Suoli salini, università di Pisa guida progetto sulla salicornia

L'ateneo toscano al vertice della ricerca mediterranea

In un contesto climatico caratterizzato dall’aumento costante delle temperature e dal progressivo degrado dei terreni, l’università di Pisa assume la guida del primo progetto internazionale dedicato allo studio sistematico della salicornia. Questa pianta, nota per la sua naturale capacità di prosperare in ambienti ad elevata salinità e su suoli marginali, rappresenta una risposta concreta per la salvaguardia dell’agricoltura nelle aree mediterranee. L’iniziativa prende il nome di Saga, acronimo di Salicornia genotyping for sustainable soil and farming: from genes to agroecology, e si inserisce all’interno del programma europeo Prima, sostenuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca. La ricerca, avviata sotto il coordinamento dell’ateneo pisano, si svilupperà nell’arco di tre anni e vedrà la collaborazione attiva di un consorzio accademico di alto profilo che unisce le due sponde del Mediterraneo, includendo l’università dell’Algarve in Portogallo, l’università di Ankara in Turchia e l’università di Tunis El Manar in Tunisia.

salicornia
Il gruppo di ricerca dell’università di Pisa.

Da genetica avanzata a rigenerazione degli ecosistemi

L’obiettivo primario di Saga risiede nella valorizzazione del potenziale biologico ed ecologico della salicornia attraverso l’analisi approfondita della sua biodiversità genetica. Mappare il patrimonio genetico delle differenti popolazioni mediterranee consentirà agli studiosi di individuare le varietà maggiormente idonee a ripristinare la salute dei terreni impoveriti, incrementare la resilienza dei sistemi agricoli e creare nuove filiere produttive nelle zone più esposte ai contraccolpi dei cambiamenti climatici.

L’università di Pisa, oltre a mantenere la regia generale delle operazioni scientifiche, si occuperà direttamente delle attività di genomica e bioinformatica. Le ricerche prevedono l’impiego di tecnologie di sequenziamento del dna di ultima generazione, utili a incrociare i dati genetici con i tratti fenotipici e funzionali delle piante per selezionare i ceppi più promettenti.

Salicornia, sperimentazioni in campo e coinvolgimento del territorio

Il percorso scientifico prevede una seconda fase, a partire dal secondo anno di attività, dedicata alle prove sul campo condotte simultaneamente nei quattro Paesi partecipanti. Le varietà selezionate verranno testate in contesti reali per valutarne l’impatto complessivo sulla resa agricola, sul recupero qualitativo dei suoli e sull’arricchimento della biodiversità microbica del terreno.

Un elemento centrale dell’impostazione metodologica di Saga è rappresentato dall’adozione dei cosiddetti living labs. Questi laboratori aperti permetteranno la collaborazione diretta tra il mondo della ricerca, i produttori agricoli, i tecnici di settore e i decisori politici, garantendo che le soluzioni agronomiche vengano modellate e modellate direttamente sulle esigenze di chi dovrà poi applicarle sul territorio.

Integrazione scientifica e prospettive per i produttori

Nel presentare gli obiettivi fondamentali dell’iniziativa, il coordinatore di Saga e ricercatore del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’università di Pisa, Alberto Vangelisti, nella nota stampa spiega come la progressiva aridità e la salinizzazione delle terre rendano indispensabile l’individuazione di specie capaci di produrre in contesti ambientali ostili. Lo stesso ricercatore sottolinea che la salicornia, già apprezzata sul mercato gastronomico per le sue qualità nutrizionali e proprietà benefiche, può diventare un’importante fonte di reddito per le piccole e medie aziende agricole.

Vangelisti evidenzia, inoltre, la necessità di colmare una lacuna scientifica storica, dal momento che la specie non era mai stata oggetto di un’indagine genetica strutturata su vasta scala, ribadendo come l’intento finale consista nel trasformare la conoscenza pura in strumenti operativi a disposizione degli agricoltori.

Per portare a termine questo percorso, l’università di Pisa ha messo in campo una squadra multidisciplinare afferente al dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali. Accanto al coordinatore Alberto Vangelisti operano Alberto Pardossi, Antonella Castagna, Francesca Galli, Tommaso Giordani, Susanna Pecchia, Tiziana Lombardi, Tarek Allali, Irene Ventura, Marco Santin, Gabriele Usai e Samuel Simoni.

Un gruppo di lavoro le cui competenze spaziano dalla genetica all’orticoltura, passando per la botanica, la fitopatologia e l’economia agraria, a testimonianza di un approccio globale volto a trasformare una pianta spontanea in un pilastro per l’agricoltura del futuro.

Leggi anche Tutela del mare dai rifiuti per la salvaguardia degli ecosistemi


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.