Garantire un monitoraggio coerente dei livelli di spreco alimentare in tutti i Paesi UE sulla base di una definizione comune di questo fenomeno. E’ questo l’obiettivo con cui la Commissione Europea ha adottato a inizio maggio un atto delegato che stabilisce delle linee comuni per la misurazione degli sprechi alimentari. Il tutto con l’obiettivo di sostenere gli Stati membri nella quantificazione di questi rifiuti in ciascuna fase della filiera alimentare.

L’importanza dei dati

Uno dei temi chiave, quando si parla di lotta al food waste, è quello della raccolta e della quantificazione dei dati. Avere una reale consapevolezza della dimensione del fenomeno è infatti il primo step da compiere per affrontare in modo efficace questa problematica, che rappresenta uno dei settori prioritari del piano d’azione per l’economia circolare adottato dalla Commissione nel dicembre 2015. L’approccio al cibo e al suo spreco è inoltre uno dei dieci principali indicatori del quadro di monitoraggio dell’economia circolare, in quanto è un parametro che ci dà un quadro efficace sullo stato di avanzamento della transizione dalla gestione lineare di risorse a quella circolare.

“Spreco alimentare, fenomeno inaccettabile”

Lo spreco alimentare – sottolinea in una nota Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Europea è inaccettabile in un mondo in cui milioni di persone soffrono ancora di fame e dove le nostre risorse naturali, che rendono possibile la vita e il benessere umani, stanno diventando sempre più scarse. La prevenzione dei rifiuti è una priorità nella costruzione di un’economia circolare e di una società sostenibile Per garantire il cambiamento, dobbiamo essere in grado di misurare correttamente gli sprechi alimentari. Sono lieto di vedere l’UE sviluppare la prima metodologia di misurazione degli sprechi alimentari completa e sentiero a livello globale”.

Francia, dal food waste al recupero di oggetti invenduti

In Francia è già in vigore una legge, approvata definitivamente nel febbraio 2016,  che, tra i vari punti, vieta ai supermercati di gettare il cibo invenduto, ancora utilizzabile, pena una multa. Tra le destinazioni alternative di questo cibo c’è la donazione, la trasformazione, la destinazione all’alimentazione animale, la produzione di compost per l’agricoltura o  l’ impiego in ambito energetico (soprattutto biogas). Tuttavia il food è solo un tassello di una strategia più ampia per la promozione di paradigmi circolari che vede nei supermercati dei centri nevralgici. La Francia sta infatti esaminando anche una nuova legislazione che permetterebbe alla grande distribuzione di estendere questo approccio antispreco anche ai prodotti invenduti di altri settori oltre al food: ad esempio abbigliamento o elettronica.

Birra ed economia circolare, un binomio vincente

Al di là della specificità della questione dello spreco di cibo il binomio settore alimentare – economia circolare è un tema che sta a cuore agli operatori del comparto food. Un esempio è la recente presa di posizione dei produttori di birra, che hanno sottolineato, in un occasione di un evento che li ha riuniti in Belgio,  l’importanza  di andare incontro a un consumatore sempre più attento all’impatto ambientale. Tra le priorità indicate ci sono, in particolare, la riduzione della quantità di acqua usata, delle emissioni prodotte e la scelta di packaging riciclabili.

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