecnica di modellizzazione per migliorare la produzione di un sistema fotovoltaico utilizzando i riflettori a specchio. Grazie a questo modello, il team di studiosi ha dimostrato un aumento della resa energetica di oltre il 20% in un sistema fotovoltaico dotato di moduli multicristallini installati ad alta quota nella regione indiana dell’Himalaya, durante l’estate.
In particolare il modello proposto, secondo i suoi creatori, “è stato concepito per determinare gli angoli di inclinazione ottimali per i riflettori durante i quali la radiazione massima riflessa cade sul pannello fotovoltaico durante il giorno”. Nonostante la tecnologia non sia ancora sostenibile da un punto di vista economico, gli studi mostrano che è possibile raggiungere rese di potenza più elevate senza influire in modo significativo sulla temperatura del modulo.
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