Infrastrutture elettriche: la rete è il nuovo gas

L’indipendenza energetica passa per la rete di trasmissione elettrica, come pilastro di competitività e sicurezza. L’analisi di TEHA group, European House Ambrosetti

 

Tradizionalmente, la European House Ambrosetti ha dato voce alla sicurezza energetica italiana basata sul metano come combustibile di transizione. Non solo perché il metano ti ‘dava’ una mano. Ma anche perché l’Italia era ed è un hub del gas importante. Anche se di questo privilegio le tasche degli italiani non è che abbiano beneficiato un gran che, soprattutto negli ultimi anni.

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Ed è anche attorno a questo tema, quello dei costi energetici, che si è svolto il convegno promosso da THEA Group, in collaborazione con Terna, presentato il 6 marzo scorso a Palazzo Rospigliosi a Roma. L’occasione è stata la presentazione dello studio ‘Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia’.

La competitività dell’economia di domani sarà garantita dai costi con cui si possono movimentare elettroni e molecole oggi, è stato ricordato al convegno. Un esame che le FER sembrano aver superato a pieni voti.

Non è solo l’Italia ad aver dimostrato che le rinnovabili sono competitive. Le rinnovabili sono competitive tout-court. Ne è prova il fatto che il 2025 ha segnato un punto di svolta storico in Europa: per la prima volta, la quota di generazione elettrica da solare ed eolico ha superato quella da fonti fossili, attestandosi al 30% contro il 29%.  Ad aggiungersi a questa competitività è anche – meglio dire soprattutto – la loro funzione di ‘presidio di sicurezza’ di fronte all’ennesimo shock geopolitico legato ai fossili.

Sorpasso FER Vs Fossili

Da questo punto di vista le rinnovabili sono un ottimo alleato. Ma allora il passaggio da una narrazione ‘gas-centrica’ a una ‘rete-centrica’ è un cambio di rotta? O è piuttosto un’operazione di strategia industriale immersa in un bagno di realismo?

Lo studio approfondisce appunto la centralità strategica della rete di trasmissione nazionale come fattore chiave per la transizione e la sicurezza energetica. E’ quanto lascia intendere anche il titolare del Mase Gilberto Pichetto Fratin: “non possiamo prescindere dal ruolo sempre più efficiente dei nostri gestori delle reti se vogliamo portare la sfida al futuro”.

I nove punti dello studio di THEA Group delineano uno scenario che cambia le dinamiche del modello energetico. Più che una semplice presentazione, i 9 punti si configurano come un manifesto di accreditamento strategico per blindare una visione industriale specifica. Al centro, le priorità operative per una rete di trasmissione che sia davvero ‘future-proof’, in grado cioè di affrontare sfide di sicurezza energetica e fornire benefici al sistema-Paese. Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di TEHA Group ha illustrato il documento alla platea.  Vediamolo da vicino.

Rivoluzione FER: il sorpasso

  • FER più convenienti. Il primo pilastro è la constatazione di un cambiamento irreversibile nel mix energetico. Negli ultimi 15 anni, il costo di produzione (LCOE) del solare è sceso del 90% e quello dell’eolico del 70%. Nel 2025, per la prima volta, la generazione da solare ed eolico in Europa ha superato quella da fonti fossili (30% vs 29%). Nello stesso anno, il solare ha registrato una crescita record (+20% vs 2024), portando le FER a soddisfare quasi la metà del fabbisogno elettrico europeo.

Calo Dei Costi

  • Italia. Il costo medio di produzione dell’energia da FER si è ridotto. A oggi, il costo di produzione da solare ed eolico integrato è inferiore rispettivamente del -42% e -28% rispetto al prezzo medio elettrico nazionale nel 2025 (115 €/MWh). Negli ultimi 20 anni, la quota di produzione da FER è triplicata, mentre la generazione termoelettrica si è quasi dimezzata (-40%).
  • Integrazione di rete. Integrare le FER nel sistema elettrico genera benefici in termini di riduzione dei costi di generazione e del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica. Coordinare rinnovabili e accumuli alla rete elettrica evita di dipendere dai costi variabili del gas. Si punta su investimenti in asset Capex-intensive, con costi più stabili e prevedibili nel tempo.
  • Sicurezza energetica. In Italia, la crescita delle FER contribuisce a una maggiore sicurezza energetica: in 15 anni, la dipendenza dall’estero è scesa dell’8,7%, ma l’Italia resta esposta ai prezzi del gas (oltre il 60% della generazione elettrica è ancora correlata al prezzo del metano). Nel 2024, la correlazione tra PUN e PSV è stata del 97%. L’instabilità geopolitica rende la rete l’unico vero strumento di difesa contro gli shock geopolitici.

Prezzo Del Gas

  • Complessità crescente. La rete è chiamata a gestire una produzione sempre più distribuita. Maggiore elettrificazione e data-center avranno un impatto sul profilo della domanda. Il ruolo del TSO diventa centrale: deve gestire un sistema multidirezionale dove l’energia fluisce in più direzioni. Non è più sufficiente gestire la generazione delle grandi centrali, ma diventa necessario monitorare in tempo reale milioni di risorse attive e affrontare fenomeni di overgeneration per mantenere l’equilibrio.
  • Piano di Sviluppo Terna 2025. Sono previsti oltre 23 miliardi di euro di investimenti entro il 2034, un aumento di 15 GW della capacità di trasmissione interzonale, un potenziamento delle interconnessioni verso l’estero, l’integrazione delle nuove FER. L’efficienza economica degli investimenti risulta elevata: il costo di integrazione per 1 GW di FER è pari a 0,38 miliardi di euro in Italia, contro una media di 0,85 miliardi in Germania, Francia e Regno Unito.
  • Stabilità e resilienza della rete. Gestire un sistema basato su sole e vento è ora molto più complesso: mantenere la stabilità e il voltaggio della rete richiede tecnologie avanzate e competenze d’eccellenza. Per questo Terna ha investito in innovazione e ha introdotto nuovi ‘paracadute’ strategici, come il Capacity Market e il MACSE. Strumenti volti a garantire che l’elettricità sia sempre disponibile e sicura, proteggendo il Paese da blackout e instabilità.
  • Benefici per il sistema-Paese. Il valore aggiunto scaturisce dall’effetto moltiplicatore degli investimenti di Terna: ogni euro investito genera un impatto economico di 2,98 euro sul valore della produzione; e 1,31 euro sul PIL. Tradotto in numeri: il Piano Industriale sarebbe in grado di generare una ricchezza complessiva di 35 miliardi di euro e un incremento del PIL di 16,2 miliardi. Garantirebbe inoltre la creazione di 000 posti di lavoro.
  • Mix rinnovabile efficiente. Per una transizione efficace occorre un mix bilanciato: solare ed eolico devono crescere insieme per compensarsi a vicenda durante le stagioni. Ma puntare a un sistema 100% rinnovabile ha un limite di convenienza: oltre una certa soglia, i costi marginali di integrazione crescono rapidamente per l’aumento di accumuli, reti e overgeneration. La strategia vincente è affiancare alle FER una quota di energia programmabile a basse emissioni, capace di intervenire con flessibilità.

Dal mercato dei 27 al mercato unico: la sfida del 19 marzo

“La vera cartina tornasole, sarà il Consiglio Europeo del 19 marzo. Quello che ci sarà scritto in quelle conclusioni sarà determinante per il futuro del mercato unico e dell’energia […] Oggi con l’emergenza dei giganti Cina, India, Stati Uniti, noi su questi temi o ci mettiamo insieme, oppure semplicemente le dimensioni piccole ci spazzeranno via”, dichiara Enrico Letta, rettore, IE School of Politics, Economics & Global Affairs, in collegamento da remoto per le conclusioni.

Enrico LettaSecondo Enrico Letta, Rapporteur del ‘Future of the EU Single Market’, il cuore del problema è la natura frammentata dell’Unione. Il tema della sicurezza energetica resta incastrato in una visione a 27, sotto l’Articolo 194.2 del Trattato sul Funzionamento dell’UE, che lascia ai singoli Stati il potere di decidere il proprio mix.

Una frammentazione che è la causa principale del costo energetico italiano, cinque volte superiore a quello di altri Paesi. La colpa non è della ‘troppa Europa’, ma della sua assenza. Senza un mercato unico reale, insiste Letta, l’Europa rimane una somma di piccole dimensioni destinate a essere spazzate via da giganti come Cina, India e Stati Uniti (con l’aggravante di un’amministrazione Trump sempre più aggressiva).

Il richiamo esplicito è a una data importante, quella del 19 marzo prossimo, quando il Consiglio Europeo si riunirà per l’agenda sulla competitività e il Mercato Unico. Ma c’è il pericolo, avverte Letta, che l’urgenza militare oscuri l’urgenza economica. Se i leader si concentreranno solo sulle armi, i temi della competitività e della rete unica diventeranno marginali. L’appello è di tenere alta l’attenzione: l’indipendenza energetica del Blocco è la precondizione per far fronte agli shock dei prezzi del gas. Una rete unica integrata è lo scudo contro la vulnerabilità dei singoli stati.


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Consulente e ricercatrice freelance in ambito energetico e ambientale, ha vissuto a lungo in Europa e lavorato sui mercati delle commodity energetiche. Si è occupata di campagne di advocacy sulle emissioni climalteranti dell'industria O&G. E' appassionata di questioni legate a energia, ambiente e sostenibilità.