Coronavirus Raccolta Differenziata 1024x819L’emergenza Coronavirus, con la necessità di gestire mascherine e guanti, ha aumentato ancora di più l’attenzione dei cittadini italiani ai temi dell’ambiente, e in particolare alla raccolta differenziata. A dirlo è un sondaggio realizzato da Toluna ad aprile per Nestlè.

Coronavirus e raccolta differenziata, qualche numero

In particolare, secondo i dati, la sensibilità sul tema del riciclo dei rifiuti è aumentata del +7,4% rispetto a 6 mesi fa, con un riscontro da parte del 78,5% del campione. Il trend è confermato anche dagli ultimi dati condivisi da Utilitalia per cui, durante il lockdown, si è registrato un ulteriore aumento della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica di circa il 7%.

Raccolta differenziata, la fascia più scrupolosa sono gli over 55 

Il 76% degli intervistati dichiara di seguire costantemente le indicazioni per il corretto smaltimento dei rifiuti. “La fascia più “scrupolosa” è quella degli over 55 che si attiene ancora più meticolosamente alle regole di riciclo ed è meno soggetta a dubbi”, si legge in una nota.

Tecnologia e raccolta differenziata

Un altro elemento emerso dalla survey è l’importanza attribuita alla tecnologia per lo smaltimento dei rifiuti. Tuttavia i sistemi digitali che aiutano a fare correttamente la raccolta differenziata sono ancora poco utilizzati. Solo dal 18% della popolazione li sfrutta. C’è però una buona propensione verso di essi. Il 65% degli intervistati ha infatti manifestato apertura e disponibilità all’utilizzo di queste soluzioni innovative. 

Raccolta differenziata e singoli comuni

Il 96% del campione è a conoscenza della presenza di regole proprie per la raccolta differenziata da parte dei singoli comuni. Inoltre il 73% è informato sulle disposizioni del proprio comune riguardo alla raccolta differenziata, mentre il 24% ammette di conoscerle, ma di non ricordarle bene. Una criticità è la mancanza di regole omogenee. “Per il 74% degli intervistati la molteplicità di disposizioni nei vari luoghi che sono soliti frequentare (casa, ufficio, casa delle vacanze ecc.) genera confusione”.

Aziende e soluzioni sostenibili

Dal sondaggio di Nestlè emerge come il 62% degli italiani valuti il packaging dei prodotti nelle scelte d’acquisto. Per questo motivo l’89% dei cittadini preferisce le aziende che optano per imballaggi green. Nello specifico, le azioni più conosciute dagli intervistati sono l’uso di confezioni con ridotto utilizzo di plastica (64%). A seguire troviamo invece confezioni in plastica riciclata (56%) e utilizzo di bioplastiche (46%).

Aziende devono andare verso un business sostenibile

Gli italiani manifestano un’attenzione crescente per l’ambiente e i materiali riciclabili stimolando le aziende a muoversi in maniera sempre più strategica verso un business sostenibile” –  commenta in nota Marta Schiraldi, Nestlé packaging champion per l’Italia – “In Nestlé ci siamo impegnati per rendere il 100% degli imballaggi riciclabili o riutilizzabili entro il 2025 e per raggiungere questo obiettivo stiamo studiando soluzioni innovative avvalendoci, ad esempio, del nostro Nestlé Institute of packaging sciences”.

Riteniamo però che sia necessario un approccio globale al problema – aggiunge – che, oltre alla ricerca, punti a coinvolgere e informare anche i consumatori che, come emerso da questo sondaggio, hanno bisogno del supporto di aziende, enti e istituzioni per ottimizzare il processo di raccolta e riciclo dei rifiuti”.

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