L’acqua non è più soltanto una risorsa naturale, ma un pilastro strategico e un elemento strutturale di quasi tutti i processi produttivi moderni. Dal raffreddamento degli impianti fino al lavaggio delle componenti e alla trasformazione delle materie prime, il suo utilizzo attraversa in modo silenzioso le filiere di beni e servizi che usiamo ogni giorno.
Tuttavia, la pressione sulla risorsa sta raggiungendo livelli critici a causa dell’aumento demografico, della digitalizzazione di massa e dell’intensificazione industriale. Secondo un’analisi aggiornata al 2026 condotta da Thomas Insights, entro il 2030 la domanda idrica mondiale rischia di superare la disponibilità del 40%.
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presenta il conto
Un quadro complesso in cui l’agricoltura assorbe circa il 70% dei prelievi mondiali di acqua dolce, mentre l’industria sfiora il 20%. Proprio il comparto industriale, però, sta diventando il principale laboratorio per lo sviluppo di tecnologie di economia circolare, sistemi a circuito chiuso e monitoraggio in tempo reale.
«L’acqua è la materia prima che accomuna territori, famiglie e imprese, anche quando non è visibile nel prodotto finale», sottolinea Enrico Boerci, Presidente e AD di BrianzAcque. «Per proteggerla occorre un’alleanza tra gestori, sistema produttivo e cittadini: infrastrutture resilienti, misurazione, riuso delle acque e comportamenti consapevoli. La sostenibilità diventa concreta quando entra nei processi industriali e nei grandi eventi, trasformandosi in un servizio accessibile a tutti».
Un modello per i grandi eventi: l’alleanza a Monza per il Gran Premio di F1
Un caso emblematico di come la gestione idrica responsabile possa integrarsi nei grandi eventi è rappresentato dalla collaborazione tra BrianzAcque e l’Autodromo Nazionale Monza in occasione del Gran Premio d’Italia di Formula 1.
La partnership, avviata nel 2022 con un Protocollo d’intesa per ridurre l’impiego della plastica monouso, ha portato nel 2025 all’erogazione gratuita di 78.284 litri di acqua a km zero attraverso oltre 40 postazioni, risparmiando l’uso di circa 156mila bottigliette da mezzo litro. Per l’edizione 2026, l’iniziativa vedrà un ulteriore incremento dei punti di erogazione, rendendo ancora più capillare l’accesso all’acqua di rete per tifosi, team e addetti ai lavori.
I 7 settori industriali e produttivi che consumano più acqua
Gli esperti di BrianzAcque hanno tracciato la mappa dei settori a più alta impronta idrica globale e le soluzioni su cui il mercato sta investendo per ridurre gli sprechi:
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Agricoltura: rimane il primo consumatore globale con colture idroesigenti come riso, cotone, mais e canna da zucchero. La risposta del settore passa attraverso l’irrigazione di precisione, i dati satellitari e la sensoristica di campo.
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Energia: utilizzata principalmente per il raffreddamento delle centrali termoelettriche e nucleari. La transizione verso l’eolico e il solare, unita a sistemi di raffreddamento a ricircolo, sta progressivamente riducendo i prelievi.
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Data Center e Semiconduttori: il boom dell’intelligenza artificiale e dei servizi cloud richiede volumi ingenti per il raffreddamento (un singolo data center può consumare oltre 1,1 milioni di litri al giorno), mentre la produzione di chip necessita di acqua ultrapura. La sfida si gioca su circuiti di recupero e l’uso di acque non potabili.
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Tessile e Moda: per produrre un solo paio di jeans servono oltre 10.000 litri d’acqua. La filiera sta muovendo i primi passi verso tinture a basso consumo, riciclo delle acque reflue e fibre sintetiche o naturali a minore impatto.
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Alimentare e Bevande: impiegata negli allevamenti, nella trasformazione delle materie prime e nella sanificazione degli impianti. Le leve principali sono la riduzione delle perdite di processo e la lotta allo spreco alimentare.
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Miniere e Metalli: essenziale per l’estrazione, la pulizia dei minerali e l’abbattimento delle polveri. L’innovazione punta su bacini a circuito chiuso e impianti di depurazione e riuso delle acque di scarico.
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Automotive: considerando l’intera catena di fornitura, la realizzazione di una singola vettura può richiedere oltre 147.000 litri d’acqua, concentrati soprattutto nelle fasi di verniciatura e collaudo. L’industria automobilistica sta accelerando sull’adozione di impianti di trattamento per riutilizzare l’acqua di lavaggio direttamente nei cicli di fabbrica.
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