L’elettricità come motore di crescita e sicurezza

L'analisi dello studio Elettricità Futura e TEHA un piano da 200 miliardi di euro

Più competitività per le imprese, bollette stabili per le famiglie e una netta riduzione della dipendenza energetica dall’estero. Sono questi i cardini dello studio “L’elettricità per un’Italia più sicura e competitiva”, presentato da Elettricità Futura e TEHA Group nella cornice del Forum di Cernobbio.
Il rapporto delinea una strategia decennale che individua nel settore elettrico il vero e proprio volano dello sviluppo economico nazionale: mobilitando 200 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi nei prossimi 10 anni, il Paese potrà sbloccare risparmi a regime fino a 20 miliardi di euro all’anno sul sistema elettrico.
Ridurre il costo dell’elettricità richiede interventi strutturali e misureimmediate
Ridurre il costo dell’elettricità richiede interventi strutturali e misure
immediate, fonte TEHA

L’impatto economico della filiera elettrica

Il settore elettrico rappresenta già oggi il primo comparto industriale italiano per volume di investimenti. L’impatto della filiera allargata sull’economia nazionale evidenzia numeri di primo piano:
  • Valore della produzione: 226 miliardi di euro.
  • Valore Aggiunto: 58 miliardi di euro (pari al 3% del PIL diretto, che sale al 4,4% considerando l’indotto).
  • Occupazione: oltre 570.000 lavoratori sostenuti.
La proiezione degli investimenti a 10 anni permetterebbe di generare un ulteriore impatto positivo sul Paese di oltre 120 miliardi di euro di PIL, 300 miliardi di valore della produzione e la creazione/sostegno di fino a 166.000 posti di lavoro all’anno.

La sfida della domanda e il nodo delle autorizzazioni

L’Italia si conferma un Paese “corto”, dove la domanda elettrica supera la capacità di produzione nazionale efficiente. Con consumi elettrici previsti in crescita del 28% entro il 2035 e del 41% entro il 2040 — spinti dalla digitalizzazione, dai data center e dall’elettrificazione dei consumi —, diventa prioritario trasformare il mix di generazione.

“L’Italia sta facendo la transizione nel modo giusto: la sfida, ora, è far arrivare subito il valore della nuova produzione rinnovabile nelle bollette di famiglie e imprese, senza aspettare anni.” Studio TEHA

Per raggiungere l’autonomia strategica, l’integrazione di nuove fonti energetiche rinnovabili (FER) deve essere affiancata da investimenti in reti elettriche moderne e digitalizzate, sistemi di accumulo, capacità programmabile low-carbon e strategie di repowering. Tuttavia, il principale ostacolo rimane la burocrazia: ad oggi si contano oltre 4.000 progetti in iter autorizzativo, per un totale di circa 150 GW di potenza bloccata.

Bollette a confronto: la situazione di famiglie e PMI

L’analisi svolta da Elettricità Futura e TEHA Group offre un benchmark internazionale sull’andamento della spesa energetica:
  • Famiglie: la bolletta media italiana è sostanzialmente in linea con la media dell’Area Euro (circa 59 €/mese contro 57 €/mese nel 2025). Nonostante una componente energia più elevata a causa dell’influenza del prezzo del gas (PUN), i costi sono bilanciati da oneri di rete tra i più bassi ed efficienti d’Europa. Per un nucleo familiare medio, l’elettricità incide per il 2% sulla spesa mensile totale (a fronte dell’8% destinato ad altri carburanti e riscaldamento).
  • Imprese non energivore: le PMI italiane affrontano costi allineati alla Germania, ma superiori a quelli di Francia e Spagna, principalmente a causa del peso sproporzionato degli oneri generali di sistema (A SOS).
  • Grandi imprese energivore: le misure di compensazione e le agevolazioni nazionali ed europee riescono ad allineare la spesa effettiva a quella dei concorrenti UE.
La bolletta delle imprese italiane non energivore è allineata alla Germania,ma più alta di Francia e Spagna, anche a causa degli oneri di sistema
La bolletta delle imprese italiane non energivore è allineata alla Germania,
ma più alta di Francia e Spagna, anche a causa degli oneri di sistema

Le leve di intervento: contratti a lungo termine e riforme fiscali

Per trasferire direttamente ai consumatori i benefici del minor costo di produzione delle rinnovabili, lo studio propone di incentivare l’uso di contratti a lungo termine come i PPA (Power Purchase Agreements) e i Contratti per Differenza regolati (FER X e FER Z), evitando interventi distorsivi sul mercato all’ingrosso.
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A livello di policy, vengono individuate tre condizioni abilitanti per accelerare la transizione:

  1. Riforma degli oneri e della fiscalità: valutare forme di parziale finanziarizzazione degli oneri di sistema A SOS per sollevare le PMI e rimodulare le aliquote fiscali in coerenza con gli obiettivi di decarbonizzazione.
  2. Coordinamento della flessibilità: sviluppare strumenti complementari come il MACSE (per gli accumuli) e il Capacity Market (per la capacità programmabile), riducendo la dipendenza dalle importazioni estere nelle ore critiche.
  3. Piena risposta alle opportunità europee: sfruttare la flessibilità di bilancio di circa 14 miliardi di euro concessa dalla Commissione Europea all’Italia per il triennio 2026-2028 per dare un’ulteriore spinta agli investimenti infrastrutturali.
Il piano di investimenti e il relativo potenziale sono possibili con un quadrodi regole, strumenti e misure stabile ed efficace
Il piano di investimenti e il relativo potenziale sono possibili con un quadro
di regole, strumenti e misure stabile ed efficace. fonte TEAH

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