La povertà energetica in Italia tocca il massimo storico con 2,4 milioni di famiglie. Si tratta del 9,1% del totale. Aumentano le famiglie in povertà energetica con minori rispetto al 2023 (+0,8 punti percentuali) e si attesta all’11,4% del totale.
I dati annunciati oggi dall’OIPE, Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica nel corso del seminario “La povertà energetica in Italia”, ospitato da ARERA e promosso da OIPE e Fondazione Banco dell’energia.
I più toccati “in particolare nelle aree periferiche, piccoli centri, e che affligge le famiglie con minori e stranieri. Occorre intervenire sul fronte delle politiche di contrasto per renderle più selettive ed efficaci” afferma Luciano Lavecchia, Economista, Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica.
Le aree con maggiori poveri energetici
La quota di famiglie in povertà energetica aumenta nelle Isole (+0,8%) e nel Nord Ovest (+0,7%) mentre si riduce di quasi 1 punto percentuale nel Sud e rimane invariata nel Centro e nel Nord Est. Si conferma inoltre una maggior concentrazione del fenomeno nelle periferie e nei piccoli centri.
A livello regionale, la percentuale di famiglie in povertà energetica oscilla tra il 5% del Lazio e il 18,1% della Puglia (nel 2023 ultima in classifica era la Calabria). La Sardegna è la regione che registra l’incremento maggiore (+2,8 punti percentuali, p.p.) seguita dal Piemonte (+2,3 p.p.) e dall’Umbria (+1,6 p.p.). Bene invece la Basilicata (-3,7 p.p.) seguita dalla Campania (-1,8 p.p.) e dalla Calabria (-1,7 p.p.).
Più poveri e meno efficienti
Le famiglie italiane con meno disponibilità economiche continuano a destinare una quota molto elevata della propria spesa complessiva ai beni energetici: l’8-9%, contro il 3-4% delle famiglie più benestanti. Questo divario persiste nonostante nel 2024 la spesa domestica per l’energia sia diminuita complessivamente di quasi il 15% rispetto al 2023, grazie a una sostanziale contrazione dei prezzi.
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