Quando pensiamo alle energie rinnovabili, difficilmente la geotermia viene citata dai non addetti ai lavori. Eppure rappresenta una grande opportunità per l’Italia e per l’Europa per ottenere un’energia pulita, sostenibile e programmabile.
L‘energia geotermica è una forma di energia rinnovabile, originata dal calore rilasciato naturalmente dall’interno della Terra verso la superficie. Questo calore viene intercettato solitamente attraverso la perforazione di pozzi, che consentono di portare in superficie i fluidi geotermici, successivamente valorizzati per produrre elettricità e anche riscaldare o raffrescare edifici.
Si distingue tra geotermia di superficie, che utilizza il calore a bassa profondità (fino a poche centinaia di metri) per il riscaldamento e altre applicazioni, e geotermia profonda, che sfrutta il calore a maggiore profondità (migliaia di metri) per la produzione di energia elettrica.
Ma come funziona?
Il meccanismo è abbastanza semplice. L’acqua superficiale che si inserisce nella crosta terrestre viene riscaldata dal calore interno della Terra e, in alcune condizioni, può trasformarsi in vapore. Questi fluidi caldi vengono intercettati dai pozzi, prelavati dal sottosuolo e convogliati in superficie, per alimentare una centrale geotermica. Qui i fluidi geotermici caldi vanno a cedere il calore ad un fluido secondario che si riscalda ed evapora, per poi mettere in movimento una turbina. Questo movimento produce elettricità.
Dopo aver ceduto il suo calore, la risorsa geotermica viene reimmessa sotto terra, pronta per essere nuovamente riscaldata dal calore terrestre e quindi riutilizzata in un ciclo pienamente rinnovabile.
La cintura di fuoco: dove la risorsa geotermica scotta
In alcune aree del Pianeta, la geotermia è una risorsa molto presente e a temperature elevate, rendendola adatta allo sfruttamento per la produzione elettrica. Quest’area viene definita “la cintura di fuoco”: una zona a forma di ferro di cavallo che circonda l’Oceano Pacifico e comprende America del Nord e del Sud, Sudest Asiatico e Oceania. È caratterizzata dalla presenza della maggior parte dei vulcani attivi nel mondo e da intensa attività geologica.
L’Italia, pur non ricadendo nella cintura di fuoco, è comunque estremamente fortunata dal punto di vista geotermico, grazie a un elevato potenziale di calore ad alte temperature. Infatti, insieme a Turchia e Islanda, rappresenta l’unico paese europeo con risorse di questo tipo. Purtroppo, gran parte del suo potenziale non viene ancora sfruttato.
In Turchia, l’energia geotermica finale viene valorizzata sia per fini elettrici che termici e utilizzata principalmente nei settori dell’agricoltura e del turismo/benessere. In Svezia e Germania, invece, i consumi sono dominati dalla geotermia di superficie e quindi dalle pompe di calore geotermiche. In altri importanti mercati, tra cui Stati Uniti, Nuova Zelanda e Filippine, la maggior parte dell’energia geotermica viene impiegata per produrre elettricità.
Un enorme potenziale energetico pulito
La geotermia potrebbe soddisfare il 15% della crescita della domanda globale di elettricità entro il 2050, a patto che i costi dei progetti continuino a diminuire. Ciò significherebbe sviluppare e impiegare una capacità geotermica pari a 800 GW a livello globale, con una produzione annuale equivalente all’attuale domanda di elettricità degli Stati Uniti e dell’India messi insieme. È quanto evidenzia il rapporto The Future of Geothermal Energy, redatto dallo IEA a inizio 2025.
I progressi tecnologici stanno aprendo nuovi orizzonti promettenti per rendere la geotermia un’opzione attraente per paesi e aziende di tutto il mondo. Le tecnologie geotermiche di nuova generazione includono la perforazione orizzontale e la fratturazione idraulica levigata. Questi sistemi geotermici avanzati (EGS – Enhanced Geothermal Systems e AGS – Advanced Geothermal Systems) permettono di ampliare l’utilizzo della risorsa anche in zone in cui prima non era conveniente o possibile sfruttarla con sistemi tradizionali. Progetti innovativi che hanno attirato l’interesse finanziario di grandi multinazionali e di magnati IT come Meta, Google e Breakthrough Energy, il fondo di investimento in startup e tecnologie emergenti di Bill Gates.
Ci sono già progetti in corso che seguono queste tecniche. Ad esempio, Fervo Energy nello Utah sta sviluppando il più grande progetto di sistemi geotermici avanzati (EGS) al mondo. Cape Station mira a produrre 100 MW di energia entro il 2026 e punta a raggiungere altri 400 MW entro il 2028. Il sito è già autorizzato per un’espansione fino a 2 GW, posizionandolo come un attore chiave nella futura rete energetica statunitense.
Ad oggi, la geotermia contribuisce a meno dell’1% della domanda globale di energia, ed è concentrata in pochi paesi con risorse facilmente accessibili e ad alta temperatura, tra cui Stati Uniti, Islanda, Indonesia, Turchia, Kenya e Italia. Tuttavia, le tecnologie di nuova generazione potrebbero cambiare questo scenario, ampliando le possibilità di sfruttamento della geotermia.
Il potenziale italiano
L’Italia per prima è riuscita a valorizzare la risorsa geotermica per produrre elettricità e, pur vantando una tradizione ultracentenaria nella geotermia, ed è oggi l’ottavo Paese al mondo (ma primo in UE) per potenza elettrica installata nella tecnologia geotermica tradizionale. Tuttavia, negli ultimi dieci anni non sono stati realizzati nuovi impianti geotermoelettrici, facendo perdere la posizione di leadership acquisita (nel 2000 era il quarto Paese al mondo).
Le risorse geotermiche italiane sarebbero sufficienti a soddisfare oltre quattro volte l’intero fabbisogno energetico del Paese, secondo un recente studio a cura di The European House Ambrosetti, considerando elettricità e calore (120 Mtep nel 2022). Circa metà delle risorse supera i 80-90 °C, temperatura sufficiente per produrre energia elettrica grazie alla tecnologia binaria a ciclo chiuso, con emissioni nulle (fino a 2.900 TWh/anno di energia elettrica).
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Il maggior potenziale si trova sul lato tirrenico, ma ci sono opportunità di sviluppo anche in altre regioni grazie alla tecnologia binaria. Attualmente, le principali regioni interessate dai progetti in sviluppo sono Toscana, Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, e Veneto.
Analizzando la pipeline dei progetti geotermici nel 2023, risultano 87 iniziative in corso: 2 in fase di sviluppo (geotermia tradizionale) e 85 in fase di progettazione e autorizzazione (78 impianti a ciclo binario e 7 tradizionali). La realizzazione di impianti a emissioni nulle garantirebbe quasi 1,2 GW di potenza installata entro il 2040, oltre il doppio (+145%) dell’attuale capacità geotermoelettrica in Italia.
L’attenzione dell’Europa
Di fronte alla necessità di ridurre la dipendenza energetica, l’Europa ha visto il Consiglio europeo, il 16 dicembre 2024, promuovere la geotermia per “decarbonizzare il consumo di energia negli edifici e rendere le industrie più competitive e sostenibili”. Il Consiglio invita gli Stati membri a semplificare le norme per favorire l’uso di questa fonte e a rilasciare le autorizzazioni più rapidamente.
L’attenzione c’è almeno sulla carta: ora bisogna capire se vincoli normativi e lentezze burocratiche riusciranno a non frenare le opportunità offerte dall’energia pulita che viene dalla Terra.
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