Il settore del biomanufacturing ha una nuova risposta strutturata a uno dei suoi colli di bottiglia storici: lo scale-up. Con un debutto ufficiale che ha aperto le porte del centro di Ricerca e Sviluppo di Mantova, è stata presentata Thewaico, la nuova realtà fondata da Matteo Brognoli e Tanya Lytvynenko. L’azienda propone un modello integrato che unisce hardware, automazione, software e intelligenza artificiale per accompagnare i bioprocessi dal laboratorio all’industria.
La sfida dello scale-up nella bioeconomia
Negli ultimi quindici anni, la difficoltà di trasformare risultati promettenti ottenuti in laboratorio in processi industrializzabili ha causato perdite stimate tra gli 8 e i 12 miliardi di dollari di capitale nella sola biologia sintetica (analisi Boston Consulting Group e Synonym/Roeblin).
Il problema principale risiede nella frammentazione tra hardware e software tradizionali, che non sono progettati per garantire continuità ed efficacia quando i volumi produttivi aumentano. Questa criticità si inserisce in uno scenario di forte squilibrio globale:
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Capacità attuale: Circa 61 milioni di litri di capacità globale nei bioreattori, di cui solo 10 milioni effettivamente disponibili.
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Domanda futura: Una richiesta potenziale stimata a ben 10 miliardi di litri entro il 2030 per le sole applicazioni alimentari emergenti (Innovation Endeavors).
Thewaico si inserisce in questo contesto con l’obiettivo di rendere lo scale-up più rapido, efficiente e sostenibile, allineandosi anche agli obiettivi europei di rilancio del settore tramite la proposta dello European Biotech Act.
Una piattaforma, tre sedi geografiche e globali
La struttura aziendale di Thewaico riflette una visione internazionale suddivisa in tre poli strategici complementari:
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Rovereto: Il quartier generale e il centro della componente produttiva e dello sviluppo industriale delle tecnologie.
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Mantova: Il centro R&D di oltre 2.000 metri quadrati, dedicato alla progettazione, sperimentazione e integrazione di bioreattori, automazione e IA.
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Emeryville (San Francisco – USA): La sede nella Bay Area, operativa dal 2026, dotata di uffici, laboratori, show room e area collaudi per mantenere un contatto diretto con il mercato nordamericano e le startup biotech.
Le tecnologie: dalla scala lab all’industria
I bioreattori sono sistemi chiave per la crescita controllata di cellule e microrganismi destinati a molteplici filiere: farmaceutica, proteine alternative, biomateriali, bioplastiche, cosmetica e agritech (un mercato che in Europa vale 433 miliardi di euro).
La gamma tecnologica presentata da Thewaico si articola in tre sistemi di bioreattori principali, coordinati da un software proprietario avanzato:
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GECKOTM: Progettato specificamente per le applicazioni in scala di laboratorio.
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SPIRITTM: Sviluppato per gestire la fase intermedia della scala pilota.
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JUMBOTM: Ottimizzato per la produzione su vasta scala industriale.
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STRYPESTM: Il software di controllo di processo basato sull’intelligenza artificiale, integrato trasversalmente nei tre sistemi per ottimizzare la gestione dei dati e supportare la transizione industriale.
“Vogliamo costruire una realtà internazionale senza perdere il legame con i territori da cui siamo partiti” — Tanya Lytvynenko, co-fondatrice di Thewaico.
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