L’eurodeputata Cristina Guarda (AVS) ha lanciato un monito netto durante la presentazione dello studio sugli effetti dei PFAS commissionato dal Parlamento Europeo. Secondo Guarda, insistere su deroghe illimitate per l’industria non è solo un rischio sanitario, ma un errore economico strategico: la mancata transizione verso alternative sostenibili potrebbe costare all’Europa quasi 2 mila miliardi di euro.
Portando l’esperienza diretta di un territorio profondamente colpito dalla contaminazione, l’eurodeputata ha evidenziato come l’inazione pesi già sulle casse pubbliche, con costi sanitari stimati tra i 50 e gli 80 miliardi di euro l’anno. “La competitività non si difende frenando il cambiamento,” ha dichiarato Guarda, sottolineando come molte aziende leader nei settori dell’elettronica e del green tech abbiano già avviato con successo il phase-out. La richiesta alle istituzioni è chiara: certezza normativa, fondi per la ricerca e una timeline definita per l’abbandono definitivo dei PFAS, per tutelare simultaneamente la salute pubblica e il futuro industriale europeo.
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