Europa, ecco i fondi per l’efficienza

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investimentiefficienzaLe Pubbliche Amministrazioni, assieme al residenziale, dovranno essere le protagoniste delle politiche di efficienza energetica. Eppure, affrontare questo discorso è abbastanza arduo: tra burocrazia, casse languenti e patto di stabilità, gli investimenti da parte del Pubblico in interventi di efficienza e ammodernamenti in chiave di risparmio energetico sembrano a miraggi.
Sono diversi gli strumenti di finanziamento messi a disposizione dell’Europa per supportare i Comuni nella strada verso Horizon2020. Complice il passaggio dal 7° Programma Quadro a Horizon2020, muoversi tra le numerose possibilità è faticoso, ma qui di seguito riportiamo alcuni dei prodotti più interessanti per le Pubbliche Amministrazioni.
Programma Elena. Gestito dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), “European Local ENergy Assistance” assiste le Pubbliche Amministrazioni per quel che concerne gli studi preliminari e le spese di progettazione per progetti di investimento in efficienza energetica, energie rinnovabili e politiche di risparmio energetico. Elena copre fino al 90% delle spese di progettazione, inclusi gli studi di fattibilità, audit energetici e progettazione e sottomissione bandi. Un progetto di investimento che abbia l’imprinting di Elena ha maggiori possibilità di attrarre investitori, anche bancari (tra cui la stessa BEI). Al momento, ancora per tutto il 2014, il programma ha disponibilità di fondi utili a nuovi progetti. Un Comune che abbia intenzione di usufruire delle opportunità offerte da Elena si può rivolgere agli uffici della Provincia di appartenenza.
Jessica. Anch’esso strumento della BEI (e della Commissione Europea, in collaborazione con la Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa), il Joint EuropeanSupport for SustainableInvestment in City Areas (Sostegno europeo comune agli investimenti sostenibili nelle aree urbane) è un programma che permette di convogliare parte del FESR (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) in Fondi di Sviluppo Urbano. Difatto un partenariato pubblico/privato, che vede coinvolte un’Autorità di Gestione designata al ricevimento dei finanziamenti (stato o regione, in genere), investitori dal settore pubblico e privato, e le città; deve essere approvato in seguito al raggiungimento di specifici parametri quali livello di competenza ed autonomia, un programma di sviluppo urbano sostenibile ed integrato. Eventuali rendimenti di tali investimenti devono essere reinvestiti in altre azioni del programma di sviluppo. Ad oggi in Italia sono stati creati solo due Fondi di Sviluppo Urbano: Sicilia e Sardegna; più una call per la manifestazione di interesse per la Campania.
I programmi Elena e Jessica discendono dal Programma della Commissione Europea Intelligent-Energy Europe.
Altro fondo che si preoccupa di enti pubblici in un’ottica di partenariati pubblico/privato è l’European Energy Efficiency Fund. Beneficiari finali sono i Comuni, gli enti locali e regionali e i soggetti privati che agiscono in loro vece (ESCo, fornitori di trasporti pubblici, gestori di riscaldamento/elettricità, e in virtù di contratti di prestazione energetica, finanziamenti tramite terzi, contratti a lungo termine). Il Fondo investe in efficienza energetica, energia rinnovabile e trasporto urbano pulito, specialmentein aree urbane: per esempio, “investimenti in società di produzione combinata di elettricità-calore (CHP), micro-cogenerazione e reti riscaldamento/raffreddamento incluse; investimenti in fonti di energia rinnovabile decentralizzate, compresa la micro-generazione; trasporto urbano pulito; modernizzazione di infrastrutture, ad esempio l’illuminazione delle strade e lo smartgrid, così come gli investimenti in energie sostenibili con un potenziale per l’innovazione e la crescita”. Il Fondo è cumulabile con il Fondo Elena, ma nel qual caso le spese di Assistenza Tecnica non saranno sostenute da EEEF. Non ci sono scadenze per la presentazione delle domande.
Nel neonato Horizon2020 (H2020-EE-2014-2015), al momento si segnalano le SubCallH2020-EE-2014-3-MarketUptake e H2020-EE-2015-3-MarketUptake. Entrambe presentano il topic“Enhancing the capacity of public authorities to plan and implement sustainable energy policies and measures”: stante il ruolo chiave delle pubbliche amministrazioni nella riduzione dei consumi e nello sfruttamento delle fonti rinnovabili, saranno finanziati quei progetti volti a sostenere le pubbliche amministrazioni nella redazione di piani e politiche di efficienza energetica. I progetti dovranno anche migliorare le capacità degli stati membri nel raggiungimento degli obiettivi della Direttiva Europea, nell’attuazione dei piani di programmazione di mobilità sostenibile, smart city; dovranno implementare la capacità di networking e sinergie tra enti e cittadini, per meglio diffondere la cultura del risparmio e dell’efficienza energetica. Mentre solo per il 2014 si riscontra una call con il topic “Public procurement of innovative sustainable energy solutions”, ovvero un invito a presentare proposte transnazionali (Devono coinvolgere almeno 3 stati) per migliorare la capacità di acquisto delle pubbliche amministrazioni dei migliori prodotti, servizi od edifici disponibili in termini di sostenibilità energetica. Le call, una per il 2014 e l’altra per il 2015, hanno come scopo anche il fornire agli enti pubblici le migliori e più recenti tecnologie per l’informazione e la comunicazione, come i Green Data Center.

Purtroppo, vista la scarsa predisposizione italiana ad affrontare bandi e finanziamenti della comunità europea, gran parte di questi stanziamenti non saranno sfruttati. Come da ultimi fatti di cronaca,sono a rischio 52 milioni di euro ottenuti dal Fondo Sviluppo Urbano della Regione Sicilia (programma Jessica), o i Comuni presenteranno progetti di efficienza energetica eligibili entro il 2015, o i fondi andranno persi.
Per chi sa usufruire dei fondi Europei le opportunità ci sono.

a cura di Enrichetta Berlati, redazione@energie-rinnovabili.net

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