Eolico offshore: il Dipartimento dell’Interno USA riesamina l’approvazione di Revolution Wind

L’organizzazione no-profit Green Oceans ha accolto positivamente la richiesta avanzata il 9 ottobre dal Dipartimento dell’Interno degli Stati Uniti dinanzi alla Corte Distrettuale Federale per ottenere il rinvio (remand) dell’approvazione del piano di costruzione e gestione (COP) del parco eolico offshore Revolution Wind.

due navi navigano vicino a una pala eolica off shore

La decisione del Dipartimento mira a rivalutare la conformità del progetto con l’Outer Continental Shelf Lands Act (OCSLA), la legge federale che disciplina lo sfruttamento e la tutela delle acque continentali statunitensi.

Una battaglia legale iniziata nel 2024

La richiesta di riesame giunge a oltre due anni dall’inizio della battaglia legale intrapresa da Green Oceans e da altri firmatari, i quali avevano contestato le autorizzazioni federali denunciando la violazione delle norme a tutela dell’ambiente e della sicurezza in mare.

Già nel gennaio 2024, Green Oceans aveva sollevato dubbi sul rispetto dell’OCSLA, sostenendo che le autorizzazioni non garantissero gli standard prescritti in materia di:

  • Sicurezza dei naviganti e dei pescatori (commerciali e ricreativi);

  • Protezione ambientale di habitat marini delicati;

  • Sicurezza nazionale e tutele per l’uso ragionevole degli oceani;

  • Ritorno finanziario equo per gli Stati Uniti.

Nonostante la causa pendente e i rischi segnalati per la vita umana e marina, i lavori per la realizzazione di Revolution Wind sono proseguiti. Nel frattempo, l’area di Coxes Ledge — classificata dal NOAA come Habitat Area of Particular Concern (Area Habitat di Particolare Rilevanza) — è stata trasformata in un grande cantiere industriale.

«Il Congresso ha emanato l’OCSLA per proteggere gli interessi di tutti gli americani che dipendono dalla piattaforma continentale», ha dichiarato Barbara Chapman, Trustee di Green Oceans. «Il Dipartimento dell’Interno ha il dovere di far rispettare tali tutele, comprese la sicurezza dei naviganti e l’efficacia delle operazioni di ricerca e soccorso. Con il proliferare dei progetti eolici offshore, garantire il rispetto di questi obblighi diventa sempre più fondamentale».

Il caso del relitto della F/V Mistress e i rischi per i soccorsi

A riaccendere il dibattito sui rischi della navigazione nei pressi delle pale eoliche è stato il recente ritrovamento, da parte di Green Oceans, del relitto del peschereccio F/V Mistress, situato a soli 15 metri dalla turbina n. 1 del parco eolico Block Island.

elitto del peschereccio F/V Mistress, situato a soli 15 metri dalla turbina n. 1 del parco eolico Block Island.

Il peschereccio era affondato il 1° gennaio 2019 con un tragico bilancio di due vittime. Nonostante i massicci sforzi e le risorse impiegate all’epoca dalle autorità, l’imbarcazione non era mai stata individuata, lasciando l’inchiesta senza risposte definitive.

Sebbene la scoperta non dimostri una responsabilità diretta della turbina nell’affondamento, solleva interrogativi cruciali su come le infrastrutture offshore possano influenzare:

  1. L’accesso ai luoghi dell’incidente durante le emergenze;

  2. I modelli di ricerca e soccorso in mare;

  3. La validità delle valutazioni di sicurezza impiegate per approvare i progetti successivi ai sensi dell’OCSLA.

La richiesta di rinvio del Dipartimento dell’Interno non comporta l’annullamento immediato delle autorizzazioni del progetto, ma passerà ora al vaglio della Corte Federale. Se accolta, consentirà alle autorità di riesaminare le garanzie ambientali e di sicurezza inizialmente ignorate, offrendo l’opportunità di tutelare chi vive e lavora negli spazi oceanici.


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