Amici della Terra: “Pompe di calore, ruolo centrale per obiettivi al 2030”

Superare le contraddizioni della transizione ecologica dando priorità alle politiche di efficienza energetica che tengano conto della realtà italiana: è la richiesta dell'associazione Amici della Terra alla XIII Conferenza Nazionale per L’Efficienza Energetica

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pompe di calore

Il nuovo Pniec dovrà puntare al raggiungimento di obiettivi settoriali per migliorare l’efficienza energetica, la competitività e la crescita economica investendo soprattutto in ricerca tecnologica. È questa la richiesta di Amici della Terra che, nel fare fronte comune alla XIII Conferenza nazionale per L’Efficienza Energetica, rilancia la necessità di superare le contraddizioni della transizione ecologica con politiche che tengano realmente conto della realtà italiana insieme al ruolo centrale delle pompe di calore nell’elettrificazione progressiva dei consumi.

L’allarme è lanciato dalla presidente di Amici per la Terra, Monica Tommasi: “Privilegiare solo le rinnovabili elettriche intermittenti, i percorsi di elettrificazione dei consumi velleitari con la rinuncia a gestire al meglio il ruolo del gas naturale nella transizione, rischiamo di avere effetti controproducenti sul conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione”, si legge in una nota stampa. “Non bisogna sottovalutare il pericolo che il populismo cavalchi le contraddizioni di politiche per la transizione non attente alla realtà sociale del paese”, ha aggiunto.

L’associazione punta lo sguardo, in particolare, sul solare fotovoltaico e sull’eolico che, a fronte degli investimenti messi a sistema, avrebbero prodotto risultati al di sotto delle aspettative. Le contraddizioni esistenti circa l’installazione degli impianti riguarderebbero varie dimensioni: quella locale, con riferimento agli impatti paesaggistici, sulla biodiversità e per lo sviluppo rurale; quella globale, in rapporto al consumo di suolo e alle esigenze di estrazione mineraria che pongono problemi di sostenibilità ambientale.

Elettrificazione dei consumi e pompe di calore

Denunciamo una forte disattenzione da parte del Governo e delle forze politiche al ruolo delle pompe di calore, essenziale per raggiungere gli obbiettivi 2030”. Deciso l’intervento della presidente Tommasi in apertura della seconda mattina di lavori, incentrata sul ruolo che le pompe di calore possono svolgere nell’elettrificazione progressiva dei consumi: “Secondo il Pniec le pompe di calore devono garantire oltre l’85% delle rinnovabili termiche che l’Italia dovrà installare al 2030”, eppure questa tecnologia “non trova poi un riscontro conseguente in strumenti di incentivazione adeguati”.

Nel triennio 2018-2020 i dati prodotti da Amici della Terra e Assoclima mostrano un calo del 16% dell’energia fornita dalle pompe di calore e una carenza di 5 milioni e mezzo di apparecchi installati per 34 GW termici. “Con l’aumento del peso delle rinnovabili elettriche, grazie all’efficienza delle pompe di calore aumenta proporzionalmente anche la quantità di energia rinnovabile termica prodotta da questa tecnologia (fino a cinque volte). Nel contempo si genera anche un netto miglioramento ambientale e del comfort per gli esseri umani”, ha rimarcato Fernando Pettorossi di Assoclima.

In ambito residenziale le pompe di calore sono un tema molto concreto ed in pochi sanno che si tratta di una filiera produttiva quasi totalmente italiana. Quindi, con una accelerazione dell’elettrificazione dei consumi finali sosterremmo anche una filiera nazionale che esporta ad oggi circa il 61% della produzione“, gli ha fatto eco Sonia Sandei del Gruppo Enel.

Stop emissioni di metano per l’obiettivo net zero

Condividendo la visione dell’Environmental Defence Fund, la convinzione dell’associazione è quella che il raggiungimento dell’obiettivo net zero non può prescindere dalla riduzione delle emissioni di metano rappresentando “una delle strade più economiche, rapide e fattibili per limitare l’impatto del cambiamento climatico” ha sottolineato nella nota stampa la presidente degli Amici della Terra, Monica Tommasi.

Le ha fatto eco Dagmar Droogsma, assistant vice president di Environmental Defence Fund: “La scienza ci dice che la rapida riduzione delle emissioni di metano è la strategia più efficace per ridurre il riscaldamento globale. Rispettare l’accordo lanciato da USA e UE Global Methane Pledge, per una riduzione del 30% entro il 2030, significherebbe ridurrebbe il riscaldamento di almeno 0,2 gradi Celsius entro il 2050”, si legge nella nota.

Da parte sua, Ilaria Restifo, rappresentante dell’associazione statunitense in Italia ha rimarcato l’importanza del lavoro che ha portato alla presentazione della Strategia italiana sulle emissioni di metano della filiera del gas naturale prima ancora che il Global methane pledge fosse annunciato alla Cop26 di Glasgow.

Al dibattito hanno preso parte alcuni tra i principali attori a livello internazionale. Manfredi Caltagirone, in rappresentanza di Unep, ha sottolineato come l’accordo di Glasgow sul metano amplierà anche il ruolo dell’International Methane emissions observatory (Imeo), lanciato all’ultimo G20, che si occuperà anche delle emissioni provenienti da rifiuti e agricoltura.

“Entro il 14 dicembre verrà emanato il nuovo regolamento europeo sulla limitazione delle emissioni di metano della filiera del gas naturale. L’attenzione alla mitigazione delle emissioni di metano è finalmente al centro delle politiche climatiche e sia l’Europa che l’Italia sono nella posizione per dare un contributo importante al Global Methane Pledge”, ha invece annunciato Stefano Grassi, capo di gabinetto del Commissario europeo all’Energia.

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