I costi energetici tornano in Parlamento sulla interrogazione immediata dello scorso 15 gennaio. Al centro i costi dell’energia in bolletta e il tema della regolazione tariffaria dei servizi di distribuzione.
Costi in bolletta al centro delle interrogazioni in Parlamento
Angelo Bonelli Avs che evidenzia come: “Le bollette dell’energia per le famiglie italiane e le imprese sono aumentate” sottolineando come “chi ha guadagnato tanto da questa situazione sono le grandi società energetiche, che hanno fatto profitti attraverso la vendita del gas. Negli ultimi tre anni, 70 miliardi di euro di profitti”.
Pichetto risponde evidenziando come il Governo stia “valutando l’introduzione di strumenti volti a contrastare, nel breve termine, l’elevato costo delle bollette energetiche, nonché l’adozione di misure di natura più strutturale volte a promuovere, anche attraverso nuovi meccanismi di mercato, l’accesso all’energia da fonte rinnovabile da parte dei consumatori, in modo da favorire di fatto il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica dal prezzo del gas”. Ricordando poi gli strumenti ad oggi in corso. Il Ministro ha ricordato anche gli impegni relativi alla povertà energetica sottolineando come l’impegno sia lavorare a un “approccio organico” e come per questo si stia “lavorando ad un pacchetto organico di riforma”.
“Una politica energetica devastante” commenta Bonelli “che stanno pagando gli italiani”.
Agostino Santillo M5s torna sul tema sottolineando “come gli italiani non ce la fanno più a pagare queste bollette” e chiede cosa si sta facendo per “mitigare il prezzo dell’energia”. Pichetto Fratin anche qui sottolinea come “resta fermo l’impegno del Governo di ridurre l’esposizione finale dei consumatori italiani e delle imprese alla volatilità del prezzo di mercato”. L’opposizione sottolinea il peso deli ritardi su questo tema.
La distribuzione elettrica un altro tema:
L”interrogazione del deputato Antonio D’Alessio chiede chiarimenti sui costi della distribuzione elettrica e sul rinnovo senza gara a 20 anni delle concessioni senza gare. Pichetto risponde come “il peso tariffario della distribuzione elettrica in Italia è significativamente più basso della media europea” e sono definiti dall’Arera nella logica della trasparenza.
Ma la risposta non soddisfa l’interrogante che chiede che sottolinea come:
“Uno, questi oneri e questi investimenti erano già previsti nei contratti in essere e, forse, non sono stati fatti se nel rinnovo della concessione, ma mettiamo ulteriori investimenti.
Due, perché presumiamo che altri soggetti sul territorio non potessero fare quegli investimenti e rispettare un piano industriale, quindi, perché non abbiamo fatto una gara magari con qualcuno che era disponibile a fare quegli investimenti a un prezzo inferiore.
Tre, perché non diciamo con chiarezza che poi – certo che dipende da ARERA – gli investimenti che noi chiediamo sulla rete vanno a finire nella bolletta degli italiani. E noi scopriamo oggi una cosa interessante da lei: che siamo il Paese che ha i più bassi tassi, diciamo, di incidenza del costo di distribuzione della rete. Peccato, basta guardare su Google e invitiamo chi è a casa a farlo: rispetto ai costi di incidenza della distribuzione in Europa siamo tra i Paesi che hanno il più alto costo e noi lo implementeremo ancora per chiedere a chi doveva gestire quella rete di farlo senza gara nei prossimi anni e di buttare un’altra volta il costo di questi investimenti sulla bolletta dei cittadini. Non ci ha risposto e non siamo per nulla soddisfatti”.
Il carbone e la chiusura delle centrali di Civitavecchia e Brindisi
Dato la situazione geopolitica attuale il Ministro sottolinea come “i due siti produttivi rimangono disponibili, seppure in un assetto di “riserva fredda”. Difatti i due impianti non producono energia nel pieno rispetto degli impegni assunti col Piano nazionale integrato per l’energia e il clima. Pronti però a entrare in azione in caso di emergenza. Inoltre si dichiara disposto come Governo “a facilitare qualsiasi percorso di riqualificazione industriale delle aree di Brindisi e Civitavecchia, anche aprendo allo smantellamento delle centrali, qualora le condizioni di sicurezza energetica lo consentano”.
Cosa significa “tenere quell’impianto a riserva fredda (…) che cosa intendete fare con il commissario straordinario che avete annunciato ma non avete ancora nominato” Chiede Maria Chiara Gadda Italia Viva.
A questo il Ministro conferma come “il Governo è pronto a facilitare la riqualificazione industriale dell’area di Civitavecchia, senza che ciò impedisca valutazioni legate alla sicurezza energetica del Paese”.
Piano di gestione sul rischio alluvioni
Infine viene chiesto l’andamento del Piano di gestione sul rischio alluvioni per la Pedemontana Veneta. “Le attività svolte dall’Autorità di bacino hanno consentito di aggiornare il quadro conoscitivo e di procedere alla classificazione delle aree in termini di pericolosità e rischio idraulico in modo omogeneo e coerente con il quadro normativo vigente, anche attraverso il necessario coordinamento con le amministrazioni territoriali competenti” risponde Pichetto. “Nel caso di specie, l’aggiornamento ha comportato l’introduzione di circa 10 chilometri quadrati di ulteriori zone di attenzione, a fronte di una superficie preesistente di circa 240 chilometri quadrati”.
Con 156 voti favorevoli, 115 contrari e 4 astenuti, la Camera ha approvato in via definitiva il ddl recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili.#OpenCamera pic.twitter.com/3QqVjxBGLv
— Camera dei deputati (@Montecitorio) January 15, 2026
Filiera degli pneumatici fuori uso
Aperta la consultazione pubblica sull’aggiornamento del decreto 19 novembre 2019, n. 182 che disciplina la responsabilità estesa del produttore per la filiera degli pneumatici fuori uso (Pfu). Lo schema di provvedimento ha lo scopo di aggiornare la normativa vigente in virtù dell’evoluzione del settore e della normativa in materia di responsabilità estesa del produttore.
“La consultazione pubblica rappresenta uno strumento fondamentale per raccogliere il contributo degli operatori del settore e migliorare l’efficacia del sistema di gestione degli pneumatici fuori uso, contrastando inefficienze e distorsioni e rafforzando la legalità. L’obiettivo è sostenere un’economia circolare concreta, in grado di generare benefici ambientali e industriali” dichiara il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava.
Trattato degli Oceani
“Domani entrerà in vigore il Trattato globale sugli oceani che l’Italia non ha ancora ratificato, a differenza di 81 Paesi tra cui Francia, Cina e Grecia che hanno già fatto la loro parte. È un fatto gravissimo. Rischiamo di restare fuori dalle prime COP, dai tavoli decisionali e dalla definizione delle Aree Marine Protette in alto mare, di perdere peso e credibilità internazionale. Su questo presenteremo una interrogazione parlamentare. Vogliamo sapere chi sta bloccando la ratifica, quali sono le responsabilità e quali le tempistiche. I rimpalli burocratici e le inerzie politiche in cui il nostro Paese si trova impantanato sono inaccettabili e dimostrano una chiara responsabilità politica, perché quando c’è la volontà i tempi si accorciano, ma qui è proprio la volontà a mancare”. Lo annunciano i parlamentari M5S del comitato Pianeta 2050. “Eppure parliamo di uno strumento essenziale per raggiungere l’obiettivo di proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030 – aggiungono i pentastellati – soprattutto per un Paese come il nostro con oltre 8.000 km di coste e al centro del Mediterraneo. Ricordiamo che l’accordo sul 30×30 fu firmato dall’Italia quando era ministro dell’Ambiente il nostro Sergio Costa nel governo Conte II, e che fu proprio quel governo a trascinare con sé Spagna, Regno Unito e Grecia. È paradossale che oggi la Grecia ratifichi e l’Italia no. Il governo non si nasconda dietro alla scusante delle ‘procedure’ e ci dia una risposta su questo”.
Patto per il Mediterraneo, audizioni
Il Comitato permanente sulla politica estera per l’Africa, costituito in seno alla III Commissione Affari esteri, nell’ambito dell’esame della Comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Patto per il Mediterraneo – Un unico mare, un patto, un futuro unito ( JOIN(2025) 26 final). Sono state svolte le audizioni di Valeria Talbot, responsabile dell’Osservatorio Medio Oriente e Nord Africa dell’ISPI e di Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali (Ce.SI).
Bracconaggio idrico
Bracconaggio Ittico nelle acque interne. L’Assemblea ha approvato in via definitiva le modifiche all’articolo 40 della legge 28 luglio 2016, n. 154, in materia di contrasto.
Detenzione e commercializzazione delle borse di plastica, audizioni
La VIII Commissione Ambiente ha svolto le audizioni, nell’ambito dell’esame in sede referente della proposta di legge C. 2615 Iaia recante modifiche agli articoli 226-bis, 226-ter e 261 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di detenzione e commercializzazione delle borse di plastica, di rappresentanti di: Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica), Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (CNA) e Confartigianato imprese.
In sede consultiva, ha concluso l’esame per il parere alla X Commissione Attività produttive, del disegno di legge di conversione del DL 180/2025 recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex ILVA (C. 2761, approvato dal Senato – Rel. Iaia, FDI), esprimendo parere favorevole.
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