L’auto è centrale per la mobilità degli italiani

Guida autonoma e auto elettrica non convincono ancora. L'analisi va oltre il quadro attuale elaborando un indice di mobilità sostenibile. Questo risulta essere pari a 66, su una scala da 0 a 100

L’auto è ancora centrale per la mobilità degli italiani, viste anche le poche infrastrutture pubbliche di connessione, ma allora perché non elettrica? A queste domande prova a rispondere “L’indagine sulla mobilità sostenibile in Italia” presentata dall’Istituto Piepoli nella prima giornata di ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti a Roma (16-17 settembre) nel corso della prima giornata di ECO Festival della mobilità sostenibile e delle città intelligenti.

L’analisi va oltre il quadro attuale elaborando un indice di mobilità sostenibile. Questo risulta essere pari a 66, su una scala da 0 a 100.

Nell’indagine emerge forte anche una visione positiva verso le città verdi. Difatti 9 italiani su 10 ritengono la riforestazione urbana misura efficace e auspicabile per ridurre l’inquinamento, portare maggiore ombra e refrigerio e migliorare il benessere mentale dei cittadini.

La percezione della mobilità

Per gli spostamenti frequenti (77%) è l’automobile il mezzo più usato. Eppure non crescono le immatricolazioni di auto elettriche. Ma il 10% degli intervistati si dice propenso a valutarne l’acquisto nei prossimi 12 mesi. Il 59% si dichiara invece “non interessato” a questo genere di prodotto.

indice di mobilità auto centrale
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Il prezzo per il 55% degli intervistati rappresenta il maggiore ostacolo all’acquisto segue la scarsa autonomia (43%), la richiesta di troppa energia (19%) e il pericolo di incidente a causa delle batterie (17%). Inoltre solo per il 21% del campione le colonnine di ricarica sono considerate sufficienti e facilmente accessibili. Centro-Sud e piccoli comuni quelli più preoccupati per le scarse infrastrutture.

I dati sull’uso dell’auto

  • Il 92% degli italiani la utilizza almeno una volta alla settimana e il 65% ritiene che la propria mobilità sia dipendente da questo mezzo di trasporto.
  • Solo il 19% degli italiani usa frequentemente il trasporto pubblico (ogni giorno e da 3 a 5 volte a settimana).
  • 6 cittadini su 10 pensano che nel proprio territorio esistano valide alternative all’auto, ma con differenze territoriali rilevanti: questa percezione è maggiormente diffusa nel Nord e nel Centro del Paese, oltre che nei grandi centri.
  • Infine, solo il 13% della popolazione italiana conosce il concetto di mobility poverty, cioè la limitata disponibilità di trasporto pubblico e la scarsa accessibilità ai servizi di prossimità, che costringono le persone a rinunciare a opportunità di lavoro, studio, visite mediche e spostamenti per piacere e relazioni.

L’intelligenza artificiale piace ma la guida autonoma no

L’85% degli italiani ha già sentito parlare del concetto di guida autonoma, ma non la guarda con serenità. Il timore sulla effettiva sicurezza stradale (34%) vinche rispetto un reale interesse a utilizzarla. Solo 1 italiano su 3 mostra fiducia nei mezzi a guida autonoma.
Per il 62% degli intervistati l’intelligenza artificiale è un alleato per migliorare la mobilità, soprattutto in termini di pianificazione degli spostamenti e sicurezza. Restano però forti le preoccupazioni su sicurezza personale (51%), privacy (21%) e perdita dei posti di lavoro (41%).

L’indagine è stata realizzata dal 9 al 22 luglio 2025 attraverso 1.000 interviste con metodologia CATI/CAWI a un campione rappresentativo della popolazione italiana maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età, grandi ripartizioni geografiche e ampiezza centri proporzionalmente all’universo della popolazione italiana.


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