Spesso si abusa dell’aggettivo “green”. Si usa dire che la mobilità è “green”, la cosmesi è “green”, il lavoro è “green” senza tenere conto dei principi basilari della sostenibilità. Come l’uso razionale dell’acqua o il recupero dei rifiuti o ancora la logistica a ridotto impatto ambientale (di cui su Canale Energia abbiamo spesso parlato).

Tra i falsi miti del “green” c’è quello del mangiare. In vista della Giornata mondiale della Terra, il prossimo 22 aprile, Bonduelle ci ricorda dell’esistenza di alcune credenze che portano a prediligere alcuni alimenti a discapito di altri perché considerati più amici dell’ambiente. La realtà, avverte l’azienda, è ben diversa.

Il vademecum di Bonduelle

Come riuscire, dunque, a orientare le proprie abitudini alimentari?

Preferire diete con forte presenza di vegetali: Vero

Il consumo di carne aumenta le emissioni di gas a effetto serra. Un piatto di carne in meno la settimana eviterebbe all’atmosfera 198 mila tonnellate di CO2 e toglierebbe dalle strade tre milioni e mezzo di auto in un anno. Per questo meglio optare per una dieta “flexitariana” che prevede:

  • Più frutta e verdura
  • Meno bevande analcoliche zuccherate
  • Meno carne e pesce selvatico
  • Più legumi
  • Meno cibo trasformato
  • Più cereali integrali
  • Prodotti etichettati 50%

Mangiare cibi stagionali: Vero

Per coltivare verdure fuori stagione servono quantità elevate di acqua, calore e nutrienti. Meglio optare per alimenti stagionali. Bisogna sapere, però, che ogni area del pianeta ha le sue. In Italia, collocato nell’emisfero settentrionale, ad aprile, maggio e giugno meglio optare per lattuga, radicchio, piselli, spinaci, finocchi o asparagi.

Riutilizzare gli avanzi per il compostaggio o nuove ricette: Vero

A casa gli avanzi di cibo possono andare a comporre nuove pietanze. Un esempio? Nel dolce sardo S’Aranzada si riutilizzano le bucce d’arance. Gli scarti alimentari, tra cui i gambi di fagiolini, si possono usare per il compost, per nutrire gli animali o per la produzione di energia.

Evitare gli sprechi di cibo aiutandosi con cibo imbustato e surgelato: Vero

Lo spreco di cibo nelle case arriva al 54 per cento del totale buttato contro il 21 per cento della ristorazione, il 15 per cento della distribuzione commerciale, l’8 per cento dell’agricoltura e il 2 per cento della trasformazione della materia prima (dati IXE).

Nel quotidiano, suggerisce Bonduelle, bisogna fare attenzione a cucinare le porzioni adeguate al proprio fabbisogno. Acquistare alimenti imbustati, facendo attenzione alla data di scadenza, e surgelati può aiutare a evitare lo spreco di cibo.

Inoltre, comprare cibo già surgelato, a differenza di quello che si congela in casa, evita la perdita di nutrienti che fanno bene all’organismo.

Mangiare km zero: Falso

Come detto nelle righe precedenti, per considerare un alimento “green”, sostenibile e amico dell’ambiente bisogna prendere in considerazione molteplici fattori. Non è detto che i cibi coltivati a meno di 250 km di distanza dal punto di consumo abbiano un impatto ambientale minore di quelli che arrivano “da lontano”. Il trasporto è solo uno dei fattori di inquinamento ambientale. Si deve guardare all’intero ciclo produttivo: i pomodori nelle serre possono essere più inquinanti di altri che vengono importati.

Evitare i cibi industriali: Falso

Come scritto più volte anche sulla nostra testata, i grandi stabilimenti spesso sono quelli che investono in innovazione e riescono a ridurre i consumi di energia, termica ed elettrica, e acqua migliorando, quindi, i processi di raccolta, lavaggio e cottura. Con benefici per l’ambiente e la comunità locale.

Lavare i piatti a mano: Falso

Facendo scorrere l’acqua per un quarto d’ora si consumano oltre 100 litri di acqua. Un lavaggio in lavastoviglie ne consuma in media 10/15 e può scendere fino a 7 litri, se la tecnologia è recente o il ciclo è breve. Senza contare il detersivo. Leggi l’articolo approfondito sulla modalità di lavaggio dei piatti che meno impatta l’ambiente.

Comprare solo ortaggi non imbustati: Falso

Gli studi Bonduelle mostrano che per lavare e disinfettare ogni confezione di insalata in busta di 100 grammi si utilizzano in media 2,5 litri di acqua. In casa propria il 64% degli italiani effettua 3 o più lavaggi per ogni cespo di insalata (dati Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie).

La Giornata mondiale della Terra

Il 22 aprile, dunque, si celebra la Giornata di mondiale della Terra, evento per la sensibilizzazione collettiva sui temi dell’inquinamento di aria, acqua e suolo.

Per l’occasione Apple ha sfidato i possessori di Apple Watch a completare un allenamento all’aperto di almeno 30 minuti. Chi ci riuscirà potrà visualizzare nella scheda Obiettivi dell’app Attività un premio speciale e adesivi animati unici per Messaggi e FaceTime.

Treedom ha prodotto e diffuso su YouTube un video che “produce ossigeno”: ogni 1.000 visualizzazioni sarà piantato un albero. Prezzi agevolati, poi, per chi pianta un albero su Treedom e viaggia sull’intera rete di FlixBus.

Tanti gli eventi previsti per celebrare la giornata. A Roma, come di consueto, ci sarà il Villaggio della Terra con eventi informativi e attività per tutte le età. Da lunedì 22 aprile a domenica 28, in tutta Italia, sarà promossa la Fashion Revolution Week dedicata alle vittime del mondo della moda. A Milano, il 23 aprile, sarà proiettato il documentario “Fashion victims” sul mondo del lavoro giovanile nell’industria tessile in India. (Leggi anche Recupero e riciclo: la moda è sempre più responsabile) La multinazionale produttrice di dispositivi elettronici Oregon Scientific invita grandi e piccoli a visitare il mappamondo interattivo SmartGlobeExplorer nel capoluogo lombardo. Un viaggio in 3D permesso da una Smart Pen alla scoperta dei paesaggi, degli animali e delle popolazioni vicine e lontane.

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Redazione
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