Batterie esauste, il paradosso italiano: il 92% sa dove buttarle, ma la raccolta non supera il 31%

L’Italia si trova di fronte a un singolare paradosso ecologico: la stragrande maggioranza dei cittadini conosce la teoria sul riciclo, ma la pratica si arresta a livelli ben al di sotto dei target stabiliti dall’Unione Europea.

A fotografare questa contraddizione è un’indagine condotta da Ipsos Doxa per Erion Energy (il consorzio del Sistema Erion dedicato ai Rifiuti di Batterie): se da un lato ben il 92% degli intervistati dichiara di sapere perfettamente che le batterie esauste vanno raccolte separatamente, dall’altro il tasso effettivo di raccolta si attesta a un modesto 31%. Si tratta di una cifra ancora molto lontana dal target del 63% fissato dalle direttive europee per le batterie portatili entro la fine del 2027.

Per colmare questo divario tra consapevolezza e azione, Erion Energy ha lanciato la campagna di sensibilizzazione “Se lo sai, perché non lo fai?”, pianificata sui principali mezzi di informazione, sui canali digitali e sui social network fino a dicembre.

Tra Inferno e Paradiso: l’ironia dantesca applicata al riciclo

Perno creativo della campagna — curata dall’agenzia Ma&Mi — è una rivisitazione in chiave pop e ironica della Divina Commedia. Le protagoniste sono due batterie che muovono tra gironi infernali e cieli paradisiaci, rappresentando le diverse tipologie di consumatore:

  • I quattro gironi dell’Inferno (i comportamenti scorretti):

    1. I Procrastinatori, che rimandano continuamente il conferimento a un vago “un’altra volta”.

    2. I Disordinati, che abbandonano le batterie scariche in giro per casa.

    3. I Superficiali, che giustificano la pigrizia pensando che “tanto ne è solo una”.

    4. I Menefreghisti, che le gettano senza farsi troppi problemi nel secco indifferenziato.

  • I quattro cieli del Paradiso (i comportamenti virtuosi):

    1. I Precisi, che separano le batterie dai piccoli elettrodomestici (RAEE) prima di smaltirle.

    2. I Virtuosi, che portano via le batterie esauste immediatamente.

    3. I Determinati, che le raccolgono periodicamente per portarle nei punti dedicati.

    4. I Giusti, che conferiscono tutte le batterie nei contenitori preposti in maniera sistematica.

Locandiina
batterie esauste tra inferno e paradiso

Per avvicinare il messaggio alla quotidianità dei cittadini e abbattere le barriere formali, il claim si declina anche nei dialetti locali: dal campano «Sì ‘o ssaje, pecché nun ‘o faje?» al brianzolo «Se te set bon de savel, perché te el fa minga?».

Il valore delle risorse e il ruolo dei creator

“Sapere che le batterie esauste devono essere raccolte separatamente non basta: occorre trasformare questa consapevolezza in un’abitudine quotidiana”, spiega Laura Castelli, Direttore Generale di Erion Energy. “Scegliamo l’ironia per strappare un sorriso e invitare i cittadini a riconoscersi in piccoli gesti che tutti possiamo migliorare. Il richiamo alla Divina Commedia e l’uso dei dialetti ricordano che ogni batteria conferita nel modo corretto contribuisce a proteggere l’ambiente e a recuperare risorse preziose”.

Ad amplificare il messaggio sui social media saranno otto noti content creator — tra cui Veronica Peparini, Flora Canto, Iwouldbeandrea, Papà per scelta, Shamzy, Chiara ASMR, Michele Basile e Raissa Russi — che con il proprio stile coinvolgeranno le rispettive community per trasformare la teoria del riciclo in un gesto concreto per la sostenibilità.


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