Gli italiani tornano alle quattro ruote dopo il Covid-19

L'indagine Aniasa e Bain & Company

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smart car quattro ruoteLa pandemia non ha sconvolto le abitudini di mobilità degli italiani, si registra già un ritorno massiccio alle quattro ruote. È quanto emerge dall’indagine condotta da Aniasa, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, e dalla società di consulenza strategica Bain & CompanyL’Italia riaccende i motori della mobilità – Nuove esigenze o abitudini consolidate?”.

“L’analisi conferma che il Covid non ha sostanzialmente cambiato i consumi di mobilità degli italiani che oggi più di ieri si affidano alle quattro ruote per i propri spostamenti”, evidenzia Massimiliano Archiapatti, presidente Aniasa, “L’elettrico sta avanzando solo in alcune aree del nostro Paese, trainato dalle immatricolazioni degli operatori del noleggio, ma per una vera mobilità green occorre soddisfare le esigenze dell’88% che vive al di fuori delle grandi città. Il noleggio di auto nuove e l’acquisto dell’usato fresco e sicuro fornito dal settore può dare un contributo decisivo per la transizione ecologica della mobilità italiana”.

Le quattro ruote sono il mezzo preferito dagli italiani per gli spostamenti attività che è tornata a essere come nel periodo pre Covid-19. Un uso che non si traduce in maggiori vendite che anzi risultano più congelate (sono scese dall’84% dell’anno precedente al 71%) dalla demonizzazione della benzina e del diesel, mentre l’elettrico cresce solo nel nord Italia.

Dati che trovano riscontro nell’Osservatorio Conti Pubblici Italiani, che registra una perdita di cassa di 10 miliardi di euro nel 2020 e un aumento dell’indebitamento per circa 9 miliardi per l’automotive.

Come scelte di acquisto difatti gli italiani preferiscono comprare un’auto usata o mantenere la vecchia auto di proprietà, magari Euro 2 o Euro 3.

Le forme alternative di mobilità invece come monopattini ed e-bike risultano meno utilizzate rispetto alle aspettative.

Come è cambiata la mobilità dopo il lock down

L’indagine di Aniasa agisce su un campione di 1.000 residenti nelle principali città italiane, intervistati nel mese di maggio 2021. Da questi dati emerge come l’utilizzo dell’auto è tornato ai livelli pre-Covid la usano 2 italiani su 3. In calo invece l’uso del trasporto pubblico locale di cui solo il 42% degli intervistati dichiara di fare uso. A preferire l’auto sono anche i pendolari.

A incidere sulla mobilità anche il remote working per cui l’auto oggi è usata maggiormente proprio da chi dichiara di lavorare meno da remoto, mentre car sharing e monopattini sono usati soprattutto da chi lavora da casa (per più di 3 giorni a settimana).

Nonostante il boom di acquisti nel 2020 della bicicletta (2 milioni) e dei monopattini (125.000 pezzi venduti nei primi 7 mesi del 2020), la mobilità dolce rimane per il 69% dei suoi utilizzatori un mezzo utilizzato esclusivamente nel tempo libero e quindi non sostituisce altre forme di mobilità.

Di fatto sembra emergere un diverso profilo tra automobilisti (anche pendolari) e gli utenti della micro-mobilità il che rende impossibile pensare di sostituire l’automobile con la micro-mobilità.

“In questo senso le nuove forme di mobilità completano l’offerta storica di trasporto ma non la sostituiscono; assume quindi una rilevanza strategica il business del noleggio, che permette di ringiovanire le auto in parco, ma con formule economiche comprensibili e anche vantaggiose”, conclude Vittorio Melli, senior manager Bain & Company.

L’auto ed il Tpl restano ad oggi la migliore soluzione per flessibilità e costi di gestione e non hanno di fatto reali alternative agli occhi del pendolare che si muove tutti i giorni. Con il ritorno al lavoro in sede sembra comunque che a vincere sia il trasporto con l’auto privata.

Come cambiano gli acquisti anche per le quattro ruote

Al calo delle vendite delle vetture endotermiche ha fatto seguito una crescita dell’ibrido che è cresciuto dal 6% al 18% (principalmente da mild hybrid).

Stabile la vendita delle auto a gas (9%) e cresce, di poco rispetto altri paesi europei, l’elettrico puro, dallo 0,6% del 2019 al 2,3% del 2020. L’incremento è soprattutto nelle flotte aziendali, mentre tra i privati non supera l’1,7%, nonostante sul ciclo di vita completo ci siano studi che ne dimostrano la economicità. Al Sud la media scende ancora mentre sono preferiti gpl e metano (quota al 13%). Ostacolo maggiormente rilevato l’elevato costo del veicolo (per il 51% degli intervistati).

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