Wwf Italia, 60 anni di mobilitazione, riforme e battaglie

Traguardo storico per l'ambientalismo italiano

Il Wwf Italia compie sessant’anni di vita e di impegno ininterrotto, celebrando questo storico anniversario con un solenne riconoscimento istituzionale. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha infatti ricevuto la prima copia ufficiale del volume monografico intitolato Wwf 60 anni per la natura. L’opera raccoglie, attraverso una ricca selezione di testi inediti e immagini storiche, il lungo cammino compiuto dall’associazione ambientalista in questi sei decenni, contrassegnati da una presenza capillare e da un attivismo costante a tutela degli ecosistemi italiani e globali.

Wwf
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceve dal presidente del Wwf Italia, Luciano Di Tizio, la prima copia del volume monografico (Foto: Wwf/Quirinale).

La consegna del libro al Capo dello Stato segna un momento di profonda riflessione non solo sui traguardi storici, ma soprattutto sulle complesse emergenze ambientali contemporanee. La leadership dell’associazione ha voluto rimarcare come l’attuale ricorrenza non costituisca un semplice punto di arrivo, bensì una stazione di transito fondamentale verso prove sempre più impegnative e ravvicinate che caratterizzeranno l’agenda globale.

“Obiettivo tutela 30% aree terrestri e marine entro 2030”

Nelle parole congiunte del presidente Luciano Di Tizio e della direttrice generale Alessandra Prampolini emerge chiaramente la visione strategica per il futuro: “La priorità resta proteggere e ripristinare la natura su larga scala, in linea con l’obiettivo internazionale di tutelare almeno il 30% delle aree terrestri e marine entro il 2030 e di riportare in salute almeno il 20% degli ecosistemi degradati” sottolineano nella nota stampa.

Un compito che richiede competenze, presenza sul territorio e “capacità di pressione che il Wwf ha costruito nel tempo”. A questo si aggiunge, aggiungono, “la necessità di accelerare la transizione energetica, abbandonando il più velocemente possibile i combustibili fossili (le ondate di caldo che stanno soffocando l’Europa sono un promemoria stringente) per puntare sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza”.

A dare ulteriore solennità alle celebrazioni si aggiunge il messaggio spirituale e sociale del Pontefice. Papa Leone XIV ha fatto pervenire la sua Benedizione Apostolica, esortando formalmente l’organizzazione a proseguire l’intensa attività solidale e i progetti di sensibilizzazione rivolti alla collettività. Il Papa ha ricordato che è solo attraverso un ritorno al cuore che può avvenire anche una vera e propria conversione ecologica, sottolineando come “occorra passare dal raccogliere dati al prendersi cura”, ossia da semplici discorsi ambientalisti “a una conversione ecologica che trasformi lo stile di vita personale e comunitario”.

Le origini della fondazione e la svolta culturale sul territorio

La storia del Wwf Italia affonda le proprie radici nella metà degli anni Sessanta. Era esattamente il 5 luglio 1966 quando, all’interno dello studio di un notaio romano, un ristretto ma determinato gruppo di pionieri guidato dalla figura di Fulco Pratesi sancì ufficialmente la nascita formale della sezione italiana dell’associazione. Da quell’atto notarile ha preso il via un movimento capace di incidere profondamente sul tessuto sociale e normativo del Paese.

Fin dai primissimi anni di attività, l’associazione ha compreso l’importanza cruciale di investire in modo sistematico nell’educazione ambientale delle giovani generazioni. Attraverso la promozione costante di esperienze dirette e laboratori didattici immersi nella natura selvaggia, il Wwf Italia ha perseguito la profonda convinzione che una reale conservazione del patrimonio naturale non possa prescindere da un radicale mutamento culturale della cittadinanza.

Wwf, grandi successi storici dalle Oasi alle riforme parlamentari

Gli anni Settanta hanno registrato l’avvio di una delle iniziative più celebri dell’associazione, la storica Operazione San Francesco. Questo progetto ha impresso una svolta determinante per la salvaguardia del lupo appenninico, una specie che all’epoca si trovava a un passo dall’estinzione definitiva nel territorio italiano. Parallelamente, le forti campagne di mobilitazione contro l’utilizzo indiscriminato dei pesticidi in agricoltura e contro la progressiva distruzione degli habitat naturali hanno scosso l’opinione pubblica, consentendo di ottenere i primi storici e concreti risultati legislativi.

Nel corso del decennio successivo, gli anni Ottanta, l’associazione ha alzato l’asticella delle proprie rivendicazioni lanciando la celebre Sfida del 10%. L’iniziativa chiedeva l’estensione della tutela formale ad almeno un decimo dell’intero territorio nazionale. La costante e pressante azione ecologista, in sinergia con altre realtà associative, ha contribuito in modo decisivo a traguardi istituzionali epocali, quali l’istituzione del Ministero dell’Ambiente nel 1986, l’approvazione delle tutele paesaggistiche della legge Galasso e la successiva promulgazione della legge quadro sulle Aree protette.

Dalla dimensione globale alla tutela dell’ambiente in Costituzione

Il ruolo dell’associazione ambientalista si è confermato centrale anche negli anni Novanta, in particolare durante l’approvazione della legge quadro sulle Aree naturali protette del 1991 e nel successivo sviluppo dei nuovi parchi nazionali, oltre che nella promozione sul territorio della strategica rete europea Natura 2000. La proiezione internazionale della sezione italiana si è consolidata mediante la partecipazione attiva ai grandi negoziati globali, traducendo nel contesto normativo nazionale i principi di sostenibilità planetaria scaturiti dal celebre Summit della Terra di Rio de Janeiro del 1992.

Con l’avvento del nuovo millennio, l’attenzione si è focalizzata in modo prioritario sulla crisi climatica globale. L’associazione ha sviluppato campagne mirate a una rapida transizione energetica, alla riduzione drastica delle emissioni climalteranti e alla diffusione su larga scala delle fonti rinnovabili. Contestualmente, sono state potenziate le azioni legali e di vigilanza contro l’incontrollato consumo di suolo, la frammentazione degli habitat e il commercio illegale di specie selvatiche.

L’azione odierna si sviluppa secondo un modello integrato che unisce la gestione diretta delle storiche Oasi alla certificazione ecologica delle principali filiere produttive, fino ai moderni progetti scolastici e sociali. Tra questi spiccano le diffuse Aule Natura e le Oasi in Ospedale, volte a inserire la biodiversità nei percorsi di studio e di cura. Le recenti battaglie contro l’inquinamento da plastica, la tutela degli insetti impollinatori, la salvaguardia delle foreste e la promozione della pesca sostenibile rappresentano le ultime tessere di un mosaico vastissimo.

Questo lungo percorso ha trovato il suo culmine ideale nel 2022 con lo storico inserimento della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi all’interno della Costituzione della Repubblica Italiana, nonché nel forte sostegno fornito all’approvazione della recente e fondamentale normativa comunitaria denominata Nature Restoration Law.

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