La pandemia di Covid-19 ha accentuato il fenomeno della povertà energetica in tutto il mondo, nei Paesi emergenti come in Unione europea. In particolare, recenti analisi sviluppate dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) e dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena) rivelano che nel 2020 e nel 2021 il numero di persone che non hanno accesso all’elettricità nell’Africa sub-sahariana è destinato ad aumentare. “Oggi più di 2 milioni di persone non hanno accesso all’elettricità” ed entro il 2030, “nonostante il nostro impegno, oltre 600 mila persone resteranno in condizioni di povertà energetica”, ha rimarcato il direttore generale di Irena, Francesco la Camera, intervenuto stamane all’evento in remoto “La lotta contro la povertà energetica. L’Sdg7 nel dialogo globale: contributo italiano e prospettive future”, organizzato dalla Rappresentanza permanente d’Italia presso le Organizzazioni internazionali a Parigi.

Le soluzioni tecnologiche, verdi e sempre meno costose già esistono, ma gli investimenti sulle energie pulite vanno incrementati e “la cooperazione internazionale è fondamentale”. L’obiettivo, ha ricordato il vicedirettore esecutivo dell’Aie Mary Warlick, è “garantire un accesso universale alle energie pulite”. La pandemia di Covid-19 “in due anni ha invertito il processo condotto negli ultimi anni”.

Aie Mary Warlick
Il vicedirettore esecutivo dell’Aie Mary Warlick in un momento della conferenza

Nell’Africa sub-sahariana “oltre metà delle persone non ha accesso all’elettricità” e il numero è in aumento. In Ghana, Kenya, Etiopia e Senegal la crisi sanitaria ha cancellato molti degli sforzi profusi: “Moltissime persone in Africa e Asia hanno perso i servizi di base e una forma pulita per cucinare”, ha rimarcato la Warlick. “Le tecnologie sono disponibili, le politiche approvate, gli investimenti necessari” e “nuovi modelli energetici sono sempre più fattibili”, ha concluso la Warlick, ma per centrare gli obiettivi globali di sostenibilità “devono essere investiti 33 miliardi di dollari”. Investimenti indispensabili a garantire una transizione equa, considerato il gap nella pianificazione di misure per la ripresa che è dieci volte più grande nei Paesi sviluppati piuttosto che in quelli emergenti.

“I Paesi meno sviluppati si trovano di fronte a una doppia sfida: raggiungere l’accesso universale all’energia e partecipare all’azzeramento delle emissioni”, ha aggiunto Jorge Moreira da Silva, direttore per la Cooperazione allo sviluppo dell’Ocse. Qui la costruzione di nuove infrastrutture offre l’opportunità di sfruttare energie alternative. Il colpo subìto dalla finanza sostenibile, “diminuita da 35 miliardi di dollari del 2016 a 25 miliardi nel 2019”, evidenzia il bisogno di attrarre investimenti privati e di lavorare per “promuovere meccanismi finanziari innovativi”. Con gli occhi puntati al futuro, ha aggiunto il direttore, l’Ocse sta lavorando con l’Italia ai “bond Gss: verdi, sociali e sostenibili”. Ha poi scritto una relazione a quattro mani con Cassa depositi e prestiti “che analizza il mercato dei green bond e fornisce indicazioni per i decisori politici” soffermandosi “su cosa deve essere rinnovato” e su “come rendere centrare il ruolo delle banche pubbliche nella mobilitazione dei finanziamenti privati”. Per l’Ocse le banche pubbliche devono allinearsi agli obiettivi SDGs delle Nazioni Unite ed è per questo, ha concluso il direttore, che sta lavorando a un “modello standard” utile a “elaborare strategie di mitigazione del rischio” e “attrarre investitori industriali”.

Dialuce
Il presidente di Enea Gilberto Dialuce in un momento della conferenza.

“Il momento di agire è ora e il prossimo decennio sarà fondamentale”, ha sottolineato Roberto Vigotti, segretario generale della fondazione Res4Africa. L’Enea ha una ricetta per sradicare la povertà energetica, presentata dal presidente Gilberto Dialuce: “Dare soluzioni specifiche al contesto dei paesi; rinforzare le competenze a livello locale; e rafforzare la cooperazione con i paesi in via di sviluppo e la cooperazione internazionale”.

 

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Ivonne Carpinelli
Giornalista professionista e videomaker, attenta al posizionamento seo oriented degli articoli e all'evoluzione dei social network. Si occupa di idrogeno, economia circolare, cyber security, mobilità alternativa, efficienza energetica, internet of things e gestione sostenibile delle foreste