Un “ESG Index” per fare benchmark delle performance energetiche immobiliari

Per vincere la sfida della transizione energetica un ruolo importante spetta all’impatto ambientale degli edifici. Ma quanto consumano gli immobili in Italia o in Germania? e come migliorare le proprie performance magari conoscendo gli obiettivi raggiunti di edifici e attività simili? Per fare questo poter misurare le prestazioni ESG del mercato e avere un benchmark delle performance energetiche immobiliari è centrale.

Esistono diversi strumenti e tecniche per fare queste valutazioni, ma fino ad oggi non c’era un indice in grado di mettere in relazione l’impatto di immobili diversi.

E’ questa l’iniziativa di Deepki, società leader di mercato  che in collaborazione con IEIF, Institut de l’Epargne Immobilière et Foncière, ha elaborato e messo a disposizione del mercato il suo “ESG Index”.

L’obiettivo è aiutare gli attori del settore a comprendere le performance del proprio portafoglio e poter così valutare al meglio come agire efficacemente per rispondere agli obiettivi europei di decarbonizzazione.

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Fonte: Shutterstock

Si tratta di “un primo benchmark di performance energetica in Europa con risultati uniformi e realmente comparabili a livello internazionale, utilizzando una metodologia valida, condivisa e  riconosciuta con realtà come IEIF in Francia” spiega Claudia Scarcella, Country Manager Deepki Italia. Questo risultato è stato ottenuto grazie alla ricchezza e alla profondità dei dati in possesso di Deepki e alla tecnologia della sua piattaforma Deepki Ready. “Partendo dall’analisi dei dati di oltre 400.000 asset in 41 Paesi raccolti automaticamente – e non dati dichiarativi, a differenza di altri benchmark sul mercato – è stato selezionato un campione rappresentativo del mercato di 30.000 asset localizzati in 6 Paesi (Italia, Spagna, Germania, Francia, Inghilterra, Benelux) e divisi per destinazione d’uso (retail, residenziale, sanità, logistica, hotel, ufficio)”.

Uno sguardo di insieme agli immobili europei

L’azienda mostra subito il suo respiro internazionale, come spiega la Scarcella “Questa iniziativa è un primo passo che punta a coinvolgere e unire insieme tutti i player europei (istituti di ricerca, associazioni, enti…) per raggiungere una metodologia e uno standard comune e condiviso per dare una visione chiara delle performance del mercato immobiliare. Sono già aperte discussioni con diversi partner, oltre che in Francia, anche in Inghilterra e in Germania e ci auguriamo di averne presto anche sul mercato italiano”.

Il confronto difatti mostra interessanti spunti di riflessione nelle somiglianze e differenze tra strutture simili ma con performance energetiche diverse in Europa.

Ad esempio alcuni dati del benchmark indicano che:
• il 15% degli edifici ad uso commerciale con le migliori prestazioni energetiche in Italia consuma 202 kWhEP/m2 per anno;
• il 30% degli edifici a uso ufficio con le migliori prestazioni energetiche nel Regno Unito consuma 168 kWhEP/m2 per anno;
• le strutture sanitarie in Germania consumano in media 230 kWhEP/m2 per anno;
• il 15% degli edifici a uso logistico con le migliori prestazioni energetiche in Europa consuma 44 kWhEP/m2 per anno.

Come sarà possibile usufruire del benchmark delle performance energetiche immobiliari

Lo strumento sarà accessibile gratuitamente online, e fornirà valori di riferimento degli edifici “top 15%” e “top 30%” suddivisi per destinazioni d’uso e Paese. Dati saranno forniti in termini di consumo di energia primaria e successivamente di energia finale e di emissioni di CO₂.

 

 

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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.