Mentre il panorama digitale europeo accelera verso una maggiore integrazione, il cammino verso la sostenibilità sembra aver imboccato una fase di stallo o, in alcuni casi, di parziale arretramento. Il quadro normativo comunitario del 2025 riflette questa dicotomia: su quattordici iniziative rilevanti promosse dalla Commissione Europea, la maggior parte si è concentrata sul rafforzamento dell’ecosistema tecnologico, mentre sul fronte dei criteri ambientali, sociali e di governance si è assistito a una semplificazione delle norme che ha ridotto il perimetro delle aziende soggette a obblighi di rendicontazione e ha attenuato le misure contro il greenwashing. È quanto emerge dai dati dell’osservatorio Digital & Sustainable del politecnico di Milano.

Il limite della sinergia nelle imprese italiane
L’analisi sulla maturità del tessuto imprenditoriale italiano rivela un’ampia propensione all’investimento, ma una scarsa capacità di coordinamento tra i dipartimenti. Sebbene quasi otto aziende su dieci dichiarino di puntare con decisione sia sull’innovazione digitale che sulla sostenibilità, l’approccio rimane spesso a compartimenti stagni. La maggioranza delle imprese utilizza strumenti tecnologici per traguardare obiettivi ecologici o sociali, ma meno della metà permette ai principi di sostenibilità di orientare le proprie scelte strategiche in ambito tech.
Questa mancanza di connessione è evidente anche negli organigrammi: nonostante due aziende su tre abbiano responsabili dedicati a questi settori, solo una minima frazione del 6% ha creato una figura professionale specificamente incaricata di gestire la sinergia tra i due ambiti.
Digitale e ambiente: approccio “conformista” condizionato dai costi
L’integrazione tra digitale e ambiente appare ancora oggi guidata più dalla necessità di conformarsi alle normative o dalla ricerca di un ritorno economico immediato che da una reale convinzione strategica. Molte organizzazioni considerano la sostenibilità un valore solo quando genera efficienza operativa o quando è indispensabile per soddisfare obblighi di legge.
Sul piano pratico, tre imprese su quattro hanno iniziato a rivedere i propri processi produttivi in ottica green, sfruttando spesso il digitale per misurazioni sistematiche e monitoraggio dei risultati. Tuttavia, la collaborazione interna tra i team informatici e quelli dedicati alla sostenibilità rimane sporadica e prevalentemente basata su soluzioni pragmatiche e temporanee piuttosto che su un presidio stabile della relazione.
L’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale
Un capitolo significativo del rapporto riguarda l’esponenziale diffusione dell’intelligenza artificiale generativa e il suo elevato costo energetico, un tema che tocca da vicino le abitudini quotidiane dei cittadini. Nel 2025, circa due terzi degli utenti internet hanno utilizzato sistemi di IA generativa, spesso come sostituto dei motori di ricerca tradizionali.
Il confronto energetico è però impietoso: una singola richiesta media effettuata tramite modelli come ChatGPT 4.1 consuma circa otto volte l’energia di una ricerca standard su Google. La consapevolezza dell’utente diventa quindi fondamentale, poiché la complessità delle query e la scelta dei modelli influenzano direttamente l’impronta carbonica individuale.
Il ruolo delle startup e la consapevolezza dei consumatori
Anche nel mondo delle startup si osserva un approccio prevalentemente orientato alle logiche di mercato. Oltre mille realtà digitali operano oggi in ambito sostenibilità a livello internazionale, con un focus particolare sulla dimensione sociale e sanitaria. Anche in questo caso, però, l’orientamento è spesso dettato dalla gestione del rischio e dall’efficientamento delle risorse per migliorare il conto economico, lasciando ai margini temi cruciali come la biodiversità o l’etica d’impresa.
Sul fronte dei consumi, invece, la sensibilità degli italiani è in crescita: il 67% ritiene i temi ambientali rilevanti nella propria quotidianità e ben due terzi di chi acquista online ha già modificato le proprie abitudini per ridurre l’impatto ambientale delle proprie transazioni.
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