Bollette, l’onda d’urto del conflitto: +8,1% per l’elettricità nel secondo trimestre 2026

Arera ufficializza gli aumenti per i clienti vulnerabili. L'allarme delle associazioni: «Effetto domino su tutto il mercato, il Governo intervenga su extraprofitti e accise».

La tregua energetica sembra essere giunta al termine. L’Arera ha reso noti oggi gli aggiornamenti delle condizioni economiche per l’energia elettrica relativi al trimestre aprile-giugno 2026, e il segno “più” torna a dominare le bollette degli italiani. Per i circa 3,4 milioni di clienti vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela, si prospetta una stangata del +8,1%.

I numeri del rincaro

L’aumento si traduce in una spesa annua stimata per l’utente tipo vulnerabile di circa 589,34 euro, segnando un incremento del 4,5% rispetto al periodo luglio 2024 – giugno 2025.

Non si tratta però di un fenomeno isolato alla tutela: gli esperti avvertono che i rincari colpiranno a tappeto. Le ripercussioni del conflitto internazionale in corso si stanno riflettendo sul costo del gas e, a cascata, sul prezzo dell’elettricità. L’onda d’urto investirà inevitabilmente anche chi ha sottoscritto contratti nel libero mercato indicizzati al PUN (Prezzo Unico Nazionale) e condizionerà al rialzo le nuove offerte a prezzo fisso.

Un mercato libero “deludente”

Il quadro è reso ancora più critico da un mercato libero che non sembra mantenere le promesse di risparmio. Una recente indagine di settore rivela infatti un dato preoccupante: il 60% dei contratti analizzati non ha portato reali vantaggi economici agli utenti nonostante il cambio di fornitore.

«Le misure adottate finora dal Decreto Bollette sono del tutto insufficienti a fronteggiare quella che rischia di diventare una grave emergenza sociale», commentano gli osservatori.

La ricetta per l’emergenza: le 5 richieste al Governo

Di fronte a questa escalation, viene invocato un intervento straordinario dell’esecutivo basato su cinque pilastri fondamentali:

  1. Potenziamento dei Bonus: innalzamento della soglia ISEE almeno a 25.000 euro per l’accesso ai sussidi energetici.

  2. Disaccoppiamento: separare finalmente il prezzo dell’elettricità da quello del gas per frenare le speculazioni.

  3. Riforma degli Oneri: spostamento degli oneri di sistema sulla fiscalità generale per alleggerire le fatture.

  4. Taglio Accise e IVA: prorogare lo sconto sulle accise (giudicando insufficienti i 20 giorni attuali) e scorporarle dalla base imponibile dell’IVA.

  5. Fondo contro la Povertà: creazione di un fondo dedicato ai nuclei più esposti.

Il nodo degli extraprofitti

La copertura economica per queste operazioni, secondo le associazioni di categoria, è già individuata: una maggiore tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche. L’obiettivo è redistribuire i guadagni record accumulati dalle big del settore durante i periodi di rincaro per proteggere le fasce più deboli della popolazione.


In sintesi: i dati del trimestre (Aprile-Giugno 2026)

  • Variazione percentuale: +8,1%

  • Plate coinvolta: 3,4 milioni di clienti vulnerabili.

  • Spesa annua tipo: 589,34 euro.

  • Causa principale: Instabilità geopolitica e rialzo dei prezzi del gas.


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