La sostenibilità dei parchi naturali

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Baluardi di bellezze naturali, iniezioni di aria pulita, concentrati di flora e fauna. Le aree naturali protette sono la meta di chi vuole staccare la spina dal tram tram quotidiano per riallacciare il legame con la natura, ormai schiacciato da chili di cemento e megabit di connessione internet. In aggiunta alla veste più “tradizionale” di protezione e sviluppo sostenibile del territorio, i parchi naturali indossano, già da anni, la modernità: sono attenti all’uso razionale di elettricità e calore, all’insegnamento delle buone pratiche quotidiane e al legame, mai estinto ma sempre in evoluzione, tra uomo ed energia.

Le aree protette vengono così ad assomigliare a delle smart city: come veri parchi intelligenti e autosufficienti sfruttano impianti di produzione energetica alimentati a rinnovabili, ottimizzano la gestione del calore nelle strutture dell’ente parco, stimolano la responsabilità verso l’ambiente nei più piccoli e il corretto avvio al riciclo dei rifiuti nelle amministrazioni locali. Li premia anche Legambiente che quest’anno ha istituito e conferito il riconoscimento “Parchi rinnovabili 2016” ai parchi: naturale dell’Adamello, nazionale della Sila, delle Dolomiti, naturale Paneveggio Pale di San Martino e Nazionale del Gargano.

A dimostrazione che, per preservare la purezza dell’ambiente, la tecnologia può essere uno strumento vantaggioso, un elemento integrabile nell’opera più bella: la natura. A dimostrazione che la tecnologia e la natura possono incontrarsi, limitando le ricadute negative dell’una sull’altra, per restare al passo coi tempi. Talvolta precorrendoli.

RINNOVABILI

La produzione energetica decentralizzata e democratica attecchisce con facilità all’interno di queste aree, dove sia le sedi del parco che i vari punti di accoglienza e ristoro sono alimentati con energia verde. Antesignano in tal senso è il Parco Paneveggio Pale di San Martino dove, negli anni Novanta, è stata installata una centrale mini idroelettrica da 20 MW all’interno di una baita che funge sia da museo che da punto di ristoro. C’è poi l’ambizioso obiettivo del Parco naturale dell’Adamello che, con i suoi undici impianti fotovoltaici e una produzione di 124.479 kWh a fronte dei 155.452 kWh complessivi, vuole raggiungere l’autosufficienza elettrica nel giro di pochi anni. Anche il Parco nazionale della Sila punta sul fotovoltaico, con un totale di 25 kW di installato, e si garantisce un risparmio annuale di 12 mila euro l’anno. (Oggi vedremo nello specifico cosa accade nella Sila, mentre nei prossimi giorni pubblicheremo approfondimenti su altri tre parchi: Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi; Parco dell’Adamello; Parco Paneveggio Pale di San Martino).

EFFICIENZA

L’uso razione e attento dell’energia promette – e garantisce – di risparmiare sui costi delle strutture del parco e di ridurre l’immissione in aria di anidride carbonica e altri gas a effetto serra. Per questo motivo il Parco Adamello ha installato valvole termostatiche sui termosifoni per regolare la temperatura nelle singole stanze e software per la programmazione elettronica del calore negli uffici presso la sede, la Foresteria di Mavignola e la Casa Natura Villa Santi. E, talvolta, il “pretesto” dell’efficientamento energetico di queste strutture offre l’opportunità per recuperare un importante patrimonio storico. Come accaduto nel Parco Paneveggio Pale di San Martino dove Villa Welsperg, tenuta feudale dell’Ottocento, ha ospitato diversi interventi di riqualificazione: la caldaia a gasolio è stata sostituita con due pompe di calore geotermiche, è stato effettuato l’isolamento a cappotto termico e sono stati tagliati i ponti termici per isolare meglio il tetto. In altre aree naturali, come il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, fare efficienza offre l’occasione di realizzare applicazioni-pilota di tecnologie alternative per rilanciare una sfida propositiva al territorio esterno ai propri confini. È il caso del progetto Fossil-free che promuoverà l’identificazione di obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

MOBILITÀ ALTERNATIVA

Come nelle città, anche nei parchi si diffonde l’idea di un trasporto condiviso che sfrutta carburanti puliti. I visitatori, in questo modo, hanno l’occasione di visitare il parco senza impattare sulla natura circostante e possono assaggiare i benefici del trasporto alternativo. Le aree protette offrono, così, nuovi servizi: il Parco della Sila ha realizzato due pensiline fotovoltaiche da 10 kW, nei comuni di Spezzano Sila e di Pedace, e acquistato 12 biciclette a pedalata assistita. A Paneveggio Pale il servizio di bus navetta gratuito, attivato ogni estate, viene finanziato con il pagamento dei parcheggi circostanti l’area.

RIFIUTI

Gestire al meglio gli scarti in casa e in città e pensare a come ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Sono questi i due messaggi che i parchi cercano di trasmettere ai visitatori in tema di rifiuti. Lo fanno il Parco Paneveggio Pale, che ha tolto le isole ecologiche presenti nell’area, e il Parco dell’Adamello che, oltre ad aver eliminato i punti di raccolta sul territorio, al momento dell’emissione del biglietto di ingresso consegna gratuitamente sacchetti in mater-bi per sensibilizzare i frequentatori del Parco a riportare i rifiuti a casa.

BIOMASSE 

All’interno del parco si producono grandi quantità di biomasse: ad esempio, legno di scarto che proviene dalla cura delle staccionate o dalla manutenzione e pulitura dei boschi. Il Parco Paneveggio Pale ha stretto una collaborazione con la ACSM, l’azienda consorziale dei servizi municipalizzati, che preleva le biomasse e le usa per produrre energia. Un ciclo virtuoso e una filiera a corto raggio con ripercussioni positive sulla competitività del territorio. Mentre il Parco della Sila sta provando a fare il salto di qualità: punta alla costituzione di un gruppo di acquisto solidale con i privati per comprare il pellet da usare per il riscaldamento delle sedi del parco.

EDUCAZIONE e FORMAZIONE 

Non c’è futuro (sostenibile) senza educazione. Ecco perché il Parco della Sila ha promosso corsi di formazione rivolti a progettisti, dipendenti pubblici e installatori. Mentre il Parco dell’Adamello insegna la storia dell’uomo dell’energia con “A tutta energia!!!” e consegna l’attestato “Qualità Parco Scuola” agli istituti che stimolano gli studenti a rispettare le buone pratiche ambientali.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo anche di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.