Crisi climatica, serve una soluzione “adattiva” per la resilienza dei territori

I sei fattori di rischio analizzati dalla piattaforma digitale Airis elaborata da Eoliann

Cosa accade se non agiamo contro la crisi climatica. Uno scenario, anzi sei, sono stati elaborati nello studio Adattiva grazie alla piattaforma digitale Airis elaborata da Eoliann e presentati il 13 ottobre a via del Seminario a Roma.  Dall’analisi di sei eventi estremi: alluvioni, rischio frane, siccità, pioggia estrema, incendio boschivo e raffiche di vento, emergono sei scenari geografici.

adattiva eoliann

I rischi non saranno omogenei tra regioni, ma nel complesso la pressione crescerà in maniera diffusa. I pericoli si sommeranno sullo stesso asset e la loro conoscenza non basta come chiave di comprensione, in quanto gli effetti sono in continuo mutamento. Uno scenario catastrofico degno del miglior blockbuster futurista, ma che può cambiare con un approccio adattivo e resiliente. 

Necessario quindi avere un approccio olistico e trasversale. Da qui la scelta di lanciare un Laboratorio nazionale sulla resilienza climatica delle infrastrutture italiane al 2050. Uno spazio di dialogo aperto per dare continuità a suggerimenti e strategie, piani di azione e buone pratiche.

I 108 scenari della crisi climatica

Alluvioni, siccità, incendi e raffiche di vento saranno in crescita. Stabili le frane, a cui siamo già molto soggetti. Guardando alle infrastrutture in questo scenario si arriva a 108 combinazioni possibili di rischi.

Nella proiezione al 2050 la Liguria emerge come la regione italiana più soggetta a criticità: quasi 9 infrastrutture su 10 (l’89,3%) sono esposte ad almeno due rischi climatici elevati (pioggia estrema e frana). Sul suolo nazionale in caso di frana circa due terzi delle linee elettriche analizzate (67,6% in alta tensione, 69,2% in media e bassa) andrebbero fuori servizio, mentre le alluvioni causano quasi metà dei danni attesi su ferrovie (48%) e autostrade (46,8%) e il 73% di quelli agli aeroporti. 

In questa variazione di scenari abbiamo necessità di continuare nella considerazione del climate tagging come ci ha insegnato il PNRR per la pianificazione e controllo delle infrastrutture, suggerisce Laura D’Aprile, Capo del Dipartimento sviluppo sostenibile (DiSS) presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, presente ai lavori, mentre rimarca di porre attenzione ai costi della spesa pubblica se non si contrasta la crisi climatica. “Consapevolezza e conoscenza sono alla base della transizione ecologica” commenta Alfredo Martini vicepresidente Ais, Associazione infrastrutture sostenibili, oggetto delle valutazioni dei rischi.

 


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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.