
immediate, fonte TEHA
L’impatto economico della filiera elettrica
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Valore della produzione: 226 miliardi di euro.
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Valore Aggiunto: 58 miliardi di euro (pari al 3% del PIL diretto, che sale al 4,4% considerando l’indotto).
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Occupazione: oltre 570.000 lavoratori sostenuti.
La sfida della domanda e il nodo delle autorizzazioni
L’Italia si conferma un Paese “corto”, dove la domanda elettrica supera la capacità di produzione nazionale efficiente. Con consumi elettrici previsti in crescita del 28% entro il 2035 e del 41% entro il 2040 — spinti dalla digitalizzazione, dai data center e dall’elettrificazione dei consumi —, diventa prioritario trasformare il mix di generazione.
“L’Italia sta facendo la transizione nel modo giusto: la sfida, ora, è far arrivare subito il valore della nuova produzione rinnovabile nelle bollette di famiglie e imprese, senza aspettare anni.” Studio TEHA
Bollette a confronto: la situazione di famiglie e PMI
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Famiglie: la bolletta media italiana è sostanzialmente in linea con la media dell’Area Euro (circa 59 €/mese contro 57 €/mese nel 2025). Nonostante una componente energia più elevata a causa dell’influenza del prezzo del gas (PUN), i costi sono bilanciati da oneri di rete tra i più bassi ed efficienti d’Europa. Per un nucleo familiare medio, l’elettricità incide per il 2% sulla spesa mensile totale (a fronte dell’8% destinato ad altri carburanti e riscaldamento).
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Imprese non energivore: le PMI italiane affrontano costi allineati alla Germania, ma superiori a quelli di Francia e Spagna, principalmente a causa del peso sproporzionato degli oneri generali di sistema (A SOS).
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Grandi imprese energivore: le misure di compensazione e le agevolazioni nazionali ed europee riescono ad allineare la spesa effettiva a quella dei concorrenti UE.

ma più alta di Francia e Spagna, anche a causa degli oneri di sistema
Le leve di intervento: contratti a lungo termine e riforme fiscali

A livello di policy, vengono individuate tre condizioni abilitanti per accelerare la transizione:
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Riforma degli oneri e della fiscalità: valutare forme di parziale finanziarizzazione degli oneri di sistema A SOS per sollevare le PMI e rimodulare le aliquote fiscali in coerenza con gli obiettivi di decarbonizzazione.
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Coordinamento della flessibilità: sviluppare strumenti complementari come il MACSE (per gli accumuli) e il Capacity Market (per la capacità programmabile), riducendo la dipendenza dalle importazioni estere nelle ore critiche.
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Piena risposta alle opportunità europee: sfruttare la flessibilità di bilancio di circa 14 miliardi di euro concessa dalla Commissione Europea all’Italia per il triennio 2026-2028 per dare un’ulteriore spinta agli investimenti infrastrutturali.

di regole, strumenti e misure stabile ed efficace. fonte TEAH
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