Progetto LEONE: la sinergia veneta per rivoluzionare la produzione di idrogeno verde

Cinque eccellenze del territorio — tra aziende leader e mondo accademico — si uniscono per sviluppare elettrolizzatori di nuova generazione: più efficienti, sostenibili e meno dipendenti da materie prime critiche.

Rendere la produzione di idrogeno verde più efficiente, accessibile e sostenibile. Con questo obiettivo strategico è entrato nel vivo il progetto LEONE (LEan Optimisation of Novel Electrolysers), un’iniziativa di ricerca industriale che nei prossimi trenta mesi punta a rivoluzionare la filiera delle energie pulite partendo dal cuore del Veneto.

Finanziato dalla Regione Veneto tramite i fondi del PR FESR 2021-2027 (“Azione 1.1.1 sub B – Idrogeno”) nell’ambito della Strategia di Specializzazione Intelligente S3, il progetto vede la collaborazione sinergica di cinque storiche realtà territoriali, pronte a mettere a fattor comune le rispettive competenze d’eccellenza.

Il cuore della sfida: ottimizzare l’elettrolizzatore

Al centro della ricerca c’è l’elettrolizzatore, il dispositivo chiave che sfrutta l’energia elettrica per scindere le molecole d’acqua e ricavare idrogeno. Il piano d’azione di LEONE interverrà su due fronti cruciali:

  1. Lo Stack: la struttura centrale del processo elettrochimico, composta da celle, membrane, guarnizioni ed elettrodi.

  2. Il Balance of Plant (BoP): l’insieme dei sistemi ausiliari e di servizio, inclusi i circuiti di raffreddamento e le componenti di controllo.

L’obiettivo finale è sviluppare sistemi più semplici da costruire, più duraturi nel tempo e, soprattutto, meno dipendenti da materiali critici e costosi la cui reperibilità rappresenta oggi uno dei principali colli di bottiglia per il settore.

Un partenariato strategico tra industria e accademia

Il consorzio alla guida di LEONE unisce la forza dell’innovazione industriale all’eccellenza della ricerca universitaria:

  • Pietro Fiorentini (Capofila): punto di riferimento nella gestione del gas e dell’energia, coordina il progetto guidando lo sviluppo di componenti, sistemi di tenuta e gestione dell’acqua.

  • Athena: forte di oltre mezzo secolo di esperienza nella componentistica industriale, si occupa dello sviluppo di nuove guarnizioni e soluzioni di tenuta ad alta affidabilità.

  • 2RZ: specializzata in automazione e controllo industriale, progetta e realizza le attrezzature per i test e l’assemblaggio dei nuovi modelli.

  • Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Padova (DiSC): centro di eccellenza europeo nell’elettrochimica, guida la ricerca su elettrodi ad alte prestazioni ed elettrocatalizzatori capaci di sostituire i metalli nobili e rari (come platino e iridio) con materiali più abbondanti ed economici.

  • Fondazione UniSMART: braccio dell’Ateneo patavino per il trasferimento tecnologico, cura la tutela brevettuale, la gestione della conoscenza e la divulgazione dei risultati a imprese e collettività.

Le 5 tappe verso la transizione energetica

La roadmap di LEONE si svilupperà lungo cinque direttrici chiave:

  • Semplificazione e affidabilità dei singoli componenti;

  • Ottimizzazione dei processi di assemblaggio;

  • Efficientamento della gestione dell’acqua e dei sistemi ausiliari;

  • Introduzione di materiali alternativi ai metalli preziosi;

  • Sviluppo di elettrodi avanzati ad elevata industrializzabilità.

Riducendo la distanza tra la ricerca di laboratorio e l’applicazione industriale su larga scala, il progetto LEONE pone le basi per una filiera veneta dell’idrogeno competitiva, integrata e protagonista nel percorso di decarbonizzazione europeo.


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