Gli italiani sono sempre più informati e responsabili quando si parla di Raee. È quanto emerge dalla settima edizione dell’osservatorio condotto da Ipsos per il consorzio Erion Weee. Un quadro generalmente positivo, che vede la consapevolezza crescere a livelli record, ma con una preoccupante ombra: il disinteresse e la scarsa informazione tra le nuove generazioni.

Conoscenza dei Raee ai massimi storici
I dati segnano un punto di svolta. La conoscenza dell’acronimo Raee ha raggiunto il 58% della popolazione, tornando al picco registrato a marzo 2024 e fugando i timori di una flessione temporanea. Ancora più significativo è il balzo in avanti nella comprensione del significato di tali rifiuti, che tocca un nuovo massimo storico del 45%, con un aumento del 5% rispetto allo scorso anno. Questo dato, sottolinea Erion Weee, è la prova che le campagne di comunicazione stanno finalmente “sedimentando” una conoscenza più profonda e radicata del tema.
Parallelamente, migliorano anche i comportamenti virtuosi. I conferimenti scorretti, erroneamente gettati nella plastica o nell’indifferenziata, sono scesi al 10%, il livello più basso mai registrato. Permangono ancora alcune incertezze su specifici prodotti, come gli spazzolini elettrici (27% di conferimenti errati), i giocattoli elettrici (17%) e gli smartwatch (14%), ma il trend generale è decisamente positivo.
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Exploit al Centro, cresce il Sud: divari territoriali in rientro
Un ulteriore segnale incoraggiante è la crescente conoscenza del servizio 1 contro 0 (il ritiro gratuito dell’apparecchiatura dismessa al momento dell’acquisto di una nuova), che per la prima volta supera la soglia del 50% (51%). L’80% degli italiani, inoltre, è ben consapevole dei gravi rischi ambientali derivanti da uno smaltimento non corretto dei Raee.
A livello territoriale, si registrano dinamiche estremamente positive. Il Centro Italia si conferma l’area più virtuosa, con una crescita eccezionale che porta al 65% di conoscenza dell’acronimo Raee, superando tutte le altre regioni. Anche il Sud Italia continua la sua crescita costante, raggiungendo il 55% e toccando il suo massimo storico, riducendo progressivamente il divario con le aree più informate. Questo successo, secondo il consorzio, dimostra l’efficacia di azioni mirate e localizzate.
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Generazione Z, è allarme: stagnazione preoccupante
La nota stonata, però, arriva dalle nuove generazioni. Tra i giovani di età compresa tra 18 e 26 anni, si registra una stagnazione preoccupante. Solo il 40% di loro ha sentito parlare di Raee (contro il 58% della media nazionale), e la conoscenza della definizione si ferma al 27%, con un divario di ben 18 punti percentuali rispetto alla media nazionale (il divario più ampio mai registrato dall’osservatorio). Anche nei comportamenti, i giovani mostrano maggiori difficoltà, con il 16% che ancora smaltisce scorrettamente i Raee, contro il 10% della media nazionale.
Nonostante i progressi, restano sfide importanti da affrontare. La percezione dei Raee come risorsa strategica per l’economia circolare necessita ancora di essere consolidata: solo il 47-48% degli italiani riconosce la presenza di materie prime recuperabili nei dispositivi elettronici. Preoccupa, inoltre, la persistenza di comportamenti illeciti: il 26% dei cittadini ha dichiarato di aver fatto ricorso a svuota cantine non autorizzati nell’ultimo anno, mentre il 29% è stato avvicinato da soggetti non autorizzati presso i centri di raccolta.
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