Biocarburanti, un pilastro per la decarbonizzazione

Osservatorio per la Neutralità Tecnologica nei Trasporti

Nel dibattito europeo sulla transizione energetica dei trasporti, il tema della “neutralità tecnologica” sta assumendo un ruolo sempre più centrale. Introdotto dalla Commissione Europea nell’“Action Plan on the future of the Automotive sector” e rilanciato nei vari passaggi dello “Strategic Dialogue” con gli stakeholder del settore, il principio punta a evitare scelte tecnologiche uniche e a favorire tutte le soluzioni in grado di contribuire realmente alla decarbonizzazione.

L’Osservatorio per la Neutralità Tecnologica nei Trasporti ribadisce questa linea e chiede che i prossimi passaggi politici e regolatori diano piena attuazione al concetto, sia sul piano normativo sia su quello della ricaduta industriale. La risoluzione approvata dal Consiglio dei Ministri dell’Ambiente europei il 7-8 novembre 2025, riconosce i bio-carburanti generati da fonti rinnovabili e classificati come “zero and low carbon” come uno dei vettori energetici fondamentali per decarbonizzare il trasporto su strada.

La richiesta: “Approvazione tempestiva da parte della Commissione UE”

L’Osservatorio valuta “molto positivamente” la risoluzione politica dei ministri dell’Ambiente e chiede che la Commissione UE la approvi senza indugi, “coerentemente a quanto ufficialmente dichiarato nello specifico dalla stessa Presidente Ursula Von Der Leyen”.

Ma il nodo principale è regolatorio. Il quadro attuale, disciplinato dai Regolamenti EU/2023/851 e EU/2024/1610 sui target CO₂ per veicoli leggeri (LDV) e pesanti (HDV), si basa esclusivamente sulle emissioni allo scarico, cioè il ciclo “Tank-to-Wheel”. Secondo l’Osservatorio, questa metodologia è ormai superata e va allineata agli strumenti europei più aggiornati. La Direttiva RED III, il pacchetto ESG e l’ETS2 utilizzano indicatori completi come il ciclo “Well-to-Wheel” e il “Life-Cycle Assessment”, capaci di valutare tutto il ciclo dell’energia e il carbon footprint dei veicoli.

Carbon Correction Factor e riconoscimento dei biocarburanti

L’Osservatorio propone anche l’introduzione di un “Carbon Correction Factor”, basato sui benefici riportati negli allegati tecnici della Direttiva RED III, che quantificano il contributo alla decarbonizzazione di ciascun vettore ad energia rinnovabile, “inclusi Biofuels e Biometano Avanzato”.

L’obiettivo dovrà prendere forma già nel periodo 2026–2027, quando i regolamenti sulle emissioni saranno rivisti, in quella fase, i carburanti “zero and low carbon” dovranno essere inclusi nel calcolo delle riduzioni richieste, accompagnati da procedure più rigorose per certificare le garanzie di origine dei biocarburanti.

Next Step: il ruolo della Commissione entro il 2025

L’Osservatorio auspica che la Commissione confermi l’anticipazione di un anno nella revisione dei Regolamenti 2023/851 e 2024/1610, così da garantire al settore automotive europeo “normative non penalizzanti per la competitività e sopravvivenza dell’intero comparto”.

Il passo decisivo è il rispetto dell’art. 1.18.b del Reg. 2024/1610, che impone alla Commissione di valorizzare i carburanti rinnovabili, in particolare per il trasporto pesante. Da qui l’appello diretto agli attori istituzionali italiani affinché sollecitino Bruxelles a pubblicare entro il 2025 il Report sulla valorizzazione dei Biofuels e del Biogas per il trasporto su strada, come previsto dal regolamento, e a trasmetterlo tempestivamente a Parlamento Europeo e Consiglio.

Secondo l’Osservatorio, questo documento è essenziale per armonizzare il nuovo pacchetto “Clean Deal Industry” con il principio di neutralità tecnologica e con la necessità di riconoscere tutte le tecnologie che possono contribuire ai target di decarbonizzazione.


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