ILmodello della sicurezza alimentare deve includere l’attenzione alla qualità e alla sostenibilità del cibo. Lo chiedono rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e della società civile in un appello indirizzato al direttore esecutivo di Efsa, Bernhard Url. Il documento è stato presentato a Palazzo Madama il 27 aprile alla conferenza stampa su Cibo, ambiente e salute promosso su iniziativa della senatrice Loredana De Petris in collaborazione con fondazione UniVerde, GustoH24, associazione Verdi ambiente e società onlus.

In linea con le raccomandazioni del Parlamento EU sulla strategia From farm to fork (dal produttore al consumatore), e dopo che il Consiglio UE si è già espresso sulla proposta della Commissione che nell’ambito del Green deal mira a rendere più sostenibile l’intera filiera agroalimentare, “riteniamo indispensabile l’impegno dell’Autorità europea sulla sicurezza alimentare per realizzare un Centro di conoscenza scientifica sui temi della qualità alimentare come delineati dagli obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”, si legge nell’appello.

Appello a Efsa per sicurezza alimentare

L’emergenza mucca pazza è stata uno spartiacque tra un modello di sviluppo dell’agroalimentare rivolto solo al contenimento dei costi ed uno attento a più fattori come qualità della vita e sicurezza verso il benessere animale e il rispetto dell’ambiente. Secondo quanto dichiarato dai firmatari dell’appello, “Efsa si è concentrata sulla safety del cibo per evitare rischi sanitari ma sempre più opinione pubblica, realtà dell’agroalimentare ed esperti raccomandano di estendere l’attenzione. Ecco perché chiediamo al board dell’Autorità di allargare il proprio impegno anche alla qualità e alla sostenibilità del cibo per una corretta e sana alimentazione”.

Una battaglia per la tutela della qualità agroalimentare. Lo ha sottolineato la presidente del Gruppo Misto al Senato della Repubblica, Loredana De Petris: “L’UE deve riuscire ad essere sempre più un punto di riferimento per lo sviluppo di un modello che includa i pilastri della sicurezza alimentare, ovvero qualità e sostenibilità”.

L’emergenza creata dalla guerra non deve usata dalle lobby del glifosato e dei prodotti superprocessati: occorre difendere le conquiste dell’UE sulla qualità del cibo. È quanto affermato dal presidente della fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio: “È importante che questa Authority interpreti sempre più la sicurezza alimentare anche come garanzia della sostenibilità del cibo e della qualità delle produzioni. Questo vale soprattutto adesso, in una situazione in cui risultano palesi i tentativi di utilizzare la crisi geopolitica per abbassare drasticamente gli standard di qualità dell’importazione dei prodotti agricoli che l’Europa ha ottenuto in tanti anni di impegno”.

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Dalla security alla quality

Il Centro di conoscenza scientifica, così come il documento condiviso chiede di istituire all’interno di Efsa, dovrebbe lavorare in particolare per:

  • ridurre del 50% l’uso dei pesticidi chimici entro il 2030;
  • ridurre le perdite di nutrienti di almeno il 50%, garantendo nel contempo che non si verifichi un deterioramento della fertilità del suolo, in tal modo l’uso dei fertilizzanti sarà ridotto di almeno il 20% entro il 2030;
  • ridurre del 50% le vendite di antimicrobici per gli animali da allevamento e per l’acquacoltura entro il 2030;
  • destinare almeno il 25% della superficie agricola all’agricoltura biologica entro il 2030.

Dalla security alla quality. Lo ha spiegato il presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del ministero della Salute, Giorgio Calabrese: “Proponiamo di gestire questa evoluzione intellettuale concependola non come variazione ma come enunciazione diversa e futura, che porterà sempre di più Efsa ad essere non solo un Authority ma l’unica fonte importante in materia scientifica per l’Italia, l’Europa e il mondo”.

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Verso un sistema alimentare sostenibile

Un sistema alimentare che sia sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico non può prescindere da “tracciabilità, aspetti nutrizionali, salutistici e sensoriali che sono tutti fattori che concorrono a determinare la qualità totale dei prodotti. Dopo circa vent’anni anni occorre una positiva evoluzione delle attività  dell’Autorità  allargando il proprio impegno ai tanti aspetti della qualità, della provenienza e della certificazione per garantire tutti gli ambiti della sicurezza alimentare”, stabilisce l’appello.

​Di autosufficienza alimentare europea, attraverso una rinnovata strategia produttiva che parta dalla tutela del reddito degli agricoltori, ha parlato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini: Sono necessari interventi urgenti e scelte strutturali per rendere l’Europa e l’Italia autosufficienti dal punto di vista degli approvvigionamenti di cibo che sappiano riconoscere lo sforzo degli agricoltori europei per la sostenibilità, nella lotta cambiamento climatico e nel mantenimento degli standard di sicurezza più elevati al mondo. Dobbiamo agire a livello UE, con l’aiuto di tutte le istituzioni per aumentare il livello di sicurezza alimentare, ma sempre nel rispetto del cittadino consumatore e della salubrità dei prodotti”.

Un cibo sostenibile e di qualità rappresenta una carta valida per salvaguardare il nostro futuro e un sistema alimentare ecologico ed economico. È quanto affermato dal direttore del Consiglio nazionale dell’associazione ambientalista Verdi ambiente e società, Donato Troiano: “Allargare le competenze di Efsa è una scelta giusta per confermare Parma Capitale europea del food con le sue eccellenze dop, Prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano”.

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Freelance nel campo della comunicazione, dell’editoria e videomaker, si occupa di temi legati all’innovazione sostenibile, alla tutela ambientale e alla green economy. Ha collaborato e collabora, a vario titolo, con organizzazioni, emittenti televisive, web–magazine, case editrici e riviste. È autore di saggi e pubblicazioni.